Le 10 migliori serie tv del 2017. La classifica di Artribune

Dedicato ai “serial viewer”, ecco le dieci serie tv più coinvolgenti e interessanti del 2017. Tra commedia e drammi, tra storie d’altri tempi e racconti sul cinema. E c’è anche una italiana.

The Handmaid’s Tale
The Handmaid’s Tale

Sono sempre di più i prodotti “seriali” che vengono lanciati sul mercato, in una “guerra” a colpi di show, che vede in gara i colossi Netflix, HBO, Showtime, Amazon, tra gli altri. Ogni network ha un suo stile, una sua scuderia d’autori, i suoi cavalli di battaglia. Le “bellissime” dell’anno che si sta concludendo sono tante e scegliere è stato difficilissimo. Tra le belle non menzionate nella nostra classifica c’è ad esempio anche la terza stagione di Fargo, prodotto nato come costola del bel film dei Fratelli Cohen, poi diventato serie tv e lanciato sul mercato con una “storia per ogni stagione”. O la storia poliziesca e d’amicizia Broadchurch, ambientato in una piccola comunità britannica a ridosso di iconiche e misteriose scogliere. O ancora (seppur con qualche dubbio) la seconda stagione del fortunatissimo Stranger Things, che ha tenuto incollati spettatori di tutta Italia. Ma quali sono le serie che ci sono piaciute di più? Ecco la nostra top ten. Siete d’accordo con noi?

Margherita Bordino e Santa Nastro

1. FEUD: BETTE E JOAN

Bette e Joan

Una serie televisiva “d’altri tempi”, ma tanto attuale. La prima stagione diretta da Ryan Murphy esplora uno dei più “passionali” duelli del grande cinema: la faida tra Joan Crawford e Bette Davis. La serie antologica racconta un frammento privato e molto intenso, a tratti sadico e divertente, del dietro le quinte del film Che fine ha fatto Baby Jane?, thriller psicologico del 1962 diretto da Robert Aldrich e basato sul romanzo di Henry Farrell. Feud: Bette e Joan per la sua storia è forse la serie più innovativa del 2017 e ha come interpreti le divine Susan Sarandon e Jessica Lange.

2. BIG LITTLE LIES

Big Little Lies

Le milionarie disperate di Big Little Lies hanno convinto tutti, pubblico e critica, già dal pilot. Sono tutte madri le protagoniste della serie HBO. Non sono nello stesso mood di Desperate Housewives, per intenderci, ma fatta eccezione per la vena “comica” le storie hanno dei grandi punti di forza in comune. La vicenda narrata è tratta dall’omonimo romanzo di Liane Moriarty, adattato per la tv da David E. Kelley (The Practice, Ally McBeal). Un racconto che parte dalla scuola elementare che frequentano i bambini di queste milionarie insoddisfatte per poi allargare la visione alla sfera privata delle singole donne: le protagoniste sono Reese Witherspoon, Nicole Kidman, Shailene Woodley e Laura Dern.

3. THE HANDMAID’S TALE

The Handmaid’s Tale

Dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood alla serie tv dell’anno, in assoluto. La storia di un futuro prossimo, vicinissimo e distopico in cui le donne sono considerate concubine, schiave o allevatrici. Un mondo maschilista e scontornato di rimorso o ripensamento. È il mondo che la scrittrice canadese immaginava negli anni 80 verso il 2000 e che la serie ambienta nel nostro presente. Una forte critica alla realtà veloce e vorticosa della società occidentale. The handmaid’s tale, distribuita a livello internazionale da Hulu e in Italia da Tim Vision, ha come attori principali Elisabeth Moss, Joseph Fiennes, Yvonne Strahovski e Alexis Bledel.

4. DARK. LA SERIE TEDESCA

Dark – La serie

Dark è la prima serie tedesca prodotta da Netflix. La serie che sul finire del 2017 fa il suo debutto sulla piattaforma e crea scompiglio. Fantascienza si o fantascienza no? A fare da padrone “prepotente” in Dark è il tempo. Tre sono i livelli temporali che si incontrano in un “oggi” quasi tenebroso. Non è un horror e non è Stranger Things. È un’altra cosa, una gran bella “cosa”. I personaggi e gli spettatori sono posti sullo stesso piano e insieme scoprono i misteri della serie che prendono forma come un puzzle molto complicato e fatto di piccolissimi pezzetti. Un omaggio sottile e velato alla “perdizione” dei giovani e a It.

5. THE CROWN 2

The Crown 2

Seconda stagione della fortunata e amata serie sulla ascesa al trono della giovane Regina Elisabetta II (Claire Foy), ora finalmente donna e sovrana cosciente oltre che autoritaria, in particolare modo con sé stessa. The Crown ha accolto gli spettatori dentro i corridoi di Buckingham Palace e in questa seconda stagione li ha portati fuori, al seguito dei vari personaggi: i due predominanti sono il Principe consorte Filippo e la Principessa Margaret. Una serie tanto lineare da rischiare la banalità, se non fosse per la straordinaria macchina che ha alle spalle: una interpretazione perfetta, costumi e scenografie magnifiche, regia eccellente e una scrittura impeccabile, intima e descrittiva.

