Gioventù e spiritualità. La Sagra Musicale Umbra

Rassegna dalla storia lunga e profondamente legata al territorio, quest’anno la sagra umbra ha visto alternarsi ensemble eterogenei, eppure accomunati dal tema e dalle atmosfere. Ecco il report di due concerti affascinanti.

Sagra Musicale Umbra 2016 - Au Choeur du Soufi - Chiesa di San Bevignate, Perugia
Sagra Musicale Umbra 2016 - Au Choeur du Soufi - Chiesa di San Bevignate, Perugia

UN FESTIVAL ANTICO
La Sagra Musicale Umbra è uno dei più antichi festival musicali italiani, giunto quest’anno alla settantunesima edizione, ha una finalità specifica – “la musica dello spirito” – e coinvolge tutta la regione. In questa tornata, in scena dal 10 al 18 settembre, la Sagra ha incluso una ventina di concerti – compresi quelli di mezzogiorno nella Galleria Nazionale dell’Umbria e nel Palazzo della Penna – anche a Castel Rigone, Panicale, Assisi, Montefalco, San Gemini, Acquasparta, Bevagna e Torgiano, facendo sentire partecipe tutta la regione. Il tema comune ai vari concerti è stato L’Altissima Luce della Fede, tratto dal Laudario da Cortona. Il festival ha confermato il suo grande appeal internazionale, non solo per la presenza di grandi testate straniere ma per gruppi venuti appositamente da Francia e Germania tanto da rendere difficile la situazione alberghiera. Ciononostante, la dotazione del FUS alla Sagra è stata ridotta non solo per le ristrettezze finanziarie generali del Paese ma anche per ingraziarsi importanti bacini elettorali: è stato notevolmente ampliato il finanziamento statale dell’Orchestra Regionale Siciliana la quale, a rigor dei termini, dovrebbe essere sostenuta non da Roma ma dalla Regione Siciliana, che gode di uno statuto speciale.
Oltre al concerto di Martha Argeris con la Youth Orchestra of Bahia, al Premio Siciliani per la musica sacra e al grande concerto di chiusura (con 120 elementi) diretto da Juray Valċhua, due concerti, eseguiti lo stesso giorno, sono risultati degni di nota: Seicento Stravagante del giovane complesso Nova Alta, nella bellissima Galleria Nazionale dell’Umbria, e Au choeur du Soufi, offerto da un complesso per lo più tunisino nella millenaria Chiesa Templare di San Bevignate,

Sagra Musicale Umbra 2016 - Ensemble Nova Alta, Seicento stravagante - Galleria Nazionale dell'Umbria, Perugia
Sagra Musicale Umbra 2016 – Ensemble Nova Alta, Seicento stravagante – Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia

UN COMPLESSO GIOVANE
La prima notazione riguarda la bella ed efficace bellezza del contrasto dei due concerti, ambedue costruiti su brani relativamente brevi e ambedue di una durata di circa un’ora e mezza. Lieto e gaio il primo, come si addice a un mondo giovanile che vuole essere stravagante mentre, tranne il numero finale, melanconico, quasi mesto, il secondo.
Il primo fa tornare alla mente i momenti comici delle opere di Monteverdi, quali il personaggio di Iro ne Il Ritorno di Ulisse in Patria, o il duetto de L’Incoronazione di Poppea in cui, con grande allegria, sia il Paggio sia la Damigella dicono addio alle rispettive verginità. Si sente il profumo delle opere lussuriose e lussureggianti di Cavalli. Molto bravi i cinque componenti dell’ensemble (David Brutti, Danilo Tamburo, Stefano Bellucci, Andrea Angeloni, Giulio Fratini) che suonano strumenti, tra cui la serpentona, molto simili a quelli d’epoca, frutto di lunghe ricerche nei musei di settore – da Roma a Cremona fino a Norimberga. La meraviglia è che, anche quando il registro è molto basso, il suono che ne risulta è lieto.

Sagra Musicale Umbra 2016 - Au Choeur du Soufi - Chiesa di San Bevignate, Perugia
Sagra Musicale Umbra 2016 – Au Choeur du Soufi – Chiesa di San Bevignate, Perugia

SPIRITUALITÀ E MALINCONIA
Intriso di melanconia il sufi. Anche in questo caso il complesso è essenziale: due cantanti, Abir Naraouini (la protagonista) e Moufadhel Adhoum; un percussionista, Mohamed Abdelkater Ibn Haj Kachem, un pianista, Sébastien Willemins, un maestro del coro locale Santo Spirito Volumnia e un direttore, In Sang Hwang. Il complesso – si è detto – era prevalentemente tunisino, ma con un direttore coreano; un coro italiano diretto da una francese e un pianista belga mostrano come il canto sufi a Dio Grande e Misericordioso sia universale. Ciò spiega i bis richiesti e le ovazioni del pubblico al termine del concerto.
Da augurarsi che i due complessi vengano invitati anche dalle numerose associazioni filarmoniche italiane.

Giuseppe Pennisi

www.perugiamusicaclassica.com/sagra-musicale-umbra

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.