Siamo tutti Comedians! Al cinema il nuovo film di Gabriele Salvatores

Sei personaggi in cerca di comicità sono i protagonisti del nuovo lavoro di Gabriele Salvatores che arriva al cinema in questa fase di ripartenza. Un adattamento cinematografico dell’omonimo testo teatrale di Trevor Griffiths. Riflessione sulla comicità ma anche sulla società di oggi privata di un maestro, di una guida, e volta al politicamente scorretto.

Comedians
Comedians

La comicità si può insegnare e si può imparare. Come in ogni cosa serve un buon maestro e degli allievi predisposti a seguirlo. Dal 10 giugno arriva al cinema con 01Distribution Comedians, il film che il Premio Oscar Gabriele Salvatores ha girato durante il lockdown. Un film che nasce dalla necessità del regista di tornare sul set e di farlo in modo sicuro, in uno spazio ristretto e controllato. Ha così pensato di adattare per il grande schermo un testo a lui molto caro, che aveva portato in scena nel 1985 in prima battuta al Teatro dell’Elfo di Milano con un gruppo di giovani attori vogliosi di successo (Paolo Rossi, Silvio Orlando, Claudio Bisio, Bebo Storti, Renato Sarti), dall’omonimo titolo e firmato dal drammaturgo e sceneggiatore Trevor Griffiths. Comedians è un testo scritto a fine anni ’70 e che riversa in ogni parola disincanto, scontento, voglia di qualcosa di migliore. Un testo non da grasse risate ma da grandi riflessioni sulla società, sull’uomo, sulle scelte da fare, quelle semplici e immediate o quelle più complesse ma dall’eguale risultato. Comedians è tra i titoli importanti che l’industria cinematografica italiana mettono al servizio delle sale e del pubblico. Di certo non un film semplice. Un film per nulla commedia, severo, artistico e molto parlato. Un film di testa e di pancia. Messaggio e riflessione di un grande regista quale è Salvatores sulla necessità di una guida che sappia indicare il lato buono e cattivo del mondo, permettendo un confronto senza limiti.

SEI PERSONAGGI IN CERCA DI COMICITÀ

Sei aspiranti comici stanchi della mediocrità delle loro vite, si ritrovano nell’aula di una scuola dove hanno frequentato un corso serale di stand-up comedy e si stanno preparando alla loro prima esibizione in pubblico a cui parteciperà un importante esaminatore, persona che potrebbe cambiare definitivamente la vita di uno di loro aprendogli la strada alla tv. Per questi sei aspiranti comici è la grande occasione forse l’ultima o l’unica. Una volta sul palco, in una sala buia e sotto i riflettori, dovranno decidere se portare avanti la parte studiata con il loro insegnante, uomo devoto a una comicità intelligente e senza compromessi, o se cedere alla battuta semplice e facile, quella che può portare all’intrattenimento più popolare e di immediata fama. Questi sei personaggi sono in cerca di successo. Vogliono fare della comicità la loro vita ma intanto nelle loro giornate fanno tutt’altro in attesa che qualcosa accade. Tra tutti il più giovane (ruolo che Salvatores affida a Giulio Pranno che ha debuttato con lui in Tutto il mio folle amore) si rivelerà essere il più razionale, disilluso, maturo di tutto. Comedians è una storia di persone e personaggi, di vita e di paure da vincere o nascondere. Scrive Salvatores: “quello a teatro era il mio “Comedians” a 35 anni. Questo è il mio “Comedians” a 70. E, come dice Griffiths: “L’uomo è l’unico animale che ride”. A volte solo per allontanare la paura”. Una grande riflessione sul nostro tempo – perché sì, il testo è estremamente attuale -, sulla necessità di ridere per esorcizzare la vita, sulla mancanza di una figura paterna, di un maestro onesto che indichi il percorso o che ne fornisca gli strumenti per percorrerlo al meglio.

IL PERCHÉ DI COMEDIANS SPIEGATO DA SALVATORES

“C’è un curioso e, in qualche modo, fortunato rapporto tra me e il testo di Griffiths, Comedians. 35 anni fa, la messa in scena al Teatro dell’Elfo di Milano, mi aprì la strada per arrivare al Cinema. Oggi, in piena pandemia, mi permette di realizzare un film nonostante tutto, e di continuare a lavorare con la mia “famiglia” cinematografica che si era trovata senza lavoro per l’impossibilità di realizzare il progetto a cui stavamo lavorando e che era troppo complicato da girare in condizioni di emergenza sanitaria”, scrive Gabriele Salvatores nelle note di regia. “Nel lontano 1985, data del debutto a teatro, eravamo giovani alla ricerca del successo, spericolati e anarchici, irregolari e affamati e, nelle nostre mani, il testo si trasformò in un ottimo contenitore per una sarabanda di gags e battute comiche, a volte improvvisate sul palco, come nel Jazz. Oggi, rileggendolo, il testo di Griffiths mi mostra il “Dark Side of the Moon” come direbbero i Pink Floyd, il suo lato oscuro, il suo cono d’ombra. Certo, il testo è un’indagine sul concetto di comicità e non mancano i momenti divertenti, ma, probabilmente condizionato dai tempi che stiamo vivendo, ho visto emergere dalle parole di Griffiths delle persone sull’orlo del fallimento, pronte a tradire un’amicizia o un maestro, un’umanità minima che cerca in tutti modi di sopravvivere, lottando senza sosta contro un destino avaro. E ho deciso di rimanere molto più fedele al testo originale: siamo tutti Comedians!”. Fanno parte del cast: Alessandro Besentini aka Ale, Francesco Villa aka Franz, Natalino Balasso, Demetra Bellina, Marco Bonadei, Elena Callegari, Aram Kian, Walter Leonardi, Giulio Pranno, Vincenzo Zampa, Christian De Sica.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.