Sicilia. Usi, costumi e altre catastrofi a Vienna

È ormai nella consuetudine del Film Museum della capitale austriaca iniziare ogni nuovo anno con una rassegna tematica dedicata all’Italia. Autori importanti con film celebri anche in questa edizione, intitolata alla Sicilia, introdotta da una emblematica citazione goethiana.

Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, Mimì metallurgico ferito nell’onore (Lina Wertmüller, 1972). Courtesy Austrian Film Museum
Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, Mimì metallurgico ferito nell’onore (Lina Wertmüller, 1972). Courtesy Austrian Film Museum

“L’Italia senza la Sicilia non genera alcuna immagine nell’anima: sta qui principalmente la chiave di tutto”. Con questa frase estrapolata da un contesto letterario piuttosto articolato (Italienische Reise, 1787), Johann Wolfgang von Goethe non stava di certo dando un ritratto dell’Italia attraverso il mezzo cinematografico. Ma solo a scorrere i titoli delle pellicole dedicate alla Sicilia, per la retrospettiva attualmente in programma al Film Museum di Vienna, ci si può chiedere se sarebbe mai possibile fare una vera storia del cinema italiano senza quel variegato filone che ha esplorato la cultura antropologica dell’isola. Attraverso i trentacinque film selezionati, persino il pubblico italiano può stupirsi di tanta ricchezza di contenuti che il nostro cinema vi ha dedicato. Detto altrimenti, in questa rassegna viennese si profila un affascinante contrasto di visioni, di idee, di linguaggi, di luoghi, di voci, la cui fonte d’ispirazione è nel vissuto quotidiano, tanto quanto nelle virtù letterarie di Verga, di Pirandello, Sciascia, Tommasi di Lampedusa.

DAL DOPOGUERRA A OGGI

In effetti, a voler puntare la macchina da presa sulla Sicilia sono i migliori maestri del nostro cinema, vedi Visconti, Rossellini, Bolognini, attratti da quelle abitudini e attitudini di una società connotata da forti retaggi arcaici nel momento storico di un radicale cambiamento dei costumi e della moralità pubblica e privata. Non è certo per caso, allora, che nell’ottima selezione di questa antologia venga alla ribalta il fior fiore della cinematografia italiana dal dopoguerra fin quasi ai nostri giorni. Con i già citati maestri non può non esserci Pietro Germi, un fantastico geniaccio che ha saputo ironizzare con paradossale umorismo sulle peculiari convenzioni sociali. Nella rassegna ci sono il lirismo e la crudezza di Ermanno Olmi e dei fratelli Taviani; c’è l’analisi di crimini mafiosi o eversivi in Francesco Rosi, Elio Petri, Damiano Damiani; c’è la commedia sul filo del grottesco di Lina Wertmüller; c’è l’erotismo adolescenziale di Salvatore Samperi, e ancora una lunga lista di tematiche congeniali ai cineasti di alcuni decenni fa.

Marcello Mastroianni, Divorzio all’italiana (Pietro Germi, 1962). Courtesy Austrian Film Museum
Marcello Mastroianni, Divorzio all’italiana (Pietro Germi, 1962). Courtesy Austrian Film Museum

GRANDI NOMI ITALIANI

Vi compaiono pure Fellini e Pasolini, non come registi, ma in veste di sceneggiatori, insieme a Tonino Guerra e a scrittori puri come Vitaliano Brancati. Ci sono nomi da Oscar come Ennio Morricone e Vittorio Storaro. I generi straripano, come nel musical siculo-rap di Roberta Torre con Tano da morire o nello psico-delirio trash di Ciprì & Maresco con Lo zio di Brooklyn. È comunque nei titoli delle opere legate ai rispettivi interpreti, tra cui star internazionali, che si evidenzia la fusione esemplare di un cinematografo da museo con Divorzio all’italiana, Stromboli, La terra trema, Il gattopardo, Nuovo cinema paradiso, Mafioso, Cadaveri eccellenti. E i vari Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Gian Maria Volonté, Stefania Sandrelli, Monica Vitti, Giancarlo Giannini, Irene Papas, Ingrid Bergman, Burt Lancaster, Alain Delon

Franco Veremondi

Vienna // fino al 9 febbraio 2017
Sizilien – Kino der Insel: Eine italienische Reise
a cura di Film Museum Wien, con il supporto dell’Istituto Luce-Cinecittà e l’Istituto Italiano di Cultura a Vienna
ÖSTERREICHISCHES FILMMUSEUM
Augustinerstraße 1
(+43) 1 533 70 54
[email protected]
www.filmmuseum.at

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.