Achille Lauro a Sanremo svela il suo terzo look: è la collezionista Luisa Casati Stampa

Dopo il San Francesco giottesco e lo Ziggy Sturdust di David Bowie, il cantante romano ha interpretato e omaggiato Luisa Casati Stampa, nobildonna e mecenate ritratta dai più importanti artisti del Novecento. Con un look, anche questa volta, ideato dal direttore creativo di Gucci Alessandro Michele

Achille Lauro al Festival di Sanremo 2020
Achille Lauro al Festival di Sanremo 2020

“Questa notte dal cielo pioverà una lacrima e sarò una dea”. Con queste parole Achille Lauro, prima dell’inizio della quarta puntata del 70esimo Festival di Sanremo, ha anticipato sul proprio profilo Instagram il personaggio che avrebbe interpretato e omaggiato durante l’esibizione del brano Me ne frego in gara sul palco dell’Ariston. Messaggi brevi, criptici, attorno ai quali ruotano mistero e attesa da parte dei milioni di followers del cantante romano che, durante le serate del Festival, ha messo su un gioco di rimandi, citazioni e attese all’insegna dell’arte con la decisiva complicità del direttore creativo di Gucci Alessandro Michele e della sua impareggiabile e immaginifica squadra. Un autentico takeover di Gucci su Sanremo che resterà nella storia. Dopo il San Francesco giottesco e lo Ziggy Sturdust di David Bowie, per la sua terza performance all’Ariston Lauro porta sul palco la Marchesa Luisa Casati Stampa, collezionista, mecenate e “opera d’arte vivente” vissuta tra Otto e Novecento, tra le donne più note, ammirate, chiacchierate e controcorrenti della sua epoca. E musa di parecchi artisti – oltre a essere stata una tra le pochissime – forse l’unica? – donna a spezzare il cuore a Gabriele D’Annunzio, di cui fu amante. Insomma, quelli citati da Achille Lauro – e messi in scena con i look genialmente studiati da Michele – hanno messo sulle spine milioni di fan e curiosi; adesso però la domanda sorge spontanea, con tanto di scommesse e pronostici che impazzano sul web: chi sarà il quarto e ultimo personaggio che Lauro omaggerà durante la finale del Festival?

Achille Lauro nei panni della Marchesa Luisa Casati Stampa - Sanremo 2020
Achille Lauro nei panni della Marchesa Luisa Casati Stampa – Sanremo 2020

ACHILLE LAURO SUL PALCO DELL’ARISTON COME LUISA CASATI STAMPA

Nobildonna, collezionista e mecenate, Luisa Casati Stampa era figlia del produttore di cotone Alberto Amman, e trascorse la sua infanzia a Milano, dove iniziò ad appassionarsi alle vite di personaggi come Ludwig II di Baviera, l’imperatrice Elisabetta d’Austria, Sarah Bernhardt, Cristina di Belgiojoso e la contessa di Castiglione Virginia Oldoini, da cui trasse ispirazione durante il corso della sua vita. Sposò il marchese milanese Camillo Casato Stampa di Soncino, ma le sue burrascose vicende sentimentali furono legate al nome di Gabriele D’Annunzio, con cui ebbe una scandalosa relazione. La frequentazione con il poeta portò Luisa Casati ad adottare uno stile di vita eccentrico, sregolato, ribelle e all’insegna dell’arte: fu la musa – nonché collezionista – di numerosi artisti, tra cui Giovanni Boldini, Augustus John, Kees Van Dongen, Romaine Brooks, Ignacio Zuloaga, Drian, Alberto Martini, Paolo Troubetzkoy, Alastair, Giacomo Balla, Catherine Barjansky, Jacob Epstein, Man Ray, Cecil Beaton, Adolph de Meyer, che la ritrassero in diversi stili, pose, atteggiamenti, sempre all’insegna della sperimentazione e di un dichiarato edonismo. Nel 1910 Luisa Casati acquistò Palazzo Venier dei Leoni a Venezia, poi rilevato da Peggy Guggenheim e oggi sede della collezione a suo nome. Quella di Lauro e Michele è una citazione colta e raffinata, che ha il merito di aver portato alla ribalta di una manifestazione seguita da milioni di persone un personaggio sicuramente sconosciuto ai più, ma che ha lasciato il segno nell’immaginario artistico e culturale della sua epoca e non solo.

Achille Lauro nei panni della Marchesa Luisa Casati Stampa - Sanremo 2020
Achille Lauro nei panni della Marchesa Luisa Casati Stampa – Sanremo 2020

I SIMBOLI, I TAROCCHI, INSTAGRAM: LE PERFORMANCE DI ACHILLE LAURO A SANREMO

Il progetto estetico e teorico portato da Achille Lauro all’Ariston parte da prima dell’inizio del Festival, con una serie di strategiche stories e post su Instagram costellati da citazioni, immagini, frasi criptiche e soprattutto simboli. Sul profilo del cantante, infatti, si trovano stories numerate a I a IV, e ognuna di esse contiene quattro immagini diverse: un lupo, un fulmine, due maschere teatrali e una corona, rispettivamente riferiti a San Francesco, David Bowie e Luisa Casati Stampa. Svelati questi personaggi, su Instagram i simboli hanno fatto spazio ai ritratti di Lauro nei panni del santo, del cantante e della nobildonna. Rimane ancora da svelare il quarto personaggio, il cui simbolo è la corona: di chi potrebbe trattarsi? È la domanda che impazza da ore sul web, con gli utenti alle prese con interpretazioni e citazioni tratte dalla letteratura, dall’agiografia, dal mondo dell’arte e della musica. C’è chi sostiene, mantenendosi quindi sulla linea “ascetica”, che possa trattarsi nuovamente di un santo o addirittura di Gesù Cristo; c’è chi invece dietro a quella corona vede la figura di Freddie Mercury, storica voce dei Queen che spesso durante i concerti con la band era solito indossare un lungo mantello di pelliccia e la corona. Inoltre tra Mercury e l’arte il legame era molto stretto: il cantante infatti aveva condotto studi artistici, e il celeberrimo logo dei Queen – con la corona, i segni zodiacali dei componenti della band e la fenice – è stato realizzato proprio da lui. Insomma, le carte sarebbero tutte in regola per vedere Achille incedere sul palco del Festival incoronato come Freddie Mercury; ma il binomio Lauro-Michele potrebbe riservare, e sicuramente sarà così, ancora sorprese e colpi di scena.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.