Driant Zeneli nominato per il Padiglione Albania alla Biennale di Venezia 2018

L’artista albanese residente da tempo in Italia rappresenterà il suo paese alla Biennale di Venezia. E racconta in anteprima il suo progetto ad Artribune.

Driant Zeneli, Unlikely Collision, 2014

C’è doppiamente da rallegrarsi per l’Italia dell’arte. Intanto perché in tempi corretti e in linea con gli annunci internazionali, il Ministero ha comunicato chi saranno gli artisti che rappresenteranno il Paese alla Biennale di Venezia, nel progetto di Milovan Farronato. Progetto che mette insieme a Liliana Moro e Enrico David, l’artista Chiara Fumai, scomparsa tragicamente lo scorso anno a Bari. E poi c’è la nomination per il Padiglione dell’Albania alla Biennale di Venezia, che sceglie l’artista Driant Zeneli, giovane, bravissimo e radicato in Italia, per rappresentare uno dei Paesi più creativi ed effervescenti che la scena europea possa vantare.

COME SARÀ IL PROGETTO

Ma come sarà il progetto? “Mi piace parlare di tentativo più che di progetto” spiega ad Artribune Zeneli, “tutto nasce da una lunga ricerca e continua scoperta sul Cosmos, tema su cui spesso mi sono soffermato nella mia ricerca”. Ovviamente il tutto è ancora in embargo, ma l’artista si lascia comunque scappare qualche anticipazione: “Posso solo accennarti il titolo ‘Maybe the cosmos is not so extraordinary’ Forse il Cosmos non è così straordinario. È ispirato a un romanzo di fantascienza dell’autore albanese Arion Hysenbegas”. Il progetto sarà a cura di Alicia Knock, curatrice al Centre Pompidou, mentre il Ministero della Cultura farà da Commissario. Cosa ha fatto la differenza? “Semplicemente l’impegno in tutti questi anni: ci sono tantissimi altri artisti in Albania e fuori dall’Albania che meriterebbero lo stesso”, conclude Zeneli.

Driant Zeneli (dettaglio)
Driant Zeneli (dettaglio)

DA ARTISTA A CURATORE

Nella primavera del 2017 Zeneli aveva peraltro curato per l’Albania Mediterranea 18, la Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo, allestita tra Tirana e Durazzo, con un evento di inaugurazione a Bari. Il progetto, che avevamo lungamente raccontato qui, ha coinvolto 230 artisti europei. “La biennale è stata molto importante per capire come gestire una grande evento con tutte le sue complessità. Non mi sono mai sentito un curatore anche perché rispetto il lavoro di chi lo fa di professione”. Il progetto aveva come tema portante quello della casa. Casa che per Zeneli presenta mille sfaccettature: è l’Albania, ma è anche l’Italia, Paese dove si è formato, dove lavora e dove vive “con tutte le sue complesse bellezze”. E che forse un domani potrebbe, in una ipotetica Biennale, rappresentare. Ma Zeneli ha un altro sogno: “Spero che un domani con tutti gli altri colleghi artisti rappresenteremo il Pianeta Terra nello spazio”. E anche questo è attinente, perché sa un po’ di Cosmos. 

-Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.