Skam 4, la serie tv italiana. La scelta di Sana di indossare il velo

Skam è la serie tv italiana dedicata agli adolescenti meglio costruita, sviluppata, interpretata e già da tempi non sospetti. Con la stagione 4 supera ogni aspettativa. Si concentra sulle seconde generazioni e sulla scelta personale e non imposta di culto e credo.

Skam 4
Skam 4

Abbiamo imparato a conoscere Sana per la sua schiettezza, fermezza, fierezza. Ora dobbiamo essere pronti a vederla “nuda”, con le sue debolezze e incertezze. Chi è Sana? È uno dei personaggi di Skam Italia che dal 15 maggio debutta con la quarta stagione su Tim Vision e Netflix. Sana è un’adolescente che vive i problemi e le gioie della sua età. Ama studiare, si sta preparando per i test di medicina, trascorre il tempo con le sue più care amiche e cerca di essere perfetta in tutto quello che fa. In realtà non lo è, per dire non sa sbattere un uovo! Sana è anche, e soprattutto in questa quarta stagione, in teoria l’ultima, una ragazza musulmana, una ragazza di seconda generazione. Per questo motivo, per la sua grande attualità, potrebbe sembrare la stagione più complessa e difficile di Skam è invece non lo è. È forse quella più sincera, più reale sin dalla prima puntata, e anche attuale, in questi giorni in cui l’Italia si divide sulla conversione di Silvia Romano.

Skam 4
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PREPARARSI AD UN ARGOMENTO “SPINOSO”

La prima puntata si apre con una voce off. Un preside intervistato in una trasmissione radiofonica fa osservazioni islamofobiche. Da qui potrebbe sembrare scontato quello che segue e invece non lo è per nulla. E Skam in questi anni ha abituato i suoi spettatori a non dare mai nulla per scontato. Mentre la voce di questo preside risuona alla radio Sana è in macchina totalmente assorta ne guardare i ragazzi che giocano a calcetto nel campetto lì davanti. Tra le parole che si sentono e le immagini che si vedono potrebbe esserci una grande contraddizione. Sana è una ragazza come tante, ha i desideri delle sue coetanee ma il mondo intorno a lei, fatto di persone che non appartengono alla sua stessa religione, vive diversamente l’amore, il sesso, o il semplice divertimento. Ludovico Bessegato, regista e sceneggiatore di Skam Italia, è un giovane preparato, schietto e con le idee molto chiare. E per questa quarta stagione ha avuto necessità di una consulente italiana di religione musulmana. Ha frequentato la sua famiglia, ha visto come vivono, come interagiscono tra loro e con gli altri. Ha visto come una normale famiglia di una religione diversa da quella maggiormente praticata in Italia costruisce la sua quotidianità. “Abbiamo dovuto studiare e lavorare molto di più perché l’argomento era molto meno conosciuto per me e non è stato sufficiente fare le interviste ai ragazzi nelle scuole, che mi hanno permesso di preparare le precedenti stagioni. Fondamentale”, ha raccontato Bessegato, “è stato il lavoro di Sumaya Abdel Qader (sociologa e scrittrice), della famiglia e di tutte le persone con le quali ho parlato grazie a lei”.

Skam 4
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SANA È UNA RAGAZZA LIBERA

A vestire i panni di Sana è come sempre Beatrice Bruschi. Impeccabile nella recitazione sin dalla prima scena della prima stagione, veste i panni di una guerriera riservata che in questa quarta stagione prende il campo e riesce a fare ascoltare la sua storia, le sue scelte, veramente a tutti. Su di lei continua Bessegato: “è stato fondamentale anche il lavoro di preparazione aggiuntivo che ha fatto Beatrice per rendere al meglio il personaggio (con le figlie di Sumaya)”. Eppure il regista giura di non avere chiesto nulla Beatrice, di averla lasciata muoversi come più era a suo agio sapendone cogliere ogni sfumatura che lei restituiva del suo personaggio davanti la macchina da presa. “In questa quarta stagione vedremo il conflitto che Sana vive tra la scelta di avere una fede così forte e il desiderio di partecipare alla vita sociale della scuola, avere amiche, partecipare alle feste o vivere una relazione sentimentale”, ha raccontato la Bruschi. “La difficoltà di Sana, che accomuna un po’ tutti i ragazzi di seconda generazione, sta nel mettere a fuoco la propria identità e per questo si sente incompresa. Se da una parte il fatto di essere musulmana non la rende incomprensibile agli occhi delle sue compagne di scuola, dall’altra, il fatto di voler partecipare alla vita sociale di una normale adolescente non la fa essere compresa dalla famiglia e dalle sue amiche musulmane, che sono più conservatrici”. Il personaggio di Sana vive una condizione di solitudine e incomprensione, sta un passo indietro rispetto le altre del suo gruppo, tende a chiudersi e a comportarsi in maniera irrazionale. “Una cosa importante per lei però è che tutti capiscono che il fatto di indossare il velo ed essere così religiosa è una sua scelta, una scelta che non è stata imposta da nessuno”. Skam 4 mostra quindi la storia di un’adolescente come tante ma parlando di religione, di seconda generazione italiana offre al pubblico una maggiore profondità. Tratta questi argomenti in modo responsabile e fresco. Ne mostra un punto di vista insolito per il nostro piccolo schermo, e anche grande. Non è questa una stagione, come un po’ tutta la serie, che vuole dare risposte anzi. Vuole però innescare delle domande nel pubblico, delle riflessioni, tanto nei ragazzi quando negli adulti che stanno sempre più diventando fan e spettatori fedeli di Skam. La serie, remake dell’omonima serie norvegese, in senso più ampio, mostra le sabbie mobili dell’adolescenza. Non fa nulla di così speciale. Prende la realtà, anche quella buona, positiva, e ne offre uno specchio pulito e luminoso. SKAM Italia 4 è una produzione Cross Productions – Timvision.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.