Dall’hockey al romance: perché il ghiaccio è diventato il nuovo sogno pop delle serie tv

Da Heated Rivalry a Off Campus, fino al già annunciato Icebreaker, l’hockey conquista editoria e streaming. Ma il successo di questi racconti non parla soprattutto di una nuova idea di mascolinità e desiderio?

Prima è arrivato Heated Rivalry, adattamento del bestseller di Rachel Reid per HBO. Poi Off Campus, la saga new adult di Elle Kennedy in programmazione per Prime Video. E ora Netflix ha già messo in calendario per il 2028 Icebreaker, tratto dal romanzo di Hannah Grace. La domanda sorge spontanea: perché improvvisamente tutti sembrano ossessionati dall’hockey?

La nascita di un nuovo immaginario

In realtà, il fenomeno ha radici più profonde. Se Heated Rivalry ha contribuito a legittimare sullo schermo l’hockey romance nella sua declinazione queer, Off Campus rappresenta probabilmente il titolo che ha trasformato questo immaginario in un fenomeno mainstream. La risposta non ha molto a che fare con lo sport quindi… O meglio: l’hockey funziona perché è uno degli ultimi immaginari sportivi rimasti relativamente incontaminati dalla sovraesposizione mediatica che ha trasformato calcio e basket – e ormai anche tennis – in gigantesche industrie globali. Sul ghiaccio sopravvive ancora un’idea di autenticità, di comunità e di sacrificio collettivo che ben si presta alla narrazione romantica.

Off Campus. Courtesy of Prime © Amazon Content Services LLC
Off Campus. Courtesy Prime Video © Amazon Content Services LLC

Tra competizione e vulnerabilità 


L’hockey offre inoltre una combinazione narrativa quasi perfetta. È uno sport fisico, aggressivo, persino brutale, ma allo stesso tempo richiede disciplina, fiducia reciproca e spirito di squadra. In altre parole, dà vita a protagonisti che possono essere duri e vulnerabili allo stesso tempo. Non è un caso che i romanzi di successo degli ultimi anni abbiano trasformato i giocatori in figure romantiche lontane dagli stereotipi del maschio alfa dominante: uomini competitivi, certo, ma anche emotivamente accessibili, capaci di fragilità e crescita personale.

Off Campus. Courtesy Prime Video © Amazon Content Services LLC
Off Campus. Courtesy Prime Video © Amazon Content Services LLC

Andare oltre l’idea del “maschio Alfa”


In un panorama audiovisivo che da anni interroga la crisi della mascolinità tradizionale, l’hockey diventa così uno spazio simbolico interessante. I corpi restano atletici e performativi, ma vengono riletti attraverso il linguaggio delle emozioni, dell’identità, dell’amicizia e della cura. È ciò che accade in Heated Rivalry, dove la rivalità sportiva diventa una storia d’amore, ma anche ciò che dovrebbe avvenire in Icebreaker, che utilizza il confronto tra hockey e pattinaggio artistico per mettere in scena desiderio e aspettative sociali.

L’hockey: dal fandom allo streaming


A rendere il fenomeno ancora più significativo è la sua origine. Questi titoli nascono quasi tutti all’interno delle community digitali di lettrici, da BookTok alle piattaforme di fanfiction, luoghi in cui l’hockey è stato progressivamente trasformato da sport di nicchia a dispositivo narrativo. Lo streaming non ha fatto altro che intercettare una domanda già esistente. Più che una moda sportiva, dunque, quella dell’hockey romance sembra essere la manifestazione di un cambiamento culturale più profondo. Sul ghiaccio non si cerca solo il risultato della partita. Si cerca una nuova grammatica sentimentale.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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