La casa di Alberto Sordi diventerà un museo permanente: arriva l’ok dal Comune di Roma

L’Assemblea Capitolina (così si chiama a Roma il Consiglio Comunale) ha approvato alcuni interventi strutturali per far posto a nuovi spazi espositivi nel giardino della villa dove l’attore ha vissuto

Alberto Sordi e Monica Vitti in Polvere di stelle (1973) di Alberto Sordi
Alberto Sordi e Monica Vitti in Polvere di stelle (1973) di Alberto Sordi

Aprire un museo dedicato al ricordo e all’eredità dell’icona del cinema italiano Alberto Sordi (Roma, 1920 – 2003) nella sua famosa villa di via Druso 45 a Roma sospesa sopra le Terme di Caracalla: pare andare in questa direzione il progetto sostenuto dalla fondazione a lui dedicata, in corso ormai da svariati anni. Un ulteriore passo avanti è stato fatto grazie all’Assemblea Capitolina (l’edificio, la passeggiata archeologica e il patrimonio artistico al suo interno sono stati infatti dichiarati beni di interesse culturale e sottoposti al vincolo del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali), che ha approvato alcuni interventi strutturali per far posto alle sale espositive, con una deroga al piano regolatore del 2008. Queste saranno collocate nel giardino della villa, mentre il portico sarà chiuso da vetrate “realizzate con strutture amovibili in metallo e vetro”.  

IL MUSEO DI ALBERTO SORDI E IL CENTENARIO DEL 2020 

La casa museo, oggi fruibile dal pubblico solo su appuntamento e in occasione di eventi organizzati dalla Fondazione, era stata aperta in concomitanza del centenario della nascita dell’attore nel 2020, con una “esposizione senza precedenti che consentisse un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’artista e dell’uomo”. Purtroppo, le tempistiche avverse e le chiusure legate alla pandemia hanno impedito la Fondazione di accogliere il pubblico al meglio come pianificato. Si attende quindi un’occasione più favorevole, presumibilmente al termine dei lavori di riqualificazione, di cui tuttavia non è stata ancora comunicata una data certa. “La villa romana di Alberto Sordi diventerà un museo permanente aperto a tutti, e potrà ospitare la storia del grande attore romano in un’area all’altezza del suo valore artistico”, ha dichiarato la consigliera democratica Antonella Melito, che ha presentato la proposta in assemblea capitolina, aggiungendo, “voglio esprimere soddisfazione per l’approvazione da parte dell’Aula alla delibera che ha dichiarato oggi l’interesse pubblico permettendo di avviare i lavori per realizzare un’area visitatori più ampia e finalizzata a conservare la memoria di un grande attore”.  

COSA CI SARÀ NEL MUSEO ALBERTO SORDI A ROMA 

Il Museo Alberto Sordi, oltre agli oggetti personali dell’attore, metterà a disposizione del pubblico una vasta documentazione archivistica cartacea e filmica, costituita da oltre 5.500 pellicole. Nella villa era infatti custodito l’archivio personale di Alberto Sordi, con materiali raccolti nel corso di una vita, che è stato temporaneamente trasferito in deposito a Cinecittà presso il Centro Sperimentale di Cinematografia per essere catalogato e sottoposto a restauro, in attesa di tornare alla sua collocazione originaria. L’idea è che il Museo possa diventare non solo il cuore della promozione e della memoria dell’attore romano, ma anche il centro di documentazione e studio per tutto il cinema italiano del ‘900 (arricchendosi di nuovi materiali in futuro), importante anche per ispirare le nuove generazioni. E il fatto che questa attività avvenga nella casa dove Alberto Sordi ha trascorso la gran parte della sua vita, fino alla morte, è particolarmente significativo secondo la Fondazione, che spiega, “Alberto Sordi si sentiva ‘del’ suo pubblico. E la scelta di far diventare un museo la sua casa, la quale in questo modo diventa un luogo aperto al suo pubblico, è stata presa come naturale prosecuzione dell’amore e della generosità che questo artista ha sempre provato nei confronti della ‘sua’ gente”. 

– Giulia Ronchi 

https://www.fondazionemuseoalbertosordi.org/  

 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.