Tutte le volte che ci hanno provato. Da Banksy a Ferrante. I tentativi di smascherare gli anonimi

Anonimi e restano tali? Forse. Ma la stampa prova sempre a smascherarli. Da Banksy – Robert del Naja a Elena Ferrante – Anita Raja: ecco chi sono o chi potrebbero essere gli artisti nascosti.

Il murales di Banksy su Brexit, nella città britannica di Dover
Il murale di Banksy su Brexit, nella città britannica di Dover

La notizia della settimana riguarda naturalmente Banksy, lo street writer anonimo più famoso al mondo del quale, secondo diversi media, potrebbe essere stata svelata l’identità dal dj Goldie. Durante una trasmissione radiofonica, infatti, Goldie, parlando del marketing e del merchandising intorno all’arte di Banksy, si sarebbe riferito allo street artist chiamandolo “Robert”. Da lì, apriti cielo: messe di articoli, commenti, post sui social, tutti che indicano Robert Del Naja, membro fondatore del gruppo musicale Massive Attack, caro amico del DJ e da sempre sospettato di essere Banksy, come possibile identità segreta dell’artista. Ma non è la prima volta che questo avviene. Sono molti i casi in cui gli artisti, come supereroi Marvel, lavorano nell’ombra. E innumerevoli quelli in cui la stampa ha cercato di smascherarli. Eccone alcuni.

Santa Nastro

1. BANKSY E I MASSIVE ATTACK

Calais, Francia – 2016

Partiamo naturalmente da lui, l’eroe del giorno, famoso in tutto il mondo per i suoi murales e per le operazioni di critica sociale e politica ad essi collegati. I motivi per cui Banksy potrebbe essere secondo i media Robert Del Naja, 52 anni, fondatore dei Massive Attack, anche noto come “3D”, risiederebbero nella coincidenza del nome (tuttavia abbastanza comune), nella provenienza da Bristol e nel passato graffitaro del musicista. Il quale, tuttavia, nega. ”Sarebbe una bella storia, ma sfortunatamente non è così. Lo conosco, viene anche ai concerti. Si tratta solo di coincidenze. Tutto qui”, avrebbe commentato. Se le analogie sono tante, però lo stile di Del Naja, anche artista visivo che ha firmato molte delle copertine del gruppo musicale, e quello di Banksy non coinciderebbero granché. Ci sono dei rimandi, giustificabili comunque dal fatto che stando ad alcune dichiarazioni del passato, i due farebbero parte della stessa cerchia, ma non sovrapposizioni. I rumors, ad ogni modo, sono cominciati nel 2013. Nel 2016 il giornalista Craig Williams aveva condotto una inchiesta sul tema e aveva concluso che Banksy è in realtà un nome collettivo dietro al quale si cela un gruppo di persone comunque collegato a Del Naja e ai Massive Attack. Nel 2016 si era attribuita l’identità anche all’ex alunno della Queen Mary University di Londra, Robin Gunningham.

https://glasgowtransmission.wordpress.com
www.banky.co.uk

2. BLU, DA SENIGALLIA A BOLOGNA

Un murale di Blu a Varsavia

Nominato nel 2011 tra i 10 migliori writers della scena mondiale dal quotidiano inglese The Guardian, Blu è da sempre sotto identità segreta. Nonostante tutti i tentativi di scoprire chi si celi sotto lo pseudonimo, di lui si sa solamente che è nato a Senigallia negli anni ’70. Pochi i dettagli, anche se chi si occupa di Street Art sa chi è e protegge il suo segreto. Nel corso della “guerra” scatenata dal writer contro la mostra Street Art- Banksy & Co.-L’arte allo stato urbano, curata da Christian Omodeo e Lorenzo Ciancabilla a Bologna, è emerso che anche intorno a Blu c’è un gruppo di persone che lo aiutano e lo sostengono. Alcuni rigorosamente in forma anonima, altri meno. Tanto che lo scorso anno c’era scappata la denuncia.

3. ELENA FERRANTE

L’amica geniale, la copertina del libro di Elena Ferrante

Indicata dal Time come una delle 100 persone più influenti al mondo, Elena Ferrante è una delle scrittrici contemporanee più apprezzate, anche oltreoceano. Il suo fortunatissimo “L’amica geniale”, romanzo in quattro volumi diventerà, infatti, una megaserie HBO-Rai diretta da Saverio Costanzo come annunciato a fine maggio 2017. L’identità segreta della scrittrice è stato però solo uno dei fattori chiave del suo successo. Di lei si è detto di tutto, dapprima che era un progetto nato dagli editori Sandro Ferri e Sandra Ozzola, coppia nel lavoro e nella vita. Poi, lo scorso ottobre si è parlato di Anita Raja, la traduttrice romana, di origine ebrea-polacca, sposata con lo scrittore napoletano Domenico Starnone. La conferma sarebbe arrivata anche da Goffredo Fofi e da un profilo twitter (poi scoperto essere un fake). Ma la casa editrice avrebbe smentito.

4. LUCA ROSSI

I Martedì Critici Luca Rossi

Tra “gli anonimi” nostrani Luca Rossi, cresciuto nel nostro commentario online e con una serie di azioni online e/o di disturbo, tra social network e piattaforma web. Famosi ormai i suoi slogan riferiti al mondo dell’arte italiana: “ikea evoluta”, “nonni-genitori foundation”, “giovani Indiana Jones”. Di lui si è sempre detto che si tratti dell’artista imolese Enrico Morsiani, ma anche che dietro questo nome si celino più persone.

5. WU MING

Bologna

Prima di diventare Wu Ming, il gruppo di scrittori afferiva alla sezione bolognese del Luther Blisset Project diventato famoso con il romanzo collettivo Q. Sebbene il gruppo significhi “senza nome”, l’anonimato non è mai stato tra le sue caratteristiche (i nomi dei membri sono infatti riportati sul sito), ma questo aspetto, diventato poi leggenda ha contribuito a creare attorno a loro un’aura di mistero.

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.