Ha aperto un nuovo polo culturale per l’arte in uno storico palazzo dell’Aquila

Oltre 14 miliardi investiti, 6 anni di lavori, una collezione di circa 10.000 opere d’arte. Questi sono i numeri del nuovo polo culturale che La Galleria BPER ha aperto il 3 settembre all’Aquila, restituendo alla città uno dei palazzi più rappresentativi della sua storia, fortemente danneggiato dal sisma del 2009  

A pochi passi da Piazza San Silvestro, Palazzo Farinosi Branconi torna a vivere, dopo il sisma del 2009, come nuovo polo museale di BPER Banca all’Aquila grazie alla mastodontica operazione di ristrutturazione che, preservandone il valore storico lo ha trasformato in un luogo destinato alla conoscenza, alla ricerca e alla partecipazione culturale.
Rifunzionalizzato e riqualificato il complesso, uno dei pochi a disporre di due cortili e diversi ingressi, conserva intatte le tracce della sua storia. Sorto nel XVI, poi ampliato dall’annessione dell’edificio contiguo, Palazzo Farinosi Branconi ha continuato negli anni a evolversi e cambiare, restando sempre un fulcro della vita civile, artistica e culturale della città. “Un’identità” ha sottolineato Greta Rossi, Coordinatrice La Galleria BPER “che intendiamo mantenere, integrando il progetto con i circuiti culturali dell’Aquila, attraverso proposte che rafforzino le connessioni all’interno della comunità, valorizzando il patrimonio e promuovendo la collaborazione tra i vari attori locali”. “Realizzare un museo a Palazzo Farinosi Branconi” ha continuato Vera Donatelli, Referente del Polo Culturale dell’Aquila, La Galleria BPER “è stata una grande sfida dal momento che, trattandosi di un edificio storico, caratterizzato da preziose decorazioni, al di là della fase strutturale, ogni intervento, dal posizionamento delle luci a quello delle opere, ha richiesto un impegno e un’attenzione decisamente fuori dal comune”. Un progetto conservativo che, oltre al palazzo, ha coinvolto tutte le opere esposte con mirati interventi di restauro.

I percorsi espositivi di BPER Banca all’Aquila

Data la caratura del progetto, Palazzo Farinosi Branconi si è rivelato il contesto ideale per accogliere un ampio nucleo della Corporate Collection di BPER. Tuttavia, in linea con l’animo dinamico e sfaccettato della Banca che promuove l’arte a 360°, guardando all’antico come un heritage da restaurare e tutelare; al contemporaneo come un patrimonio da valorizzare e comunicare e al materiale archivistico e documentario come un tesoro da studiare; l’offerta espositiva si compone di due percorsi. Per cui, accanto al permanente, se ne snoda uno temporaneo, destinato a ospitare mostre di diversa natura eoggi dedicato a un progetto che ripercorre la storia recente del Palazzo, rivelando in maniera appassionante le ragioni per cui, in tutta fretta e nel mezzo dei lavori, l’edificio sia stato convertito in polo espositivo e mettendo in evidenza come nessun’altra destinazione d’uso sarebbe stata più adeguata.

Le ragioni del museo BPER all’Aquila spiegate nella mostra sul Palazzo che lo accoglie

La mostra, estremamente pertinente, sulla storia del palazzo non può prescindere da una premessa sulla natura eclettica del patrimonio BPER che, in quanto bancario, è costituito, oltre che da edifici storici e opere d’arte, anche da complessi archivistici e documentari, custodi di memorie legate a territori e comunità. Nel caso dell’Aquila, nonostante le dispersioni aggravate dal sisma, l’archivio della Cassa di Risparmio è stato essenziale per ricostruire la storia recente del palazzo e comprenderne l’autentica portata culturale. “Studiando i documenti relativi all’acquisizione negli Anni ‘80” ha spiegato Chiara Pulini, curatrice dell’Archivio Storico BPER “è emersa la spiccata sensibilità dei funzionari della Cassa di Risparmio che ne avevano compreso il valore culturale. Nei verbali si parla dell’importanza di acquisire l’edificio non solo in qualità di ottimo investimento ma soprattutto in quanto bene essenziale e rappresentativo per la città”. Ed è stata la scoperta di questi atti, insieme allo studio della documentazione tecnica, rivelatrice di altri elementi storici significativi, il motivo per cui i vertici di BPER nel 2023, hanno deciso di cambiare la destinazione d’uso all’immobile convertendolo in museo per restituirlo alla comunità; un gesto percepito come dovuto indipendentemente dagli ingenti adeguamenti strutturali e impiantistici che l’apertura al pubblico ha comportato.

