Nuovo film per Emmanuel Carrère. Racconto di mondi diversi e impossibili tra loro

Lo scrittore di Limonov, Yoga e L’avversario torna dietro la macchina da presa adattando per il grande schermo un libro-inchiesta di grande successo e firmato dalla giornalista, firma di punta di Le Monde, Florence Aubenas

Tra due mondi © Christine Tamalet
Tra due mondi © Christine Tamalet

Salario minimo, sacrifici continui, completa inesistenza di regole. Sono donne le protagoniste di Tra due mondi, il nuovo film di Emmanuel Carrère, in sala dal 7 aprile con Teodora Film. Marienne è una scrittrice “infiltrata” per mesi tra le donne delle pulizie del ferryboat che attraversa la Manica. Siamo ben lontani dalla caotica e ricca Parigi, in una dimensione marittima e di provincia dove la vita a volte può essere molto difficile e complicata. Accanto a Marienne ci sono la giovane e innocente Marilou e la madre single Christelle. Le due donne diventano amiche indispensabili per Marienne. Persone con cui gioire pur nel pieno delle difficoltà e ristrettezze. Tra due mondi è un film che racconta una condizione sociale, che riflette sull’incontro di mondi diversi e sulla impossibilità della loro convivenza, come si può intuire dallo stesso titolo italiano. Per questo film, che non è la prima prova di regia di questo affermato scrittore, Carrère sceglie la finzione. Più nello specifico, sceglie uno stile asciutto e drammaticamente realistico, e pur prendendo le distanze dal genere documentario, non utilizza alcun escamotage del cinema di finzione. Tra due mondi è stato presentato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2021 e in Italia è il film d’apertura della dodicesima edizione di Rendez-Vous, il Festival del nuovo cinema francese.

“TRA DUE MONDI” DI EMMANUEL CARRÈRE. DA UN’IDEA DI JULIETTE BINOCHE

“Questo film è basato sul libro-inchiesta di Florence Aubenas, che è una grandissima giornalista. Un libro simile a un reportage, un’esperienza abbastanza classica nel giornalismo di immersione”, racconta Emmanuel Carrère. “Florence Aubenas è andata a lavorare come donna delle pulizie su un ferry boat e ha sperimentato la durezza di chi ne fa le continue pulizie”. Nel libro-inchiesta, così come nel film, gli aspetti che vengono messi a fuoco sono vari e riguardano una classe sociale svantaggiata, il coraggio delle donne, la solidarietà che si crea tra persone che vivono una stessa situazione, e quindi la complicità e l’amicizia anche in momenti di enorme sconforto. “Florence Aubenas non voleva assolutamente che questo suo romanzo diventasse un film, però Juliette Binoche voleva farlo e voleva esserne la protagonista. L’ha voluto fortissimamente ed è stata molto coinvolta da questo progetto”, continua Carrère. “Ha partecipato con grande determinazione. E sia per lei sia per tutti noi, era fondamentale che nel film recitassero attori non professionisti. Devo dire che questa è stata la vera e propria sfida del film. Lavorare con persone che fossero il più possibile vicine al tipo di situazione che dovevamo raccontare e che Florence Aubenas ha vissuto in prima persona per la sua inchiesta”.

Tra due mondi © Christine Tamalet
Tra due mondi © Christine Tamalet

“TRA DUE MONDI” DI EMMANUEL CARRÈRE. UNO SGUARDO RIVOLTO ALLA REALTÀ

“La volontà iniziale era proprio quella di fare un film di finzione, e quindi come dicevo con protagonista Juliette Binoche. Non volevo fare un documentario”, dichiara il regista. “Per fare un documentario sarebbe stato necessario utilizzare una camera nascosta, e questa è una cosa che io assolutamente non volevo fare e che non farei mai. È vero che ci sono alcuni attori, però nonostante questo abbiamo cercato di dare al film la qualità del documentario e cioè del realismo, rappresentato appunto dal fatto che i ruoli, a parte quello di Juliette Binoche, sono interpretati da attori, soprattutto attrici, alla prima esperienza. Va detto che si tratta di un film essenzialmente di donne non professioniste e che tutte nel film interpretano ruoli molto vicini alla loro vita reale”. Emmanuel Carrère si fa quindi testimone di un racconto al femminile: ricercato e scritto da una donna, voluto da un’altra donna, con un cuore pulsante che ruota attorno alla complicità di altre tre donne. Tra due mondi rappresenta uno sguardo penetrante sulla società di oggi e una riflessione per nulla banale sul rapporto tra arte e vita, realtà e finzione. E i lettori amanti di Emmanuel Carrère, pur non essendo una storia di sua penna, troveranno in questo film alcuni punti di contatto con il suo libro Vite che non sono la mia. Piccola ma piacevole casualità come piccola ma piacevole sorpresa è questo film.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival, rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità, è giornalista pubblicista e content creator. Coordina il video magazine di Cinecittà, collabora tra gli altri con le Rivista 8 1/2 e Mediterraneo e dintorni, ed è autrice del programma tv Luce Social Club (Sky Arte).