Marco Trulli approfondisce temi e protagonisti della rassegna cinematografica da lui curata disponibile online, sul sito di MYmovies, il 27 dicembre. L’attenzione è rivolta al paesaggio, tra storia e presente, e alla lettura che ne danno gli artisti.

La nostra percezione del paesaggio storico è influenzata dalla presenza simbolica e retorica di architetture, monumenti e luoghi costruiti dal potere, dalla sua pratica nello spazio pubblico. Le narrative identitarie della politica e della storia investono anche la nostra dimensione privata, influenzano i nostri ricordi e segnano traumi collettivi, appartenenze, economie.
In questo senso Paesaggio con rovine è un focus che analizza cinque film d’artista che, con linguaggi e approcci eterogenei, compiono indagini a tutto campo intorno al tema della retorica fondativa di un’identità svelandone le finzioni, i fallimenti e le contraddizioni.
Alla fine di un’epoca ‒ il Novecento – attraversata da totalitarismi, progetti coloniali, occupazioni e migrazioni epocali, da eventi traumatici che hanno plasmato il paesaggio e lo spazio pubblico secondo un preciso disegno politico, cosa resta di tutto ciò agli occhi di una generazione nata alla fine di questa era?
Un paesaggio con rovine, una distesa di macerie, in cui le sculture celebrative diventano rifugio per gatti randagi e i piani di progresso territori lunari da attraversare. Segni e resti di un passato che persistono nella memoria e nel nostro presente e che l’arte interroga come testimoni muti di un’epoca la cui ombra incombe ancora fortemente sul presente.
Come possiamo comprendere e descrivere la relazione tra le circostanze storiche e politiche e il loro effetto sullo sviluppo psicologico di un individuo? In che modo la sfera pubblica e privata interferiscono e influenzano la nostra coscienza?

VAJIKO CHACHKIANI E ALESSANDRA FERRINI

Sono domande che si pone Vajiko Chachkiani nella presentazione del suo film Winter which was not there. Nel film Chachkhiani mette in scena una storia bizzarra, che può essere letta come metafora di liberazione di un individuo dalla propria storia e da quella del suo Paese. Una statua ripescata dal mare viene trascinata per chilometri dall’automobile del protagonista tra le campagne georgiane.
Come la storia dello spazio pubblico e le politiche della memoria hanno condizionato le vite e le storie dei singoli? E come continuano a farlo?
Alessandra Ferrini in Negotiating Amnesia è partita dallo studio di archivi privati per riflettere sull’eredità della campagna coloniale italiana in Etiopia e di come, di fatto, questo brano di storia nazionale sia stato rimosso da una accurata strategia dell’amnesia.
Nel film Alessandra Ferrini affronta in brevi capitoli il tema, riflettendo sul ruolo delle immagini dei monumenti e dei testi pedagogici nella creazione della memoria pubblica.
Una narrazione che ha consentito per lungo tempo al nostro Paese di guardare in maniera indulgente al proprio passato coloniale e di raccontarsi come “italiani brava gente”, ne è esempio lampante il caso di Indro Montanelli e della sua sposa bambina.

Mariangela Ciccarello & Philip Cartelli, Sublunary, 2019, still da video
Mariangela Ciccarello & Philip Cartelli, Sublunary, 2019, still da video

