Il film Dumbo di Tim Burton arriva nelle sale italiane

Al cinema dal 28 marzo 2019 arriva il live action dedicato all’elefantino con le orecchie grandi che ha commosso tantissime generazioni. Alla regia Tim Burton e un cast di volti popolarissimi: Eva Green, Colin Farrell, Michael Keaton e Danny DeVito.

Dumbo
Dumbo

Tim Burton torna al cinema con Dumbo. Il live action Disney che in tanti aspettavo! Eppure di Tim Burton c’è ben poco. Il suo stile, la sua “mano” riconoscibile si avverte appena, un po’ come fu con “Big Eyes”. Questo non vuol dire che Dumbo sia un brutto film, anzi. Dumbo è un lavoro dalla tenerezza sconfinata. A livello di scrittura è forse destinato a un target ben ristretto, ma è affascinante per colori, interpreti e per il piccolo protagonista dalle orecchie grandi che ha due occhi azzurri da far innamorare. “Questo è un film che parla di emozioni pure e semplici, in un mondo caotico volevo che queste passassero dagli occhi, anche perché il personaggio non parla. E c’è voluto davvero tanto tempo per arrivare ad un risultato che fornisse la risposta emotiva che serve”, dice il regista. Dumbo, il classico e quindi il cartone animato, è una delle storie più tristi della Disney insieme a Bambi. Il cucciolo separato dalla mamma e deriso per le sue orecchie che deve trovare il modo e la forza di riscattarsi perché il “diverso” non deve avere un’accezione negativa. Lì sono gli animali i protagonisti e così Dumbo in compagnia del topolino Timothy accompagnano il piccolo spettare (e anche il grande) alla scoperta del potenziale che c’è dentro ognuno di noi.

IL FILM DI TIM BURTON

Il film di Tim Burton parte da qui e sviluppa un altro aspetto, quello umano in senso letterale. Accanto alla vicenda dell’elefantino dalle orecchie grandi si sviluppa una storia parallela e dedicata agli uomini, ai circensi che nel cartoon era solo da “contorno”. In particolare assistiamo alla storia di un padre rientrato dalla guerra e mutilato, e dei due suoi figli da poco orfani di madre. Qui Dumbo diventa una storia non solo di riscatto di “diverso” come “bello” ma anche di riconciliazione familiare. È questo l’aspetto della sceneggiatura che ha conquistato Tim Burton e fatto accettare il progetto. Come dice lui stesso: “il fatto che c’è una storia di esseri umani che rispecchia quella di Dumbo, fatta di perdita e persone fuori dal proprio mondo. È un buon modo per esplorare modelli di famiglia diversi quella tradizionale. La cosa strana, ne parlavo con Danny De Vito, è che io e lui insieme abbiamo fatto 3 film con il circo e nemmeno ci piace!”.

Dumbo
Dumbo

IL CIRCO FA DA SFONDO    

Il circo è lo sfondo perfetto per questa storia che in live action assume una forma molto più viva e vivida. Chi ha visto The Greatest Showman potrà apprezzarne i vari personaggi. Passando agli interpreti Tim Burton ancora una volta torna al cinema senza Johnny Depp ma con Eva Green. La bella attrice è colei che, come un deus ex machina, aiuterà Dumbo nel tornare dalla sua mamma e la famiglia a tornare unita. Nel doppiaggio italiano la nota dolente di questo personaggio che ha un finto e fastidioso accento francese. E poi c’è Colin Farrell, modesto ma in un ruolo chiave del film: quello dell’uomo che ha dimenticato di essere stato bambino e che deve riscoprire il senso dell’innocenza e della meraviglia. Anche se i due ruoli veramente potenti del film sono interpretati da Michael Keaton e Danny DeVito. Il primo è il cattivo-cattivo che non si redime e ostacola la felicità e libertà di Dumbo e dei circensi della famiglia Medici; il secondo è il cattivo-buono, egoista e legato ai soldi in un primo tempo, disponibile e goliardico nel secondo. DeVito è il caratterista di questo live action, che insieme al suo fidato uomo forte e alla scimmietta che lo tormenta regala momenti di grande “giostra”. E quindi, come è questo Dumbo di Tim Burton? È un film modesto, da guardare con gli occhi del bambino che è in ognuno di noi e senza troppi pregiudizi. Lo stile di un regista, bravo, può anche cambiare. E come dice in conclusione il Signor Medici: “il nostro circo è la vostra casa”.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.