Romaff14. Donne provocanti e teatro provocatorio

Dal film con Jennifer Lopez all’adattamento cinematografico di un monologo teatrale fino a un delle attrici più poliedriche del nostro passato e che ancora riesce a fare parlare di sé. La Festa in chiave femminile, accattivante e riflessiva.

Hustlers
Hustlers

Riflessiva, ironica e diretta. La Festa del Cinema di Roma volge verso la fine della 14esima edizione e ha ancora qualcosa da raccontare, con i film e con gli incontri. Vinicio Marchioni debutta dietro la macchina da presa e non delude le aspettative della stampa italiana, ma deve fare i conti con una giornata molto femminile e femminista, oltre che a tratti fiabesca. Dalle ragazze di Hustlers alla irriverente e deliziosa Lucia Bosè passando da un’altra opera prima che gioca con la lingua italiana, inventa nuove parole dialettali e tra personaggi reali e vicini alla finzione propone una sorta di “joker”, un ragazzo borderline ma tale per la cattiveria e presunzione che ha intorno.

LE SPOGLIARELLISTE CONQUISTANO LO SCHERMO

Le protagoniste di Hustlers faranno parlare, al cinema, di loro! Sono spogliarelliste seducenti ma anche ciniche. Sono ragazze che conoscono alla perfezione le dinamiche perverse della finanza e delle leggi di mercato, sono le ragazze di Wall Street. Tra le interpreti di queste, in cima alla lista, c’è una esplosiva Jennifer Lopez. Purtroppo l’attrice e cantante non è alla Festa del Cinema di Roma, ma in compenso c’è Lorene Scafaria. Si tratta della regista e sceneggiatrice del film, attenta femminista che ha preso spunto da un racconto pubblicato sul New York Magazine. Le protagoniste di Hustlers sono ragazze che si spogliano per necessità. Lo fanno davanti a broker ricchissimi nell’ultimo periodo d’oro dell’economia americana, prima del 2008. Con l’arrivo della crisi e la chiusura delle banche, queste ragazze devono rivedere le carte in tavola e dare un’altra direzione al loro business, in modo poco lecito. Se da un lato loro sono viste come corpi senza anima, dall’altro lato gli uomini sono bancomat viventi che non hanno alcun altro tipo di valore. È la stessa Lorene Scafaria a dire: “Ho empatizzato con queste donne che cercano di cavarsela in un sistema di valori che è crollato, dove loro sono viste solo come corpi e gli uomini identificati con il denaro”, ha spiegato la regista, “volevo anche mostrare un mondo, quello delle spogliarelliste, che è stato sempre raccontato dal punto di vista del cliente: in realtà queste donne solo delle persone emarginate dalla società”. Il film Hustlers arriva nelle sale italiane dal 7 novembre con Lucky Red.

DAL TEATRO I RACCONTI PIÙ VERI

Alla festa del cinema c’è anche tanto teatro e in particolare in questa calda giornata. Da un lato c’è Alessandra Mortelliti e dall’altro c’è Vinicio Marchioni. La prima è la nipote di Andrea Camilleri che qualche anno fa ha scritto e portato in scena un monologo, Famosa, affrontando temi forti come l’essere nati in un corpo sbagliato, l’incomprensione dei genitori, il senso di vergogna, la ricerca di un sogno per dimostrare al mondo la propria esistenza e la cattiveria dei giudizi altrui che sfoga nelle peggiori reazioni. Dall’altro un esordio alla regia tanto auspicato e ben riuscito. È una storia, un documentario, che riguarda Cechov ma anche Marchioni. È l’ossessione per un autore russo che dopo un passaggio teatrale arriva sul grande schermo. Il terremoto di Vanjaindaga l’immobilità italiana del post-terremoto attraverso il suo sguardo tragicomico, mostrando al pubblico la straordinaria forza umana dello scrittore. Avviene un dialogo ideale tra Marchioni e Čechov, cui presta la voce Toni Servillo, e con questo un’alternanza di situazioni filmate e i contributi di Končalovskij, Salvatores, Malcovati e Russo. Un molteplice viaggio: all’interno del lavoro teatrale, nei luoghi del terremoto, nelle parole dello scrittore russo,.

LUCIA BOSÈ

Ironica, sgargiante. Lucia Bosè arriva sul red carpet della Festa del Cinema. Qui presenta il suo libro Lucia Bosè. Una biografia di Roberto Liberatori (Edizioni Sabinae). 88 anni e una splendida forma, la Bosè è in Italia per qualche giorno prima di tornare nella sua amata Spagna. Il cinema “per me è stato un mestiere che ho cercato di fare con arte. Non gli ho sacrificato tutto, volevo continuare a vivere”, spiega. Il suo incontro con il pubblico è stato ricco di aneddoti cinematografici, riflessioni e risate. “Visconti era come un fratello, quasi un amante. Mi ospitò anche a casa sua e fu lui a scoprirmi. Avevo 15 anni, venne nella pasticceria a Milano dove lavoravo, mi guardò e mi disse che ero un animale cinematografico. Allora mi sembrava matto”. Lucia Bosè non rinnega la sua storia artistica ma ne nota una grande differenza con l’oggi e ammette di avere tenuto per se diverse cose. Un libro d’altronde non può contenere una vita, e lei sceglie di non rivelare tutto ma solo quel 50% che le ha permesso di sognare e di fare sognare. D’altronde insieme a Sophia Loren, Silvana Pampanini ha segnato un’epoca oltre che una grande generazioni di cinefili.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.