Gli enormi quadri di Kiefer esposti a Palazzo Reale a Milano potrebbero restare lì per sempre?

L'ipotesi è suggestiva ed è stata lanciata dallo stesso Kiefer durante un'intervista al Financial Times, tuttavia presenta più di qualche criticità...

Le Alchimiste di Anselm Kiefer (Donaueschingen, 1945), allestite nella emblematica Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano, conquistano l’attenzione e l’interesse dei milanesi e dei turisti in queste settimane. 
Quella del grande artista tedesco è stata la mostra forse più importante inaugurata in corrispondenza delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e le gigantesche opere sono di sicuro impatto. Anche perché si tratta di un progetto – cosa non banale e non comune per artisti così rilevanti – fatto non solo appositamente per Milano, ma appositamente per quella sala di Palazzo Reale. 
La mostra ve l’abbiamo già raccontata qui in febbraio, oltre che in un seguitissimo reel sui social; ma torniamo sull’argomento perché da qualche giorno in città aleggia una ipotesi dovuta proprio alla profonda relazione di queste opere con la Sala delle Cariatidi. Quale ipotesi? Semplice: lasciare le opere lì dove sono, in modalità permanente.

Anselm Kiefer, Le Alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view ©ElaBialkowska, OKNO Studio
Anselm Kiefer, Le Alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view ©ElaBialkowska, OKNO Studio

Anselm Kiefer: “Voglio che le mie enormi tele restino a Milano”

Non è una boutade di qualcuno in vena di provocazioni, ma un auspicio diretto ed esplicito dell’ottantunenne maestro tedesco, che ha voluto chiudere proprio così una intervista al Financial Times: “Lo scriva per favore” ha detto Kiefer alla giornalista Jackie Wullschläger “scriva che se le dovrebbero tenere per sempre“. 
Riprendendo la cosa, il Corriere della Sera una decina di giorni fa ha rilanciato l’eventualità sentendo alcuni professionisti e protagonisti della vita culturale Milanese. “Se ce le regalano ci facciamo un pensierino“, ha fatto capire l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi; ancor più perplesso il direttore di Palazzo Reale, Domenico Piraina. Favorevolissima invece – e ci mancherebbe – la gallerista italiana di Anselm Kiefer, Lia Rumma, la quale avrebbe, a detta della giornalista del Corriere Francesca Bonazzoli, anche proposto la cosa direttamente al sindaco Giuseppe Sala.

Ma è davvero possibile che le Alchimiste di Kiefer restino a Milano?

Ma un’ipotesi del genere sarebbe anche lontanamente fattibile? In realtà è piuttosto ingenuo pensarlo. C’è in primo luogo una questione di prezzo: va bene che siamo abituati ai grandi acquisti di opere d’arte dello Stato in queste ultime settimane (Caravaggio, Antonello…), ma il Comune di Milano non è lo Stato e il suo budget per acquisizioni di opere d’arte consente margini di manovra con vari zero di meno. Ma se per ipotesi Kiefer decidesse di donare tutto alla città di Milano, avverando il sogno di Tommaso Sacchi? Beh, anche questa ipotesi determinerebbe più di qualche cruccio: in primo luogo la città non potrebbe accettare una donazione vincolata alla Sala delle Cariatidi, significherebbe bloccare per sempre quello spazio espositivo che è fondamentale per mostre, rassegne, iniziative. Uno spazio che – pecunia non olet – rende al Comune svariati milioni l’anno perché spesso è ‘affittato’ da aziende e produzioni culturali vogliose di occupare questo ambiente unico e simbolico. Insomma, destinare quella sala a Kiefer significherebbe sia ingessarla, anche andando contro ai principi con cui è stata restaurata, sia mettere in conto una perdita economica rilevante.

Anselm Kiefer, Le Alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view ©ElaBialkowska, OKNO Studio
Anselm Kiefer, Le Alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view ©ElaBialkowska, OKNO Studio

Neanche regalate…

E se Anselm Kiefer donasse queste enormi opere senza chiedere per loro una destinazione specifica? Anche qui i problemi non sarebbero pochi, perché l’amministrazione non dispone di spazi espositivi capaci di accogliere lavori così numerosi e così grandi di dimensioni. Si dovrebbe trovare un capannone o qualcosa del genere, per replicare una situazione tipo Pirelli HangarBicocca dove infatti c’è l’altra grande opera di Kiefer a Milano, i Palazzi Celesti
Insomma, la possibilità che le Alchimiste restino in maniera permanente a Milano è molto, molto remota, per cui il suggerimento è di andarle a vedere a Palazzo Reale finché la mostra lo consente: c’è comunque tempo fino all’autunno 2026.

Massimiliano Tonelli

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Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

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