La serie Mercoledì di Tim Burton su Netflix: ecco com’è

È stata lanciata da pochi giorni ed è già un cult. Superando qualsiasi record precedente di visualizzazione sulla piattaforma. Ecco come è la serie ideata dal grande regista di Edward mani di forbice

È stata lanciata il 23 novembre su Netflix la prima stagione di “Mercoledì”, la serie che vede Tim Burton come regista e Alfred Gough e Miles Millar come showrunner.
Nella serie, la Famiglia Addams, creata dal disegnatore americano Charles Addams nel 1938, torna ad essere narrata con un nuovo adattamento che traccia un marcato contorno sulla figlia di Gomez e Morticia Addams.
La Mercoledì che dà il nome alla serie è, infatti, l’iconica bambina vestita di nero con il colletto bianco e i capelli raccolti in due trecce che appare sin dalle sue prime rappresentazioni come una figura anticonformista con una spiccata passione per gli scherzi birbanti o macabri.
Il regista di “Nightmare Before Christmas”, “Edward mani di forbice” e “Il pianeta delle scimmie” – per citare alcuni dei suoi film – racconta al suo pubblico le ragioni che lo hanno spinto verso l’inquietante bambina: “Ho sempre avuto grande interesse nei confronti di questa famiglia e devo dire che Mercoledì mi è sempre interessata come figura, anche perché io mi sono sempre sentito come lei, sin da quando ero adolescente. Condividiamo lo stesso punto di vista in bianco e nero”, ha raccontato il regista in occasione dell’anteprima europea al Teatro del Giglio di Lucca per svelare aneddoti e visioni, insieme al direttore del festival Lucca Comics&Games Emanuele Vietina.

NEVERMORE ACADEMY: UNA SCUOLA PER REIETTI

La scelta del noto regista è stata quella di ambientare il personaggio in un contesto mai esplorato. Mercoledì Addams, infatti, diventa una studentessa liceale e dopo numerose espulsioni dalle normali scuole, si iscrive alla Nevermore Academy, l’alma mater dei suoi genitori, definita come una scuola per reietti. “Frequenta una scuola per reietti e si sente reietta tra i reietti. È questo quello che io ho provato in tutta la mia vita, a scuola, con i miei genitori, o con altre persone ed è questo il motivo per cui poi fondamentalmente lei mi piace”, dichiara.
Da sempre fortemente legato al tema degli outsider, Tim Burton mette al centro di questo progetto gli adolescenti, le scuole sottofinanziate e la famiglia. A Nevermore la realtà giovanile viene rappresentata come troppo ancorata a Instagram, TikTok o Snapchat. Questo eccesso viene controbilanciato con la figura di Mercoledì, che invece appare più interessata alla macchina da scrivere o al violoncello. Rappresentando la sua controfigura, l’autore del film si dichiara molto vicino alla sua visione: “Per quello che mi riguarda io ho paura di internet, perché ovviamente ogni volta che vado a cercare qualcosa mi ritrovo in qualche buco nero”.

MERCOLEDÌ: GLI ATTORI SCELTI NEI RUOLI PRINCIPALI

La protagonista manifesta la sua forza grazie alla straordinaria interpretazione di Jenna Ortega: “Mercoledì è un personaggio iconico, quindi, era molto difficile trovare un’attrice che lo potesse interpretare. Senza Jena per me non ci sarebbe stata la serie”. Così l’autore descrive il personaggio principale del suo cast attoriale, rivelando inoltre che i personaggi di Morticia e Gomez – interpretati da Catherine Zeta Jones e Luis Guzmán  – per come sono stati rappresentati, sono tratti dai fumetti originali.  
Quella che oggi riconosciamo come la figura più servizievole della Famiglia Addams, Mano, inizialmente, nel fumetto originale, veniva rappresentata come una timida presenza nascosta, formata solo da testa e braccia. La serie di prossima uscita le conferisce l’aspetto di una mano che però mostra i segni del tempo: “Essendo un personaggio particolare volevo conferirgli anche una vita un po’ più ampia, una presenza più vissuta, ed è questo il motivo per il quale la mano sembra un po’ consumata. Mi piaceva anche nelle altre rappresentazioni e poi mi dava l’idea di essere un po’ un personaggio di questi vecchi film dell’orrore, ho cercato di dargli anche una storia. La possiamo definire il Dustin Hoffman delle mani”.
Il team si arricchisce di altri due preziosi collaboratori di vecchia data: Danny Elfman per le musiche e Colleen Atwood per quanto riguarda i costumi. Su Danny Elfman: “Io lo considero quasi come un attore, lo tratto come tale, anche perché secondo me la musica è un altro personaggio nel film”.
Su Colleen Atwood: “Mercoledì aveva un solo look e Colleen ha trovato il modo giusto per conferirle look diversi pur distinguendola da tutti gli altri studenti della Nevermore”.

Donatella Giordano

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Donatella Giordano

Donatella Giordano

Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative…

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