Il Premio Eberhard & Co per la performance assegnato a Invernomuto. Vince il crowdfunding creativo

Giunge alla fase finale ArtOnTime, progetto in più fasi dedicato alla performance. Il Premio Eberhard & Co, finanziato dall’azienda di orologi svizzeri, va al duo Invernomuto, che ha superato gli altri tre finalisti.

Invernomuto_ph. Roberto Moro
Invernomuto_ph. Roberto Moro

È Invernomuto, duo piacentino composto da Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi, il vincitore del Premio Eberhard & Co, conferito dalla maison di orologi svizzeri, che sarà assegnato oggi, 2 dicembre 2017, al Palazzo delle Esposizioni di Roma come atto conclusivo di ArtOnTime, premio dedicato alla performance, lanciato da Marco Trevisan, consulente di Christie’s, dal collezionista veronese Giorgio Fasol e da Tommaso Cinti, ideatore della piattaforma di crowdfunding Artraising.org che sostiene il progetto. Invernomuto vince un orologio da parete firmato Eberhard.

IL CROWDFUNDING COME FORMA D’ARTE

Esplorare nuove forme di collezionismo, che da un lato superino le logiche tradizionali del mercato e dall’altro sostengano i giovani artisti, finanziandone i progetti attraverso mostre, produzione di opere d’arte, residenze d’artista. Un impegno che diventa ancora più importante nell’ambito della performance, considerata – a torto – la più effimera delle arti. È nato così ArtOnTime, con la finalità di indagare e promuovere la ricerca all’interno del linguaggio performativo attraverso un progetto strutturato in più fasi: mostra, premio e campagna di crowdfunding. Una nuova forma di mecenatismo in linea con le immense possibilità offerte da Internet e dai social network, che da un lato amplia immensamente la possibilità di sostegno per un artista anche attraverso un piccolo contributo economico, dall’altro offre una possibilità di interazione tra il pubblico e l’opera impensabile solo pochi anni fa.

IL PREMIO

Un comitato scientifico – composto da Fabio Castelli, ideatore di MIA Photo Fair, Giorgio Fasol, presidente di AGI Verona, Antonio Grulli, critico d’arte, Riccardo Lisi, direttore de La Rada di Locarno e Monique Veaute, Presidente della Fondazione Romaeuropa – ha selezionato quattro artisti invitandoli a presentare performance inedite: Invernomuto, Julia Khran, Luigi Presicce e Giordano Rush. Il premio è strutturato in due fasi: da un lato la campagna social di crowdfunding che ha permesso di realizzarle, dall’altro una serie di momenti di coinvolgimento pubblico. Il primo dei quali è avvenuto a Milano con la presentazione dei progetti in occasione di MIA, la fiera di fotografia che si è tenuta dal 10 al 13 marzo, seguita poi dalla serata evento organizzata a Palazzo Trevisan degli Ulivi a Venezia il 30 giugno per mostrare le performance al pubblico e culminata con la premiazione del 2 dicembre 2017 durante Romaeuropa Festival.

L’OPERA VINCITRICE

Il comitato scientifico ha premiato Menelikke di Invernomuto. Un’opera che interpreta il tema del tempo proposto dal concorso facendo interagire culture diverse. “Menelikke si presenta come un progetto ad hoc per ArtOnTime“, racconta Invernomuto ad Artraising, “costruito sull’onda lunga della nostra ricerca recente. Il ciclo “Negus”, che ha portato ad installazioni, sculture, e un film documentario concluso l’anno passato ha lasciato un’eredità di storie da raccontare, strade da percorrere che hanno ecceduto i “contenitori” previsti. In questo caso la nostra intenzione è di approfondire aspetti linguistici e sonori legati al contatto fra la cultura etiope e italiana, continuando a porre l’attenzione che abbiamo sempre avuto per la narrazione orale e i suoi aspetti più performativi“. Il punto di partenza è la guerra italiana in Etiopia evocata attraverso la voce di due cantanti che, come tanti connazionali, hanno scelto la diaspora in Europa. Invernomuto realizza un processo di sovrapposizione di culture e linguaggi, tipico della loro intera produzione, che ben rappresenta i meccanismi evolutivi della società contemporanea. Da qui il titolo Menelikke, che rappresenta una tromba giocattolo comunemente usata a Carnevale e fa riferimento al sovrano Menelik II e alla sua “lingua appuntita” per non aver rispettato gli accordi presi tra Italia e Etiopia nel 1889.

– Mariacristina Ferraioli

Evento correlato
Nome eventoPremio Eberhard & Co. per la Performing Art
Vernissage02/12/2017 ore 19
Duratadal 02/12/2017 al 02/12/2017
Autore Invernomuto
Genereserata - evento
Spazio espositivoPALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
IndirizzoVia Nazionale 194 - Roma - Lazio
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.