C’era una volta Sergio Leone. La mostra all’Ara Pacis di Roma

‘C’era una volta Sergio Leone’ è il titolo della grande mostra all’Ara Pacis con cui Roma celebra, a 30 anni dalla morte e a 90 dalla sua nascita, uno dei miti assoluti del cinema. Un grande omaggio al papà degli spaghetti-western

C’era una volta Sergio Leone. La mostra all’Ara Pacis di Roma
C’era una volta Sergio Leone. La mostra all’Ara Pacis di Roma

Dalle immagini di famiglia a quelle sul set. Dalle musiche che hanno accompagnato i suoi film ai rumori che li hanno resi vivi e vitali. Roma, la città che ne ha dato i natali, omaggia e festeggia il regista Sergio Leone a 30 anni dalla sua scomparsa. La mostra C’era una volta Sergio Leone, richiamando il titolo del suo film più noto, arriva nella capitale dopo una esposizione avvenuta due anni prima a Parigi. Qui, la mostra si completa di oggetti e immagini nuove, e si impegna a portare il pubblico nell’immaginario del regista e del tempo in cui il cinema italiano faceva eco in tutto il mondo. Sergio Leone non è solo un italiano che ha fatto la differenza nel cinema internazionale, è anche l’inventore del sottogenere “spaghetti-western” ed è il fondatore della Leone Film Group, una delle distribuzioni più importanti nel nostro Paese. Di lui hanno molta ammirazione e da lui traggono molta ispirazione giganti come John Hoo, Martin Scorsese e Quentin Tarantino.

C’era una volta Sergio Leone. La mostra all’Ara Pacis di Roma
C’era una volta Sergio Leone. La mostra all’Ara Pacis di Roma

SOLI 7 FILM DI UNA GRANDEZZA STREPITOSA

Nel suo intenso percorso artistico, Sergio Leone attraversa il peplum, riscrive il western e trova il suo culmine nel progetto di una vita: C’era una volta in America. A questo sarebbe seguito un altro film di proporzioni grandiose, dedicato alla battaglia di Leningrado, del quale rimangono, purtroppo, solo poche pagine scritte prima della sua scomparsa. “Ettore, Achille, Agamennone non sono altro che gli sceriffi, i pistoleri e i fuorilegge dell’antichità”, diceva Sergio Leone e per lui il mito era fondamentale nella lettura e nella scrittura del cinema tutto. Con soli 7 film, scritti e diretti tra il 1961 e il 1984, ha segnato la storia del cinema mondiale. Il colosso di Rodi, Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto e il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa, C’era una volta in America. Film che sono entrati nella tradizione cinematografica di tutti e che tra fieno e pistole altro non sono che favole per adulti, attente e precise, focalizzate molto sui gesti, sui sentimenti e sugli sguardi dei personaggi.

UNA MOSTRA DI RICORDI E CARI AMICI

La mostra C’era una volta Sergio Leone è suddivisa in più sezioni: Cittadino del cinema, Le fonti dell’immaginario, Laboratorio Leone, C’era una volta in America, Leningrado Sergio Leone e oltre, dedicata all’ultimo progetto incompiuto L’eredità Leone. Grazie ai preziosi materiali d’archivio della famiglia Leone e di Unidis Jolly Film i visitatori possono osservare da vicino lo studio di Sergio, lì dove nascevano le idee per il suo cinema; possono immergersi nei suoi film attraverso modellini, scenografie, bozzetti, costumi, oggetti di scena, sequenze indimenticabili. Possono anche lasciarsi coinvolgere dalle parole di Ennio Morricone, amico di infanzia di Leone, da un estratto del documentario che sta girando Giuseppe Tornatore. E godere della magia del cinema e della musica attraverso il pianoforte che si trovava a casa Leone, là dove Morricone si sedeva e faceva sentire le musiche pensate per i suoi film all’amico Sergio. Nelle varie sale che compongono la mostra ritroviamo anche le pistole usate nei film, il mantello di Clint Eastwood indossato per Il buono, il brutto, il cattivo, e gli abiti di Claudia Cardinale. E non mancano le foto con un Carlo Verdone agli esordi, perché Leone fu il produttore dei suoi primi film. E di Verdone c’è anche un video che regala alla mostra un tocco di nostalgia in più e di risata gentile.

– Margherita Bordino

Fino al 3 maggio// Roma
C’era una volta Sergio Leone
Ara Pacis
Lungotevere in Augusta
http://www.arapacis.it/

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.