RYTS MONET E DRIANT ZENELI

I processi di costruzione visiva delle identità nazionali vengono analizzati da Ryts Monet in Der Euro des Kaukasus, film a due canali in cui l’artista intervista Robert Kalina, autore delle grafiche delle banconote dell’Euro. Nel primo video si evince la necessità di costruire una identità comune dei Paesi dell’Unione Europea, che ha condotto Kalina a fare delle scelte visive precise che, tra l’altro, lo hanno portato in seguito a lavorare alla moneta nazionale azera. Il secondo video mostra monumenti e architetture sovietiche abbandonate in varie aree dell’ex blocco sovietico. Il ruolo strategico delle architetture e dei monumenti nella costruzione di una narrativa identitaria viene evidenziato così dall’artista attraverso raffronti e paralleli che svelano la natura illusoria di queste narrative lungo un percorso destinato al fallimento: dalla banconota alla rovina.
Le rovine di un sogno di progresso sono il paesaggio lunare su cui si muove Mario, il protagonista di It would not be possible to leave planet earth unless gravity existed di Driant Zeneli. Metallurgjik, una fabbrica abbandonata di circa 250mila ettari di Elbasan in Albania, è esplorata dal protagonista esperto nella costruzione di macchine volanti. Il film dunque si svolge in bilico tra due tensioni contrapposte: il sogno rovinato di una società ideale e il tentativo di allontanarsene per raggiungere luoghi lontani. Il paesaggio euro-mediterraneo è segnato da una serie di traumi di carattere geopolitico e interrogarlo significa poter ascoltare incroci di storie private e collettive che sciabordano come onde in tempesta.

MARIANGELA CICCARELLO E PHILIP CARTELLI

Sublunary di Mariangela Ciccarello e Philip Cartelli è un film che indaga il ruolo simbolico della Globigerina, una pietra calcarea di colore dorato, nella storia e nell’identità di Malta. Dall’indagine intorno alla natura di questa pietra derivano racconti, memorie e traumi legati alla dominazione inglese o a storie di migranti che attraversano il Mediterraneo.
Dallo studio degli archivi coloniali fino alle rappresentazioni della moneta unica europea, le ricerche degli artisti si muovono per dissotterrare storie o tentare esercizi di fuga. È una indagine su ciò che resta dopo le rovine, di un’utopia o di una dominazione, una speleologia che è al contempo analitica ed empatica. Nel momento in cui il paesaggio rovina si fa maceria, si aprono spazi per la distopia, per l’immaginazione. Gli artisti decostruiscono retoriche coloniali, analizzano i linguaggi e le rappresentazioni del potere e si interrogano sul ruolo che i detriti di queste storie possono avere nel presente. Su un terreno di pietre e macerie si librano tentativi di volo e narrazioni interiori, in cui la sfera privata e quella pubblica collidono.
I cinque film saranno visibili su mymovies.it il 27 dicembre per ventiquattro ore all’interno di Immagini dal sud del mondo, rassegna di cinema indipendente promossa da AUCS ONLUS nell’ambito della quale si terrà anche una diretta Facebook con gli autori. L’evento è in collaborazione con Cantieri d’Arte/La Ville ouverte, BJCEM e AlbumArte.

Marco Trulli

https://www.mymovies.it/ondemand/immagini-dal-sud-del-mondo/

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AutoriRyts Monet, Vajiko Chachkhiani, Alessandra Ferrini, Driant Zeneli
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Marco Trulli
Operatore culturale e curatore. È ideatore e co-curatore di Cantieri d’Arte, piattaforma di arte pubblica cha ha realizzato, negli anni, numerosi progetti site specific nella città di Viterbo. Attualmente cura La Ville Ouverte, programma internazionale di azioni di arti pubbliche promosse da Arci. Dal 2005 è consulente artistico del giardino di scultura contemporanea La Serpara di Paul Wiedmer. Come curatore ha collaborato alla realizzazione di numerosi progetti di carattere internazionale: Disorder, Nottingham 2012; Disorder, Fabbrica del Vapore, Milano, 2012; Mediterranea 16. Young Artists Biennial, Ancona 2013; La sovversione del sensibile, Fabbrica del Vapore, Milano, 2014. È curatore di Librimmaginari, festival di promozione del disegno e dell’illustrazione, promosso da Arci Viterbo; Fuoco project, programma di residenze artistiche, Nettuno (RM). Si interessa della relazione tra arte e spazio pubblico, analizzando i processi sociali e politici che attraversano il contesto urbano in area euromediterranea.