Polo Culturale BPER - L’Aquila, Immagini di allestimento
Mostra temporanea “I colori del tempo. Lo splendore ritrovato di Palazzo Farinosi Branconi”
Credito fotografico: Davide Pennacchi
Polo Culturale BPER – L’Aquila, Immagini di allestimento Mostra temporanea “I colori del tempo. Lo splendore ritrovato di Palazzo Farinosi Branconi” Credito fotografico: Davide Pennacchi

“Scrigno di memorie” un viaggio nel tempo grazie la collezione BPER

Alla luce di tali dinamiche emerge nitidamente anche il valore dell’esposizione permanente al piano nobile di Palazzo Farinosi Branconi. Un progetto che ha posto diverse sfide in termini di allestimento, legate alla selezione delle opere tra le migliaia in collezione; al porle in relazione tra loro, nonostante le eterogeneità stilistiche e temporali, e, soprattutto, in dialogo con i sontuosi, compositi e delicatissimi ambienti che le accolgono. Complessità efficacemente superate dai due curatori, esperti nel contesto meridionale e abruzzese, a cui è stato affidato il progetto, i professori Michele Maccarini e Luca Pizzuto. I quali, adottando come fil rouge il criterio della territorialità, hanno delineato un percorso, significativamente intitolato Scrigno di Memorie, rappresentativo di cinque secoli di storia dell’arte locale e meridionale, dal Quattrocento al Novento.

Un iter che, creando un vibrante dialogo tra tutti gli elementi coinvolti, non segue un andamento strettamente cronologico ma procede nella prima parte per protagonisti e nella seconda per nuclei tematici. Rispettando a pieno le caratteristiche strutturali dell’edificio, i brillanti curatori hanno concepito un percorso che vede nell’ala tardo rinascimentale, decorata con pitture murali e cassettoni in legno, i maestri dal Quattrocento al Settecento; e nell’altra, barocca, impreziosita da pregevoli trompe l’oeil marmorei, gli artisti dell’Ottocento e del primo Novecento. Soluzione che si avvale con intelligenza anche della sala di San Clemente, perfettamente integrata nel contesto espositivo come momento di decantazione tra le due sezioni del percorso.

La sala di San Clemente a Palazzo a Farinosi Branconi

La sala di San Clemente, interamente decorata ad affresco con Storie di San Clemente, commissionata nei primi anni del Seicento da Girolamo Bianconi, abate di San Clemente a Casauria a un pittore locale, è particolarmente rilevante, oltre che per lo stile ricercato – tipico delle corti europee ma raro in Abruzzo – in cui la narrazione sacra viene incorporata in una sofisticata decorazione che ricrea una serie di arazzi, incorniciati da un finto colonnato; anche e soprattutto per essere uno dei rari ambienti ad affresco ad essere giunto pressoché intatto fino a noi (la maggior parte sono andati persi con il terremoto del 1703). Purtroppo, il sisma del 2009 ha provocato ingenti danni, rendendo necessario per il consolidamento dello stabile il distacco degli affreschi. Tuttavia, grazie a tecniche innovative di restauro, le opere sono in fase di ricollocazione e in un prossimo futuro torneranno nuovamente leggibili, restituendo il capolavoro e l’iconico spazio alla città.

Gli artisti della collezione BPER in mostra all’Aquila

Tornando all’esposizione, che nella prima parte procede affiancando a grandi maestri artisti di levatura minore, aprono il percorso due dei massimi esponenti del Quattrocento locale: Saturnino Gatti e Cola della Matrice; noti l’uno per le opere al Museo Nazionale d’Abruzzo; l’altro, architetto oltre che artista – l’unico abruzzese citato nelle Vite di Giorgio Vasari (II ed.) -, autore di progetti come la facciata del Duomo di Ascoli Piceno e qui presente con una splendida Madonna con il Bambino tra i santi Pietro, Gennaro e Francesco (1512). L’iter prosegue nella sala di Saul e David con Luca Giordano, tra le cui opere spicca la meravigliosa Sacra Famiglia con annuncio ai pastori (fine XVII – primo XVIII), notevole per la figura della Vergine, e altri artisti della Scuola Napoletana, come Marco Pini. Seguono interessanti lavori di altri partenopei, tra cui Mattia Preti e Salvator Rosa; per arrivare alla sala dei Paesaggi, dove emergono Francesco De Mura e Francesco Solimena. Poi, tutto cambia e, dopo la bellissima e strategicamente perfetta cesura della sala di San Clemente, l’ala seicentesca ospita il nucleo più recente della collezione con opere di Teofilo Patini, Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Casciaro, tra gli altri. Chiude il percorso un mirabolante coup de théâtre che vede, nell’ultima sala, lo straordinario Maestro dei Polittici Crivelleschi con una pala d’altare su tavola magistralmente restaurata.

Ludovica Palmieri

L’Aquila
La Galleria BPER
PALAZZO FARINOSI BRANCONI, Piazza S. Silvestro, 67
Orari: giovedì: 14.00 -19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
Venerdì, sabato e domenica: 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
Biglietto: intero 8€ | ridotto 6€ | ridotto special 4€

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Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

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