Venezia 77: il film di Emma Dante, dal teatro al cinema con Le sorelle Macaluso

Dal teatro al cinema Emma Dante presenta alla Mostra del Cinema di Venezia Le sorelle Macaluso. Un film sull’amore e sulla violenza familiare, sull’elaborazione del lutto e sulla dimensione personale e impersonale del tempo.

Le sorelle Macaluso
Le sorelle Macaluso

Sono tutte donne e sono molto unite, ma durante l’infanzia una sventura ha bloccato il tempo e la comunicazione tra loro. Sono Le sorelle Macaluso di Emma Dante, la sorpresa italiana in Concorso alla 77esima Mostra del Cinema e in sala dal 9 settembre con Teodora Film. Sono Maria, Pinuccia, Lia, Katia e Antonella. La loro storia è divisa in tre parti: l’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia. Queste cinque sorelle nate e cresciute in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo, dove vivono sole, senza genitori. La casa in cui vivono è un personaggio a tutto tondo, anche un po’ invadente. È una casa che porta i segni del tempo che passa, come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. Un tempo in movimento ma al tempo stesso fermo. Le sorelle Macaluso è la storia di cinque donne, di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste. Un film che riguarda i dolori dell’essere umano che possono logorare e distruggere dentro e fuori e in vari modi.

Le sorelle Macaluso
Le sorelle Macaluso

EMMA DANTE: IL VERO CINEMA

Le sorelle Macaluso di Emma Dante è vero cinema. Un film che è un vero contraccolpo emotivo da un’architettura narrativa e fisica straordinaria.La casa è un corpo umano”, racconta la regista. “ha un’anatomia molto precisa che si modifica con il tempo e racconta il passare del tempo. È un film in tre movimenti, come una sinfonia, e i colombi e appaiono in diversi momenti sono dei veri intermezzi”. Le sorelle Macaluso non è un film ad episodi. Sono tre momenti di una vita intera. “Il tempo esplode”, aggiunge la Dante. “Sei un passato, in un presente e poi in un futuro ma in realtà sei sempre in un passato. Il corpo/casa cambia come cambiano i corpi delle sorelle interpretate da attrici diverse”. Emma Dante dirige infatti ben 12 attrici divise negli stessi personaggi. Un lavoro complesso, provato per due settimane tutte insieme prima di andare sul set ognuna nella sua dimensione temporale. Fa parte del cast anche Donatella Finocchiaro che non brillava in questo modo da tanto tempo. “Io sono Pinuccia e il mio personaggio è quello di una donna molto arrabbiata che gestisce la famiglia. Dentro questa casa vive la sua prigione che non accetta pienamente e cerca di scappare e questa rabbia è un po’ fine a se stessa, esplosiva ma implosa”.

Le sorelle Macaluso
Le sorelle Macaluso

PRIMA A TEATRO

Franco Battiato, Geraldina Trovato e Gianna Nannini fanno parte della colonna sonora utilizza in modo bulimico in alcuni momenti ed eccellente. Le sorelle Macaluso di Emma Dante hanno una vita lunga, la Mostra del cinema di Venezia sono solo il punto di arrivo. Era il 2014 quando questa storia faceva il suo debutto a teatro e negli anni ha vinto una serie di premi, tra i quali il Premio Ubu, e ha viaggiato in lungo e in largo per tutta Europa. A teatro Le sorelle Macaluso hanno una struttura totalmente differente. Sono 7 e si ritrovano da adulte alla morte di una di queste. In comune con il film restano i forti legami di sangue, la vita e la morte avvinte assieme, la coralità ironica e terribile nello stesso momento. “Tutto si ispira al piccolo racconto che mi fece una volta un amico”, ha raccontato in passato Emma Dante. “Sua nonna, nel delirio della malattia, una notte chiamò la figlia urlando. La figlia corse al suo letto e la madre le chiese: “in definitiva io sugnu viva o morta?” La figlia rispose: “viva! Sei viva mamma!” E la madre beffarda rispose: see viva! Avi ca sugnu morta e ‘un mi dicìti niente p’un fàrimi scantàri. (sì, viva! Io sono morta da un pezzo e voi non me lo dite per non spaventarmi”. E Le sorelle Macaluso di Emma Dante si rifanno anche al verso di Alberto Camus ne Lo straniero: “Aujourd’hui, maman est morte. Ou peut-être hier, je ne sais pas”. Al cinema questa storia può solo che essere gustata tra una serie di dettagli pronti a restituire allo spettatore una dimensione che tutti conoscono.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.