Le nuove voci della videoarte coreana sono da scoprire in una mostra in Svizzera
Il MASI di Lugano apre la stagione espositiva 2026 con otto artisti coreani che, attraverso la videoarte, indagano la storia della Corea e la sua società, mettendo in luce l'originalità delle opere
Pur radicate nella storia e nella realtà della Corea, le opere di Chan-kyong Park, Jane Jin Kaisen, Ayoung Kim, 업체eobchae, Sungsil Ryu, Heecheon Kim, Onejoon Che e Sojung Jun affrontano alcune delle questioni culturali ed esistenziali asiatiche attraverso opere di videoarte. Un medium artistico che, negli ultimi anni, si è affermato a livello internazionale per la sua originalità. Sguardi ampi e variegati su una parte di mondo lontano da noi, diventa protagonista della nuova stagione espositiva del MASI di Lugano con K- NOW! Korean Video Art Today, la mostra ospitata nella sala ipogea del LAC e visibile fino al 19 luglio.

La mostra sulla videoarte coreana al MASI di Lugano
Curato da Francesca Benini e Je Yu Moon, il progetto espositivo offre l’occasione di approfondire la varietà della videoarte profondamente influenzato – e trasformato – da innovazioni tecnologiche che continuano a ridefinire le sue modalità di espressione.
La mostra, dunque, si sviluppa in un percorso fluido e ritmato che attraversa immaginari, percezioni e dimensioni contrastanti. Uno scorrere dilatato del tempo che si apre con Citizen’s Forest di Chan-kyong Park, un’installazione multicanale dal formato panoramico che richiama l’orizzontalità dei rotoli distesi utilizzati nella pittura tradizionale asiatica.All’opera di Park rispondono i video Offering e Wreckage dell’artista Jane Jin Kaisen, da cui emerge il legame dell’artista con l’isola di Jeju e con la sua storia, come il massacro dei civili del 1948 e la resistenza femminile.
Tra storia, nuove tecnologie e satira nella mostra “K- NOW! Korean Video Art Today”
Dal video come memoria storica alle narrazioni speculative e visioni (post)tecnologiche, il percorso espositivo presenta anche opere che esplorano la condizione di vita contemporanea all’interno di ambienti interconnessi, come Delivery Dancer’s Sphere di Ayoung Kim. Anche il collettivo audiovisivo 업체eobchae, fondato nel 2017 a Seoul e composto da Nahee Kim, Cheonseok Oh e Hwi Hwang, osserva i modelli economici dominanti e le trasformazioni tecnologiche per proiettare visioni speculative e scenari possibili come in ROLA ROLLS. Tra satira e critica sociale Sungsil Ryu guarda a una società — coreana e non solo — segnata da forti gerarchie, competizione e ambigue aspettative di status con
Con Heecheon Kim, invece, il video diventa uno spazio mentale e strumento per capire come la tecnologia abbia trasformato il nostro modo di vivere con In Ghost 1990, fruibile tramite visore VR. Per Onejoon Che il video è invece un formato di indagine sulle comunità e i confini.InMade in Korea, realizzato con il musicista nigeriano Igwe Osinachi, e realizzato seguendo il linguaggio dei videoclip musicali, l’artista affronta il tema dell’emigrazione africana in Corea. La dimensione politica dei luoghi è esplorata anche da Sojung Jun in Green Screen, presentato nella Hall del museo.
Il video come strumento per cambiare prospettiva e allargare lo sguardo
“In un’epoca in cui le geografie culturali si intrecciano e i confini tra locale e globale diventano sempre più fluidi, dai lavori in mostra al MASI emerge non solo la trasversalità di temi comuni alle società contemporanee, ma anche la forza transnazionale della videoarte come strumento di percezione, memoria e narrazione del contemporaneo”, spiegano le curatrici del progetto Francesca Benini e Je Yun Moon, già vicedirettrice dell’Art Sonje Center di Seoul.
Fino al 19 luglio 2026
K-NOW! Korean Video Art Today
MASI Lugano
Sedi espositive:
LAC, Piazza Bernardino Luini 6, CH – 6900 Lugano
Palazzo Reali, Via Canova 10, CH – 6900 Lugano
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