Serie tv. The Sinner e Tabula Rasa

Il tema della memoria è il fil rouge che lega due serie televisive all’insegna del mistero e dell’inquietudine.

Jessica Biel nella serie The Sinner. Photo Peter Kramer/USA Network
Jessica Biel nella serie The Sinner. Photo Peter Kramer/USA Network

La perdita della memoria come strumento per cancellare i traumi è il filo conduttore che lega queste due serie, geograficamente distanti tra loro. La prima è infatti un prodotto americano. Si intitola The Sinner ed è ideata da Derek Simonds per USA Network. La protagonista, Cora Tannetti (Jessica Biel), è una semplice casalinga americana, madre di famiglia, moglie affascinante e impeccabile, che però fugge da un passato angosciante e pericoloso, sconosciuto persino al bel marito. La rimozione che la serie opera è duplice. Da una parte Cora non si sbottona molto nel raccontare le proprie origini, dall’altra però il suo cervello ha lavorato per eliminare dalla memoria le ferite più brutte che tormenteranno la giovane per tutta la durata della serie. Fino alle sconcertanti rivelazioni, portate a galla dal lavoro pervicace dell’immancabile detective (Bill Pullman). C’è anche un po’ di Europa in questa serie, che affonda le radici nel romanzo da cui è tratta, scritto da Petra Hammesfahr. Due altre buone notizie: la storia è autoconclusiva e, anche se il network ha programmato una seconda stagione, avrà un diverso filo conduttore e altri protagonisti.

TABULA RASA

Viene dal Belgio, invece, Tabula Rasa. Anche qui c’è una donna che perso la memoria e anche qui c’è qualche maschio che ha combinato un bel casino (anche se in Tabula Rasa pure le signore spesso non se la cavano proprio benissimo). La serie, prodotta per Netflix, sempre nel 2017, è molto più sofisticata e concettuale della sorella americana (lo rivela fin dalla sigla iniziale, nella quale i ricordi si sfaldano come polvere). Il detective è un mastino, per niente solidale con la protagonista, una ex ballerina che ha dovuto smettere di lavorare a seguito di un incidente. Moglie e madre di famiglia, Annemie si trasferisce inoltre in una casa di famiglia piena di segreti e di misteri. La trama è ingarbugliata, spesso anche un po’ troppo intricata e satura di dettagli, ma le puntate scorrono come i ricordi di Mi, che pian piano tornano a galla. Il rischio di spoiler è altissimo perciò non continuiamo: non vi resta che ricomporre i pezzi del puzzle nell’una e nell’altra.

Santa Nastro

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Articolo pubblicato su Artribune Magazine #45

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.