Film in concorso, Netflix e Virtual Reality. Anticipazioni sulla 76. Mostra del Cinema di Venezia

Mancano pochi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia, l’appuntamento di fine estate che dà inizio alla nuova stagione cinematografica. Le due settimane in cui tutta l’industria cinematografica mondiale si ferma e in parte si trasferisce al Lido

Joker
Joker

La Mostra del Cinema di Venezia giunge alla sua 76esima edizione e ancora una volta sotto la guida di Alberto Barbera che, negli ultimi anni, insieme a un team di selezionatori straordinari, ha reso la Mostra più popolare e accogliente verso il cinema di genere e mainstream. Questa edizione già sulla carta sembra essere ancor più trasversale, un po’ più di nicchia e molto giovane. Barbera infatti non si è fatto sfuggire tanti esordienti oltre a tanti e importanti ritorni. Debole, a primo impatto, potrebbe essere il cinema italiano in Concorso che, tra la bravura affascinante di Luca Marinelli (in Martin Eden di Pietro Marcello) e la regia di Mario Martone, potrebbe ugualmente trovare una buona collocazione tra i gusti della giuria presieduta dall’argentina Lucrezia Martel.

76. MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA. I FILM

Negli ultimi anni la Mostra del Cinema di Venezia ha abituato la stampa a vedere in anteprima film destinati alla corsa ai Premi Oscar, come La La Land, Opera senza autore, La forma dell’acqua, Tre manifesti a Ebbing Missouri e molti altri ancora. Per la 76esima edizione, la punta di diamante è senza dubbio Joker di Todd Philips e con Joaquin Phoenix. Il film è incentrato sulla figura del clown psicopatico e assassino della saga di Batman, che secondo i vari rumor si pone come vero film d’autore e distante dal genere comic. Tra i film imperdibili della 76esima Mostra del Cinema di Venezia sono sicuramente Il sindaco del rione sanità di Mario Martone, un mix perfetto tra cinema e teatro; Citizen K di Alex Gibney, la storia di Mikhail Khodorkovsky, l’uomo che ha osato sfidare Putin; J’Accuse di Roman Polanski con Louis Garrel, Jean Dujardin, Emmanuelle Seigner, in cui il regista ricostruisce il “caso Dreyfuss”.

Il sindaco del rione sanità
Il sindaco del rione sanità

NETFLIX ALLA 76. MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Attira l’attenzione anche la triade di film che Netflix presenterà alla Mostra. Dopo l’enorme successo di Roma di Cuaron dello scorso anno, non si può che auspicare bene! I film di Netflix alla 76esima edizione sono: Marriage Story di Noah Baumbach con un cast strepitoso – Scarlett Johansson, Adam Driver, Laura Dern, Alan Alda, Ray Liotta -, il ritratto intenso della fine di un matrimonio e di una famiglia; The Laundromat di Steven Soderbergh con Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas, Jeffrey Wright, Matthias Schoenarts, che racconta di una vedova che indaga su una frode assicurativa inseguendo a Panama City due soci in affari che strumentalizzano il sistema finanziario mondiale; The King di David Michod con Timothée Chalamet, Joel Edgerton, Sean Harris, Ben Mendelsohn, Robert Pattinson e Lily-Rose Depp, la storia di un principe ribelle e di tanto caos intorno a lui. 

VENICE VIRTUAL REALITY

La Mostra del Cinema di Venezia sta al passo con i tempi riservando da qualche anno uno spazio ben preciso alle VR. La selezione ufficiale di Venice Virtual Reality ha infatti nuovamente sede sull’isola del Lazzaretto Vecchio. Per tutta la durata della Mostra, si potranno visionare le opere e le installazioni, ma su necessaria prenotazione. Questa sezione, che per molti potrebbe essere particolarmente di nicchia, in realtà attrae tantissimi e anche in Italia qualcosa inizia a muoversi in questa direzione. In una sezione parallela della Mostra, alle Giornate degli Autori, Elio Germano presenta Segnale d’allarme – La mia battaglia, originale e innovativa fusione tra teatro, video e VR girato allo Spazio Tondelli di Riccione e coprodotto da Riccione Teatro. Si tratta di un monologo scritto insieme a Chiara Lagani che mette in luce una società vittima di un’informazione deformata e schiava di pensieri assolutisti. Complice di questi pensieri, le nuove tecnologie che da un lato hanno rivoluzionato la comunicazione, dall’altro hanno creato pericolose manipolazioni del pensiero collettivo. 

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.