Mrs America, miniserie sullo scontro culturale tra donne. Protagonista Cate Blanchett

La miniserie che racconta lo scontro politico avvenuto tra donne fortemente femministe che volevano in tutto e per tutto la parità di genere, e donne che difendevano la famiglia tradizionale in cui essere mogli e madri senza altri impegni lavorativi. Mrs America è disponibile su Hulu

Mrs America
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È l’inizio degli anni ’70 e il Congresso americano è abbastanza in subbuglio, sono gli anni di Nixon e di tutto quello che ne seguirà. In questo contesto è inserita la miniserie Mrs America che racconta la storia vera del movimento Equal Rights Amendment (anche conosciuto come ERA). Il movimento aveva come fine ultimo l’approvazione del riconoscimento politico di pari diritti a tutti i cittadini senza distinzione alcuna di sesso. In opposizione a questo movimento, la scrittrice e politica Phyllis Schlafly fondò la campagna STOP ERA, con l’obiettivo di “difendere” e non compromettere il ruolo della donna e madre casalinga che sceglie di governare la casa e la famiglia, la stessa che nella miniserie dice: “io non sono contro le donne che lavorano fuori casa. Io sono contro il movimento di liberazione delle donne”. Mrs America non si limita quindi a raccontare la storia di Phyllis Schlafly, ma guarda all’intera situazione e porta sullo schermo anche le femministe Gloria Steinem, Betty Friedan, Shirley Chisholm, Bella Abzug e Jill Ruckelshaus. La trama di Mrs America esplora questo scontro culturale, anche un po’ surreale, che avviene principalmente tra donne e che ha contribuito a cambiare lo scenario politico americano, sempre tra repubblicani e democratici.

Mrs America
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MRS AMERICA. DONNE CONTRO DONNE 

La prima copertina della rivista Ms. Steinem del 1972, che si vede brevemente nel secondo episodio nella miniserie, raffigura in chiave contemporanea la dea indù a otto braccia Kali, intesa in questo caso come una giocoleria divisa tra maternità e lavoro domestico mentre cerca di apparire aggraziata e senza sforzo. Questa immagine riassume perfettamente il senso di tutta Mrs America. E no, non è una serie solo per il pubblico americano, anzi. La maggior parte delle donne che si vedono nella serie sono realmente esistite (attiviste, giornaliste, scrittrici, politiche), rese qui non tanto come figure storiche ma come persone comuni, umanizzate e mostrate attraverso le loro assillanti vulnerabilità e dubbi. Mrs America non è una serie in cui ci sono alla fine vinti o vincitori. È un racconto abbastanza lineare di uno scontro ideologico, culturale. Offre due punti di vista diversi riguardo all’emancipazione. È una miniserie fatta di desideri, ambizioni, speranze e sogni, che devono fare i conti con lo spettro della politica più feroce. Tra le donne del cast, tutte fantastiche attrici, ci sono Cate Blanchett, Rose Byrne, Tracey Ullman, Uzo Aduba, Margo Martindale e Elizabeth Banks.

Mrs America
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CATE BLANCHETT È PHYLISS SCHLAFLY 

Per presentare Mrs America in un periodo così anomalo anche per le premiere televisive, è stata organizzata una teleconferenza, in cui la produttrice e attrice Cate Blanchett, che interpreta Phyliss Schlafly, ha ribadito quanto sia importante oggi ricordare quanto accaduto negli anni ’70 tra questi due movimenti al femminile. Del suo personaggio riconosce una donna polarizzante e contraddittoria, che si è schierata contro l’aborto confondendo questo diritto/scelta con l’identificarsi con il suo sogno di perfetta famiglia americana. “Non è un film biografico su Phyllis Schlafly. Riguarda le varie sezioni del movimento delle donne. C’era un movimento femminile tradizionale e uno molto più femminista. Non importa chi stai interpretando, devi sempre mettere quel personaggio sul divano e porle le domande più complesse. E così ho trovato i suoi riferimenti, in particolare il suo matrimonio felice, i suoi sei figli e una carriera pubblica”. E poi continua la Blanchett: “sua madre ha avuto un’influenza molto forte nella sua educazione. Lavorava 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per permettere a lei e alle sue sorelle di frequentare una scuola per ragazze cattoliche molto esclusiva. Suo padre rimase disoccupato per diversi anni, ma sempre considerato il capofamiglia. E qui sta il problema. È cresciuta in una famiglia molto contraddittoria e insolita. Fred, suo marito, l’ha salvata dalla vita di una ragazza destinata a lavorare. È molto interessante che abbia cercato sempre di avere il controllo della situazione, come una forma di difesa”. 

QUANDO L’ABITO FA IL MONACO 

Phyllis Schlafly e le casalinghe che ruotano attorno a lei, come amiche o sostenitrici, indossano maglioni lavorati a maglia, grembiuli e gonne su misura. Un abbigliamento del tutto differente da quello delle donne “di città”, che si muovono tra New York e Washington, come ad esempio il look di Gloria Steinem. Quasi sempre con indosso jeans e magliette con stampe di diverse fantasie. La costumista di Mrs America è Bina Daigeler. che in una approfondita intervista con The Hollywood Reporter ha raccontato del lavoro dettagliato e di ricerca che ha fatto: “nel mio ufficio, tre pareti erano completamente coperte di foto”. Da un lato del suo ufficio aveva immagini del movimento di liberazione delle donne, dall’altro donne come Schlafly e le anti-femministe. “Era un enorme collage, la mia base ispiratrice. Puoi vedere chi è chi e chi appartiene a quale schieramento. Più tardi, le casalinghe sono diventate femministe, sono diventate così pubbliche che la gente ha cambiato idea su di loro. È così c’è stata più unità”. Bina Daigeler si è lasciata ispirare dalle riviste di moda degli anni ’70, da numeri di Vogue e Cosmopolitan, insieme al fotogiornalismo di quel tempo. “Ho usato principalmente foto di documentari su abiti da strada per avere la sensazione reale di ciò che la gente indossava nelle diverse località che vengono mostrate”, ha raccontato Bina Daigeler, la stessa che disegnato i costumi per il live action di Mulan. E su Bina Daigeler, Cate Blanchett ha dichiarato: “è un genio. Con lei ho avuto alcune delle migliori conversazioni creative”.

– Margherita Bordino 

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.