Amarcord. 5 serie tv dei primi anni 2000 da rivedere

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Se siete a corto di serie da guardare in queste giornate di vacanza, ecco una selezione fra quelle che risalgono ai primi Anni Duemila. Chi se le ricorda?

Anni Zero: le serie tv da rivedere. Abbiamo già parlato lungamente di Twin Peaks (1990-1991), che per noi è un po’ la mamma delle serie tv contemporanee (e non a caso è frutto della mente di un grande come David Lynch), ma sono tanti i prodotti che a fine Anni Novanta e inizio Duemila hanno segnato la strada e avviato un’epoca d’oro della visione seriale.
Tra queste c’è Oz (1997-2003), ideata da Tom Fontana e ambientata in un carcere di massima sicurezza negli Stati Uniti, un microcosmo e, in piccolo, la storia di una società traviata, che segue con cruda realtà le vicende dei detenuti come in una sequenza di pièce teatrali, senza sconti né all’essenza della vita né al sistema. Un pugno nello stomaco, ma da rivedere.
Del 1999 è The Sopranos, ideata da David Chase e trasmessa da HBO, protagonista il compianto James Gandolfini, scomparso a Roma nel 2013. Con un cast eccezionale, il plot incentrato sull’ascesa e la crisi di una famiglia malavitosa italo-americana nel New Jersey è invece un viaggio introspettivo nelle incertezze dell’animo umano e le fragilità di un periodo storico a cavallo tra due secoli, cercate in cuori insospettabili. Per dire che nell’incommensurabilità della battaglia quotidiana con l’esistenza siamo un po’ tutti sulla stessa barca.

DA THE WIRE A BATTLESTAR GALACTICA E HOMELAND

Abbiamo già su queste colonne raccontato ampiamente The Wire (2002), ambientata a Baltimora, in cui la città, nelle sue stratificazioni sociali, è protagonista in un grande affresco corale. C’è ancora Battlestar Galactica (2004), genere science-fiction, che rilancia il tema della lotta per la sopravvivenza e l’emancipazione delle macchine dal genere umano.
Infine, anche se un po’ più recente rispetto ai prodotti sopra citati, torna alla mente in questi mesi di grande sofferenza una serie come Homeland, la storia dell’agente della CIA con disturbo bipolare Carrie Mathison, che attraversa le vicende in Medio Oriente e la presenza USA tra Iraq e Afghanistan, ma anche le problematiche del terrorismo internazionale. Traendo ispirazione dalla realtà, offre scenari e finali alternativi.

Santa Nastro

OZ (1997-2003)
ideatore: Tom Fontana
stagioni: 6
episodi: 56

THE SOPRANOS (1999-2007)
ideatore: David Chase
stagioni: 6
episodi: 86

THE WIRE (2002-2008)
ideatore: David Simon
stagioni: 5
episodi: 60

BATTLESTAR GALACTICA (2004-2009)
ideatore: Ronald D. Moore
stagioni: 4
episodi: 73

HOMELAND (2011-2020)

ideatore: Howard Gordon & Alex Gansa
stagioni: 8
episodi: 96

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #62

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.