Firenze chiama India. Ecco cosa vedere al River to River Florence Indian Film Festival

È Kabir Bedi il protagonista della 16esima edizione del Festival diretto da Selvaggia Velo. Nella nuova Casa del Cinema di Firenze riceverà “Le chiavi della città” dal Sindaco Nardella

Kabir Bedi
Kabir Bedi

Si muovono “come pesci che nuotano in un acquario” le donne che popolano le architetture del Bhuapur Village, il complesso di torri gemelle di Delhi scelto dalla fotografa torinese Francesca Manolino – classe 1987 – per la sua ricognizione sull’India. Una ricerca i cui esiti confluiranno nella mostra “Concrete Flowers” – fino al 31 gennaio 2017, presso la Fondazione Studio Marangoni -, tra gli appuntamenti collaterali della nuova edizione di River To River Florence Indian Film Festival. Il subcontinente asiatico torna dunque di scena nel capoluogo toscano con il format ideato e curato da Selvaggia Velo, compreso nella kermesse 50 Giorni di cinema internazionale a Firenze. Quest’anno, oltre al cambio di location – tutti i 25 film in programma saranno proiettati presso La Compagnia – Casa del Cinema della Toscana, sala cinematografica nel centro storico tornata a vivere dall’ottobre scorso grazie ad un progetto della Regione – il Festival si focalizza sulla narrazione di storie di gente comune, concentrandosi sulla peculiare condizione femminile.
Al cartellone di documentari, cortometraggi e lungometraggi – molte le anteprima nazionali, europee e mondiali – il River to River affianca un indirizzo pop attraverso il volto noto di Kabir Bedi. L’icona della serie tv Sandokan, diretta da Sergio Sollima, sarà al centro di un omaggio in più fasi: dalla presentazione del suo ultimo film – Mohenjo Daro di Ashutosh Gowariker, in prima italiana – alla maratona con gli episodi dell’opera che gli ha concesso la fama internazionale. Il momento culminante sarà la consegna dell’onorificenza “Le chiavi della città” da parte del Sindaco Nardella.

DAL FOCUS SULLA DONNA ALL’INDIA DELLE WEB SERIES
L’indagine sulla donna è uno dei temi guida dell’edizione 2016. La scarsità di attenzione destinata dalla società indiana ai diritti e alle condizioni di vita femminili viene capovolta dall’ampia selezione delle pellicole proposte, divenendo materia di analisi nel talk “L’india è donna? Cliché culturali e mutamenti dei ruoli femminili tra cinema e teatro”. In programma, tra gli altri, si segnalano il doc In Her Words. The Journery of Indian Women di Annie Zaida, con le voci di attiviste, ricercatrici e antropologhe indiane; Desiring the city di Oindrila Duttagupta, sul delicato tema del desiderio, e Parched della regista Leena Yadav, ambientato nel deserto del Rajasthan, con 4 donne in lotta in una società maschilista. Destinando per la prima volta un interesse specifico al fenomeno, emergente anche nella cultura contemporanea indiana, delle web series – il Festival propone un talk e alcune puntate di Permanent Roommates; il prodotto, diffuso in rete, tratteggia la quotidianità di una coppia di fidanzati e ha ottenuto oltre 50 milioni di visualizzazioni. In apertura e il chiusura, infine, sono previste la prima italiana di Kapoor&Sons – ritratto corale di una famiglia diretto da Shakur Batra e interpretato da Rajat Kapoor – e la prima europea dello già citato Parched, con l’attrice bollywoodiana Radhika Apte nel ruolo di madrina della cerimonia finale. Come da tradizione, anche il best of dell’edizione 2016 del River to River – e i titoli che vinceranno il River to River Audience Award – faranno tappa a Milano: dal 3 al 5 febbraio, l’evento sarà infatti ospitato allo Spazio Oberdan.

Valentina Silvestrini

Programma completo su: http://www.rivertoriver.it/

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.