Lo Studio Ghibli si prepara un nuovo film in 3D. Del figlio di Miyazaki

Mentre Hayao Miyazaki lavora al nuovo film, il figlio Goro sta ultimando il suo lungometraggio animato in 3d che in Giappone sarà trasmesso a fine anno. Storia di una ragazzina adottata da una strega.

Diana W. Jones, Earwig e la strega.
Diana W. Jones, Earwig e la strega.

Che allo Studio Ghibli stessero lavorando a due film contemporaneamente, si sapeva. Protagonisti, Miyazaki padre e figlio – i soli rimasti a reggere il destino artistico dello studio dopo la morte di Isao Takahata nel 2018 e l’abbandono del quarantasettenne Hiromasa Yonebayashi (nel 2015 andato a fondare lo Studio Ponoc). Ciascuno impegnato in un lungometraggio che sembra rispecchiare l’evidente abisso generazionale tra i due: il più anziano con un’opera chiaramente fatta a mano che, a detta del produttore Toshio Suzuki, spazzerà qualitativamente via ogni paragone possibile con il passato. Il più giovane, invece, attratto dalle tecniche digitali in CGI, con risultati peraltro apprezzabili visti a suo tempo nella serie televisiva – ancora inedita di Italia – Ronja la figlia del brigante tratta dal romanzo di Astrid Lindgren. Fino a oggi le risicate informazioni sul film di Miyazaki senior, Kimi-tachi wa do ikiru ka, hanno occupato i pensieri e le aspettative di stampa e pubblico, mentre del lavoro del figlio Goro si sapeva soltanto che sarebbe stato il primo dello studio in 3D.

Diana W. Jones, Earwig e la strega. (Salani Editore, 2017). Copertina
Diana W. Jones, Earwig e la strega. (Salani Editore, 2017). Copertina

COSA SAPPIAMO DEL FILM

In queste ore finalmente il velo è caduto, e ora conosciamo almeno tre cose del suo misterioso lungometraggio animato: il titolo Aya to Majo (Aya e la strega) – il cui soggetto proviene da un romanzo per bambini della scrittrice inglese Diana W. Jones, Earwig e la strega (Salani, 2017); la sua destinazione – non le sale cinematografiche bensì la rete di stato giapponese NHK, partner nella produzione con lo Studio Ghibli; e la messa in onda, annunciata per la fine dell’anno. Sappiamo inoltre che il padre Miyazaki ha partecipato alla pianificazione del film. Una notizia che non dovrebbe sorprendere più di tanto, sia per via della sua nota mania di controllo totale sulle “cose Ghibli”, sia perché Diana W. Jones è un’autrice che Miyazaki padre conosce bene avendo adattato sedici anni fa Il castello errante di Howl. Il fatto che un film Ghibli di questa portata non esca nelle sale, inoltre, è di per sé un evento eccezionale, ma non è detto che i piani possano cambiare. Soprattutto per il mercato occidentale.

PROTAGONISTA FEMMINILE

Qualche indizio sul personaggio principale del film, che non si chiama più Earwig come nel romanzo ma Aya, l’ha fornita ancora Suzuki: è una ragazzina saggia, la più saggia del mondo, e viene adottata da una strega. Un personaggio che proprio grazie alla sua intelligenza si candida a infondere, come tanti altri protagonisti bambini dei film Ghibli, un messaggio fortissimo contro le avversità. Di ogni epoca, compresa la nostra. E così, almeno per questa volta, Goro Miyazaki sarà il protagonista di un evento epocale nella storia dello Studio Ghibli: il primo lungometraggio dello studio realizzato in 3DCG, lasciando al padre il piacere di aleggiare alle sue spalle mentre attende pazientemente di portare a termine il suo attesissimo film d’avventura “vecchio stampo”.

-Mario A. Rumor

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.