L’anti-fiaba di Cappuccetto Nero: ConiglioViola racconta il video realizzato per Loredana Bertè

È in rete da poche ore e pare già essere un successo: il videoclip realizzato per Loredana Bertè dal duo artistico ConiglioViola insieme a Fausto (Krausto) Collarino riscrive le regole della fiaba e dell’animazione

Still da video
Still da video "Cosa ti aspetti da me" di Loredana Bertè

Anche nel bel mezzo della kermesse sanremese si fa strada l’arte. Cosa ti aspetti da me è il singolo con cui Loredana Bertè ha calcato il palco dell’Ariston di Sanremo. Il videoclip, da poco uscito su Youtube, è opera di ConiglioViola, il duo di artisti italiani formato da Brice Coniglio e Andrea Raviola. La relazione artistica con la cantante -già cominciata anni fa con progetti come Strade di Fuoco– viene consolidata con quest’ultima uscita, che si guadagna in poco tempo l’ampio favore di pubblico e critica. Abbiamo parlato con Brice Coniglio, per farci spiegare meglio come sono andate le cose.

LOREDANA BERTÈ E CONIGLIOVIOLA

L’incontro con Loredana è avvenuto moltissimi anni fa, e ci siamo rivisti poi in tantissime altre occasioni.  La prima volta è stata quando io ero ancora all’università: ha visto i nostri lavori, e nel 2006 è avvenuta la prima collaborazione. Abbiamo realizzato per lei il video di Strade di Fuoco, poi censurato per via della scena finale. Video che poi è uscito come singolo e parte di quel lavoro è rientrata all’interno di una mostra fatta a Milano”. Un “battesimo” fortunato per ConiglioViola, il duo, fondato nel 2000, che si muove tra videoart, teatro multimediale, musica elettronica, performance, net.art e fotografia: un eclettismo che li ha portati a realizzare importanti progetti, talvolta coinvolgendo i grandi nomi della musica. Come Antonella Ruggiero e il Concerto Senza Titolo, performance teatrale diventata poi disco e lavoro di videoarte; oppure Milva, che ha scritto uno dei testi critici per un loro catalogo della personale al PAC del 2009. Ma quello con Loredana Bertè è un rapporto nato sotto una buona stella, ripartito al massimo -quasi per caso- pochissimo tempo fa. Come ci racconta ancora Brice Coniglio: “Con Loredana ci siamo poi persi di vista per un po’, finché ci siamo ritrovati un mese fa durante la tappa a Torino del suo tour: è lì che è nata l’idea, da parte sua, di realizzare un videoclip per il singolo in gara a San Remo. La Warner Music ci ha contattato telefonicamente solo due settimane fa! Un tempo brevissimo in cui siamo riusciti a formare una squadra ad hoc, lavorando assieme l’artista Fausto Collarino (in arte Krausto) e Giulia Landi, giovane illustratrice da poco tornata da Parigi”.

“COSA TI ASPETTI DA ME”, L’ANTI-FIABA

La Regina del Rock, a quasi cinquant’anni dal suo debutto come cantante, non perde la grinta e la stoffa di donna ribelle che ha da sempre caratterizzato la sua figura. In questa occasione, il lavoro di ConiglioViola non fa che sottolineare il suo carattere evergreen: nel video, girato interamente in animazione (“io preferisco chiamarlo fumetto animato”, precisa Brice), la protagonista è una figura femminile dalle lunghe trecce blu, come l’attuale look della cantante. “Loredana Bertè viene rappresentata in veste di Cappuccetto Nero, una ragazza ribelle alla ricerca di se stessa” continua Brice, “che cammina in una città fantasma, un paesaggio spettrale. Attraversa un bosco buio e raggiunge un laghetto in cui si specchia, cercando di comprendersi attraverso la sua immagine riflessa. Ma il colpo di scena che dà il vero senso all’opera si svolge tutto negli ultimi secondi” continua l’autore “quando si imbatte in tre personaggi malintenzionati, tra cui il lupo. Nel momento della lotta, il lupo resta a terra, perdendo la propria malignità e trasformandosi improvvisamente in un innamorato sconfitto, mentre Loredana, nello scambio, diventa una belva, e lo abbandona diventando la nuova capobranco”. Una scena che ribalta i ruoli tradizionali del buono e cattivo e connota l’intero video come anti-fiaba. In questo Cappuccetto moderno non c’è una netta divisione tra il bene e il male, né tanto meno un finale che si possa definire totalmente “lieto” o meno. Con questo video, l’iconica autrice di Non sono una signora, colei che ha fatto la storia della musica, lancia un monito: mai scoraggiarsi, né tantomeno abbassare la guardia. In un attimo tutto può cambiare. Un messaggio cupo ma forte che abbraccia il suo credo femminista, oggi perfettamente interpretato dal linguaggio artistico di ConiglioViola.

DISSIDI INTERNI

Nonostante il successo del videoclip, si alza un dissidio sulla paternità dell’opera: mentre, come afferma nell’intervista Brice Coniglio, il duo ConiglioViola si dichiara l’unico firmatario del progetto, non è della stessa opinione l’artista Fausto Collarino (Krausto). Quest’ultimo, infatti, afferma che l’idea del video sia nata da una collaborazione di pari livello, come indicano i credits sul canale Youtube della Warner Music. Gli stessi credits che, secondo Brice, sarebbero da considerare un gesto di ringraziamento nei confronti dell’amico-collaboratore e non una legittimazione di paternità. Ai posteri – o ai legali – l’ardua sentenza.

– Giulia Ronchi

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Autore Coniglioviola
CuratoreBrice Coniglio
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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