Sperimentazione e immersività. Dove va il cinema del futuro?

La sperimentazione di nuovi modelli di consumo, di nuove forme di racconto e di nuovi linguaggi sarà inevitabilmente immersiva e rappresenterà il passo necessario per fornire nuovi stimoli all’industria cinematografica

Oculus story studios, Lost
Oculus story studios, Lost

Il mondo dell’intrattenimento sta vivendo una profonda trasformazione a livello produttivo, creativo e nelle pratiche di fruizione. Le esperienze con i visori per la realtà virtuale, la collaborazione con l’universo dei videogiochi e l’intersezione con l’intelligenza artificiale, ma non solo, stanno allargando il tradizionale raggio di azione di registi e filmmaker verso nuovi terreni di sperimentazione.

LE NUOVE FORME DI STORYTELLING

Riconoscere il valore delle moderne forme dell’intrattenimento apre la via all’integrazione della tradizione cinematografica con i nuovi metodi di storytelling immersivo. Una tecnica che utilizza le ultime tecnologie per creare un senso di presenza, di immersione, che dà al pubblico la sensazione di trovarsi all’interno della storia.
La realtà aumentata (AR), la realtà virtuale interattiva (Six Degrees of Freedom – 6Dof), i game engine, l’intelligenza artificiale (AI), i video 360, il sound spaziale e il volumetric capture riescono nell’impresa di evocare le emozioni, l’immaginazione del pubblico e di potere essere i registi e protagonisti della storia stessa.

Adler, End of night
Adler, End of night

LA SVOLTA NEL MERCATO DELL’ENTERTAINMENT

Il settore cinematografico ha già iniziato da qualche anno esplorazioni in questo senso. Pochi anni fa il regista premio Oscar Alejandro Iñárritu ha presentato un cortometraggio VR, Carne y Arena. Mentre già nel 2015 Oculus con i suoi Story Studios realizzava i primi film immersivi per VR partendo da Lost, Henry e Dear Angelica.
Oggi, Disney propone la app Disney Movies VR, che permette un’esperienza immersiva nel mondo delle storie Disney, Marvel e Lucasfilm, mentre fondendo VFX in motion capture, digital humans, e Unreal Engine, AKUMA, un cortometraggio prodotto da Dimension, con Rob Mclellan alla guida del progetto, è un eccellente esempio dei possibili risultati realizzati mixando tecnologie e software utilizzati nel settore della realtà virtuale, gaming e produzione virtuale. Emergono anche gli esperimenti teatrali che costruiscono esperienze di fruizione in VR con linguaggi cinematografici, come Finding Pandora X. Un’esperienza VR teatrale coinvolgente in cui il pubblico interagisce con attori dal vivo mentre la trama evolve. Uno storyliving, più che uno storytelling, vissuto in prima persona dagli spettatori, dove interazione e immersione sviluppano un forte impatto sull’aumento dell’empatia e generano risonanza emotiva nel pubblico.
Cresce anche la produzione virtuale a livello globale: un’evoluzione del playbook cinematografico convenzionale, che permette agli studi di registrazione sperimentazioni con l’uso di game engine come Unity o Unreal Engine.
Queste nuove forme di narrazione vengono accolte dal mercato. Da una parte, sono molti i festival che dedicano una sezione alle nuove forme di storytelling immersivo come il rinomato Venice VR Expanded. Dall’altra il cinema virtuale inizia a entrare nei luoghi simbolo della tradizione cinematografica come il Museo Nazionale del Cinema di Torino che ha inaugurato CineVR, la prima sala cinematografica italiana permanente dedicata al VR con una programmazione di contenuti cinematografici VR in collaborazione con RAI Cinema.
Parallelamente, produttori registi, designer, artisti e filmmaker iniziano a formare curriculum sempre più ibridi, con una combinazione di competenze sia creative che tecnologiche. Anche gli attori, avendo a che fare con nuove tecnologie come il motion tracking, il volumetric capture oppure le riprese a 360° in live action, che richiedono di lavorare come in un set teatrale e non cinematografico o televisivo, sviluppano nuove modalità di espressione artistica per rispondere efficacemente alle richieste provenienti dal mercato.

COME SARÀ IL CINEMA DEL FUTURO

Il cinema del futuro permetterà la personalizzazione dell’esperienza trasportando gli spettatori nei ruoli di creatori, registi, protagonisti e cameraman abilitandoli a seguire i fili narrativi uno a uno, permettendogli di creare la storia in tempo reale, in base a gusti e antipatie grazie all’intelligenza artificiale. In pochi anni la tecnologia non si limiterà a entrare in intimità con gli spettatori, ma si fonderà con i loro sensi: visione, udito, tatto, olfatto. Gli spettatori guarderanno i film che si svolgono intorno a loro, a 360 gradi, e saranno i personaggi principali che prenderanno parte all’azione e influenzeranno gli eventi del film.
Oltre che personale, l’intrattenimento diventerà volumetrico. Attraverso live stage, machine learning, e algoritmi che analizzano le caratteristiche spaziali dei personaggi da ricreare in 3D, i personaggi della storia saranno pienamente incarnati nella realtà in cui si muovono. Totalmente realistici e a dimensione naturale, cammineranno attorno allo spettatore e interagiranno con lui.

DA STORYTELLING A STORYLIVING GRAZIE ALLA TRASMEDIALITÀ

Nei prossimi anni vedremo uno sviluppo ulteriore della diffusione di queste nuove forme di narrazione. Si parlerà di un cinema che acquista forme multiple e fluide crossmediando diversi mezzi di fruizione. Che si tratti di integrare le dinamiche dei videogame in un film o viceversa o di mixare nuove forme, pratiche e modelli di interazione e partecipazione, il cinema presto colonizzerà nuovi spazi e sarà capace di viaggiare e ricrearsi attraverso diversi media, tecnologie, e device.
La settima arte non sarà più un’arte solo visiva, ma acquisterà la coscienza, la mutabilità e la fluidità umana vertendo sul concetto di storyliving: un concetto con potenzialità così infinite che l’unico limite diventerà la propria immaginazione.

Elisabetta Rotolo

MIAT Multiverse Institute For Arts & Technology è un centro creativo ed educativo per le arti immersive e le tecnologie emergenti.

www.miat.tech

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Elisabetta Rotolo
Elisabetta Rotolo è una business strategist e brand management executive, creative & executive producer, interior architect e keynote speaker, con una esperienza internazionale in VR, AR, spatial computing, mondi virtuali e Metaverso. È CEO e founder di MIAT Multiverse Institute For Arts and Technology e ha oltre 20 anni di esperienza come Global Chief Marketing Officer, Corporate Communication Director e Strategic Consultant in branding, marketing, comunicazione, innovazione e cambiamento per organizzazioni internazionali come lo Stato di New York, Omnicom Group, Walt Disney, Mattel, Heinz, Plasmon, Ferrovie dello Stato, i Giochi Olimpici. Ha un degree in Interior Architecture e un MBA presso l'Università di Liverpool.