Da Jane Fonda a Renzo Piano: ecco cosa non perdersi al Biografilm Festival di Bologna

Persone comuni, artisti, sportivi eroi e star. Dal 14 al 21 giugno torna a Bologna il Biografilm Festival. Ecco quali sono le storie da non perdere

Luther and his legacy
Luther and his legacy

Storie, volti, disegni. Che sia musica, che sia sport o vicenda di tutti i giorni. Torna a Bologna dal 14 al 21 giugno Biografilm Festival – International Celebration of Lives, il festival che indaga le nuove tendenze del film e del documentario. Nessun filo rosso tra le storie in programma per l’edizione 2018, solo tanta attenzione alla vita dei singoli. Molti film provengono dell’estero e tanti altri dall’Italia, ma alcuni di loro sono grandi successi festivalieri. Al Biografilm Festival infatti ci saranno Hannah di Andrea Pallaoro che ha portato Charlotte Rampling a conquistare la Coppa Volpi alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia; il ritratto musicale di Sir Michael Caine con My Generation. E ci sono anche titoli più recenti: direttamente dalla selezione ufficiale del Festival di Cannes approderà a Biografilm il documentario Libre di Michel Toesca; dalla Berlinale arriva invece il film premiato quest’anno con l’Orso D’Oro, Touch me not di Adina Pintilie; e dal programma del Sundance Film Festival arriva We The Animals, diretto da Jeremiah Zagar e tratto dall’omonimo romanzo di Justin Torres distribuito in Italia da Bompiani con il titolo Noi gli animali. Ecco quali sono i film da non perdere.

– Margherita Bordino

1. IL PITTORE DELLA TENDA – DI RENATO LISANTI

Il pittore della tenda

Per trent’anni ha girato l’Italia a bordo di un furgone, carico di idee e di storie. Sempre in corsa, lontano dalle istituzioni e dai galleristi, ovunque volesse fermarsi issava una grande tela verde e allestiva la sua mostra. Con un unico obiettivo: sfidare la mafia e vendicare con l’arte l’assassinio di suo padre. Con grande coraggio, dopo quasi vent’anni Emanuele Modica riporta la sua tenda a Palermo, la città dove tutto è iniziato e dove ha lasciato il cuore. Per riabbracciare la sua gente e continuare a cercare giustizia.

2. JANE FONDA IN FIVE ACTS – DI SUSAN LACY

Jane Fonda in five acts

Ragazza della porta accanto, sex symbol, attivista, tycoon del fitness: l’attrice premio Oscar® Jane Fonda ha vissuto una vita segnata da controversie, tragedie e trasformazione, e l’ha fatto sotto lo sguardo costante del pubblico. Jane Fonda In Five Acts è uno sguardo intimo sul suo singolare percorso di vita, rappresentando la Fonda nella sua essenza: magnetica, coraggiosa eppure vulnerabile. Con interviste – tra gli altri – a Robert Redford, a Lily Tomlin, alla produttrice Paula Weinstein e agli ex-mariti Tom Hayden e Ted Turner, i primi quattro atti della vita di Jane Fonda sono scanditi dai nomi dei quattro uomini che hanno condiviso e influenzato le sue ambizioni personali e professionali. Il quinto atto invece è intitolato alla stessa Fonda, chiamata a confrontarsi con i suoi demoni, riunirsi alla sua famiglia e rimettere in piedi una carriera di successo sia come attrice che come attivista.

3. LE CIRCOSTANZE. I ROMANZI DISEGNATI DI VITTORIO GIARDINO – DI LORENZO CIOFFI

Le circostanze. I romanzi disegnati di Vittorio Giardino

“Giardino est un classique”. Con le sue opere tradotte e pubblicate in tutto il mondo, Vittorio Giardino è uno dei più importanti maestri contemporanei della graphic novel. Dalle avventure di Max Fridman durante la guerra civile spagnola fino alle vicende di Jonas Fink, il giovane ebreo che cerca di sopravvivere allo stalinismo nella Cecoslovacchia post-guerra, i suoi personaggi hanno raccontato i momenti più oscuri della storia europea. Per la prima volta l’artista apre le porte del suo studio, regalando un accesso unico ed esclusivo al suo lavoro, ai suoi sketch e alla sua arte del disegno. Un viaggio tra i più grandi sconvolgimenti della storia recente attraverso la mente di un fumettista unico nel suo genere.

4. LUTHER AND HIS LEGACY – DI PETER GREENAWAY

Luther and his legacy

In occasione dei 500 anni della Riforma protestante, Peter Greenaway orchestra un documentario su Martin Lutero, il teologo che nel XVI secolo sconvolse la chiesa con il suo pensiero rivoluzionario. Attraverso una straordinaria selezione di opere d’arte e immagini storiche, la voce di Greenaway indaga la vita di Lutero e le sue contraddizioni, fino all’affissione delle 95 Tesi, il successo delle sue teorie e le loro conseguenze … ma non solo: con la sua celebre ironia, l’autore riflette più in generale sulla cultura dell’informazione e dell’immagine, suggerendo un curioso parallelismo fra l’invenzione della stampa (fondamentale alla diffusione del messaggio di Lutero) e la recente rivoluzione digitale. Che una nuova era sia alle porte?

5. MANGA DO. IGORT E LA VIA DEL MANGA – DI DOMENICO DISTILO

Manga Do

La prima volta non si scorda mai. Sarà per questo che due anni dopo Quaderni Giapponesi, il “documentario” a fumetti sul suo primo viaggio in Giappone, il fumettista italiano Igort torna nel Sol Levante a intraprendere la Manga Do (la “Via del Manga”). Come anni prima nei Paesi Sovietici, al suo fianco c’è il regista Domenico Distilo, pronto a catturarne i pensieri. Matita e acquerelli alla mano, l’artista ricorda le sue esperienze disegnando i paesaggi e personaggi incontrati. Osservando un Giappone antico e immerso nella natura, Igort riflette sul tempo e sulla cultura di un Paese così lontano, che tuttavia ha influenzato non solo la sua arte, ma anche la sua – o forse dovremmo dire: la nostra – percezione della vita e dell’esistenza.

6. RENZO PIANO: THE ARCHITECT OF LIGHT – DI CARLOS SAURA

Renzo Piano

Quando cresci con l’idea che costruire è un’arte, ogni volta ti sembra di assistere a un miracolo. Così è per Renzo Piano, architetto italiano tra i più celebri al mondo, autore del Centre Pompidou di Parigi, dell’Auditorium Parco della Musica a Roma e degli edifici del New York Times. A raccontare questo genio dell’architettura è un genio del cinema, Carlos Saura, che segue Piano nella progettazione del Centro Botín a Santander, in Spagna. Il racconto diventa presto riflessione sul processo creativo. Per capire che l’arte, sia essa cinema o architettura, non è un atto prevedibile. Spesso è un po’ come guardare al buio: prima di capire ciò che accadrà, bisogna dare il tempo agli occhi di adattarsi.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.