L’ultimo film di Shirin Neshat in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia

L’ultimo film diretto da Shirin Neshat, la più celebre artista iraniana sarà tra le pellicole in concorso alla prossima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione dei Venice Days ‒ Giornate degli Autori. Una storia intensa che esplora ancora una volta l’universo femminile nel mondo arabo

Shirin Neshat, Foto: SuccoMedia / Ralf Succo
Shirin Neshat, Foto: SuccoMedia / Ralf Succo

Nuova incursione nel cinema d’autore per Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957), l’artista iraniana più famosa del mondo, che presenterà alla 74esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in programma dal 30 agosto al 9 settembre 2017, il suo ultimo film. L’opera sarà presentata in concorso nella sezione dei Venice Days – Giornate degli Autori. Intitolato Looking for Oum Kulthum, il film è tra le opere più attese della prossima edizione mostra del Cinema di Venezia.

IL RITORNO A VENEZIA

L’artista iraniana torna alla mostra del cinema di Venezia dopo il grande successo ottenuto nel 2009 con il suo primo film Donne senza uomini (Women Without Men), tratto dal romanzo-denuncia dell’iraniana Shahrnush Parsipur sul golpe della Cia del 1953 che portò alla destituzione del premier Mohammad Mossadeng e al ritorno dello Shah Palevi, che le è valso il Leone d’Argento per la miglior regia. Un riconoscimento prestigiosissimo arrivato a dieci anni esatti dal Leone d’oro della 48. Biennale Arte di Venezia nel 1999 per le videoinstallazioni Turbulent e Rapture. Regista, artista, performer, la Neshat continua a mixare generi diversi spinta da un approccio interdisciplinare teso ad  esplorare i linguaggi del nostro tempo. Solo pochi giorni fa ha diretto per la prima volta un’opera lirica, l’Aida, al Festival di Salisburgo sotto la direzione d’orchestra di Riccardo Muti.

LA TRAMA

Prodotto da In Between Art Film, casa di produzione fondata da Beatrice Bulgari nel 2012, Looking for Oum Kulthum racconta la storia di Mitra, una quarantenne ambiziosa che s’imbarca nel sogno di una vita: girare un film sul suo mito Oum Kulthum, cantante e musicista egiziana, tra le più celebri e amate in tutto il mondo arabo. Mitra veste i panni della cantante cercando di esplorare le lotte, i sacrifici e il prezzo del successo di un’artista donna che vive in una società conservatrice e dominata da uomini. Durante le riprese del film, tuttavia, l’improvvisa scomparsa di suo figlio adolescente e la crescente difficoltà di catturare l’essenza di Oum Kulthum come donna, come artista, come mito porteranno Mitra ad una profondissima crisi personale ed artistica.

UN FILM DI DENUNCIA

Fedele ad una ricerca che la vede da sempre impegnata, prima nel campo delle arti visive e poi in ambito cinematografico, nella denuncia contro gli integralismi religiosi e della drammatica condizione femminile nel mondo islamico, Shirin Neshat sceglie ancora una volta una donna, Mitra, che diventa simbolo della lotta per l’emancipazione femminile nei paesi arabi. Una carriera costellata di successi internazionali, a cui si somma, però, dall’altra parte il divieto di rimettere piede nel suo paese per il veto imposto dal regime degli ayatollah, contro il quale la Neshat ha lanciato ufficialmente una fatwa durante la Berlinale del 2013.

– Mariacristina Ferraioli

Looking for Oum Kulthum di Shirin Neshat
Giornate degli Autori (proiezione sabato 2 settembre h. 17)
74esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia
30 agosto al 9 settembre 2017
http://www.labiennale.org/it/cinema/2017

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.