6. TWIN PEAKS

Twin Peaks – Fire Walk With Me (1992) regia di David Lynch

Il ritorno di Twin Peaks è l’evento che tutti hanno atteso e che non ha affatto tradito le aspettative. Il maestro David Lynch ci ha abituati al tempo e allo spazio e alla costante lotta tra bene e male, una lotta che mai avrà un vincitore unico o ultimo. La serie, presentata in anteprima al 70esimo Festival di Cannes, è stata creata e comunicata attraverso la suspense. Nulla si sapeva, se non pochissime ovvietà. È un vero revival, composto da 18 episodi e da un cast complessivo di 217 elementi tra cui quelli della serie originale (da Kyle MacLachlan a David Duchovny) e nuove grandi star come Naomi Watts, Tim Roth, Amanda Seyfried e l’italiana Monica Bellucci.

7. I LOVE DICK

I Love Dick

Nasce come una serie dal famoso libro omonimo di Chris Kraus, vero best seller negli Stati Uniti, in Italia tradotto da pochissimo. La serie tv ha avuto il suo debutto in realtà nel 2016, anno in cui è stato rilasciato l’episodio pilota, ma l’intera prima stagione è stata presentata al pubblico su Amazon Prime Video, da maggio 2017. Il titolo I Love Dick, punta sul gioco di parole tra il nome del protagonista e l’organo genitale maschile. Dietro a questa commedia che indaga l’annosa e millenaria questione del rapporto uomo-donna (nella società borghese), ma anche la questione dei ruoli sociali e la tematica del femminismo, si cela uno scenario molto interessante. Quello dell’artworld, che torna non solo nelle vicende dei protagonisti, ma anche nell’iconografia cui l’intera serie attinge. Nelle immagini, nelle intro che spesso richiamano alcune particolari pratiche artistiche, nelle storie di questo gruppo di artisti che seguono il corso del professor Dick, ritornano nomi e situazioni note per un frequentatore assiduo del mondo dell’arte. E la performing art la fa da padrona.

8. RAY DONOVAN, QUINTA STAGIONE

Ray Donovan

Poteva tranquillamente essere un finale di serie questa grande quinta stagione firmata Showtime e dedicata all’Hollywood fixer Ray Donovan, anche se il network ha già annunciato il rilancio con una sesta stagione, che si ambienterà non più a Los Angeles, ma a New York. Siamo al capolavoro, con una sceneggiatura perfetta, una capacità di descrivere gli stati d’animo dei personaggi magistrale e il racconto della perdita e del senso dell’assenza come raramente uno show televisivo riesce a fare. Grandiose, ma non c’è nemmeno bisogno di dirlo, le interpretazioni di John Voight e Susan Sarandon. Si piange tanto e si ride anche. Ma non possiamo dirvi di più, lo spoiler è sempre dietro l’angolo.

9. BETTER CALL SAUL, TERZA STAGIONE

Better Call Saul

Anche qui non siamo di fronte alla novità assoluta, ma lo spin-off by AMC di Breaking Bad è andato crescendo di stagione in stagione. Nella terza, mentre ci si avvicina sempre di più a capire come il simpatico e bonario avvocato Jimmy McGill sia diventato l’azzeccagarbugli Saul Goodman, la narrazione si fa sempre più sofisticata, così come le scene ed i colori. Per gli amanti della serie, tornano tantissimi personaggi di Breaking Bad, ma la storia è assolutamente indipendente dalla precedente. Oltre che per la grandiosa prova attoriale del protagonista, Bob Odenkirk, Better Call Saul sale sul nostro podio per tante altre motivazioni. Tra queste la quasi unicità di uno spin-off che riesce ad essere quasi meglio del capolavoro originale.

10. SUBURRA

Suburra – La serie

Dalla penna di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, ma non dalla loro sola fantasia, qualche anno fa è scaturito il libro Suburra. Ne è seguito un film diretto da Stefano Sollima (2015). Il 2017 vede il debutto sulla piattaforma Netflix della serie tv. Cosa è successo tra Roma e Ostia, tra politica, chiesa e criminalità prima dei fatti riportati dal film e prima del famigerato scandalo Roma Capitale? Suburra – La Serie è la prima produzione di Netflix Italia, costituita da 10 episodi, ognuno della durata di circa un’ora. Un’unica trama a più personaggi e con sei mani in regia, che si alternano nei rispettivi episodi: Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi. Suburra-La Serie è stata presentata in anteprima (i primi due episodi) alla 74esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia: ha un sapore strano, amaro nella narrazione e crudo nello svolgimento. Da un lato si fronteggiano la malavita romana e la piccola criminalità – quella veramente minacciosa – e dall’altra i legami di sangue, che in storie del genere fanno sempre la differenza. Un prodotto veramente italiano con due protagonisti: Aureliano Adami, interpretato da Alessandro Borghi e Spadino, interpretato da Giacomo Ferrara, i poli attorno ai quali si costruisce l’intera narrazione.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.