A Düsseldorf e Colonia aprono 50 gallerie in simultanea per un weekend (una italiana diventa studio d’artista)

Weekend caldo nelle due importanti città tedesche: il mondo dell’arte dà il via alla stagione con un mega opening collettivo. E c’è anche una galleria (che arriva da Palermo) che per questa edizione sceglie un evento speciale…


Mondo dell’arte in fermento, in Renania, tra Düsseldorf e Colonia: è partito DC Open, lo storico art weekend che dal 4 al 6 settembre raduna professionisti, collezionisti e appassionati giunti da ogni parte del mondo. La prestigiosa kermesse inaugura da ormai 18 anni la stagione autunnale delle due città tedesche, con un’apertura che coinvolge le gallerie cittadine, ma non solo: con l’ulteriore partecipazione di musei, fondazioni e spazi indipendenti il palinsesto include una significativa girandola di eventi, mostre, opening, per uno tra gli appuntamenti più seguiti dell’art system europeo.

Gallerie e musei aperti per DC Open 2026

Cuore originario del progetto restano il mercato e il coordinamento tra le gallerie, come rivela anche il nome per esteso, “Düsseldorf Cologne Open Galleries”. E sono 50 le realtà private che quest’anno accolgono il pubblico con eventi ad hoc, corredati come da tradizione da un programma di visite guidate condotte da curatori e collezionisti. Una concentrazione altissima di gallerie di qualità, impegnate nella promozione di artisti storicizzati ed emergenti, per un territorio che intorno alla ricerca d’avanguardia e alla cultura del contemporaneo ha costruito credibilità, economie, progettualità e sensibilità diffusa, grazie anche al ruolo preponderante dell’antica Kunstakademie di Düsseldorf, al lavoro di K20 e il K21, alla collezione della Kunsthalle Düsseldorf – ospitata in un iconico edificio brutalista del ’67, nel vecchio quartiere Altstadt – e a eccellenze come il Ludwig Museum e lo Skulpturenpark di Colonia.

RizzutoGallery, una galleria italiana a Düsseldorf

E tra le tante gallerie che a Düsseldorf disegnano oggi un’interessante costellazione improntata al dinamismo, alla solidità storica e alla sperimentazione – Sies + Höke, Kadel Willborn, Konrad Fischer Galerie, Beck & Eggeling International Fine Art, 3AP, etc. – c’è anche una voce italiana. Arriva dalla Sicilia RizzutoGallery, aperta qui nel 2024 dopo undici anni di attività a Palermo: la sua seconda sede si trova al 34 di Ackerstraße, nell’area post-industriale di Flingern, quel “Distretto del Contemporaneo” in cui si concentrano spazi non profit, gallerie giovani e realtà cutting-edge. In occasione di DC Open 2026 la formula scelta dai galleristi Giovanni Rizzuto e Eva Oliveri va oltre la classica idea di “mostra”, per sconfinare in una dimensione ibrida tra cronaca e performance. Il formato espositivo tradizionale si mescola con uno dei topos più affascinanti della storia dell’arte di tutti i tempi: lo studio, l’atelier, luogo per eccellenza della creatività.

Due artisti, uno studio. L’evento di RizzutoGallery

Durante i 3 giorni di DC Open la galleria si trasforma così in un “open studio”, aperto al pubblico e condiviso da due artisti, entrambi classe 1985: l’italiano Mattia Barbieri, nato a Brescia e attivo tra Milano e New York, e il turco Metin Çelik, tedesco d’adozione, nato ad Adana e residente a Mönchengladbach. Barbieri e Çelik, pittori diversi per stile e per riferimenti, condividono una sottile abilità generativa, una volontà di traslazione e reinvenzione del reale improntata allo slittamento delle forme e dei significati, allo straniarsi e stratificarsi delle immagini. Con Two Artists, One Studio eccoli agire all’interno di un ambiente solitamente distante dagli sguardi degli altri, uno studio fittizio che nell’arco del breve esperimento relazionale accoglie in via eccezionale i visitatori, mentre viene simulata la reale scansione spazio-temporale di una giornata di lavoro. Tra opere complete e già allestite, libri, schizzi, bozzetti, materiali e strumenti tecnici, i due artisti si dedicano a nuove opere da realizzare in loco, in tempo reale.

La pittura di Mattia Barbieri a Düsseldorf

Muovendosi sul confine tra pittura e scultura, Barbieri procede per strati, collisioni, destrutturazioni, in una spirale centripeta che genera molteplici nuovi incastri tra forme, stili e ispirazioni, ribadendo il modo in cui la storia delle immagini incarna continue evoluzioni culturali e antropologiche. Barbieri così gioca di mixage e di cortocircuiti: dalle icone religiose al mondo dei mass media, dall’estetica digitale a reminiscenze futuriste e dadaiste, e ancora stralci di cultura popolare, l’impronta del fumetto, del design e della grafica contemporanea, chiamati a convivere – nel rigore dello spazio pittorico – con frammenti di archeologia, storia dell’arte, architettura sacra. È lo sforzo utopico di una sintesi fantastica, spesso a-prospettica, in cui personaggi irreali, paesaggi dell’origine e segni pop compongono pagine di un’epica personalissima.

L'open studio di Mattia Barbieri e Metin Çelik da RizzutoGallery
L’open studio di Mattia Barbieri e Metin Çelik da RizzutoGallery

Il surrealismo di Metin Çelik da RizzutoGallery

Spinge più marcatamente verso un neo surrealismo dall’impronta teatrale Çelik, le cui tele dai colori brillanti raccontano una natura rigogliosa, misteriosa e sinistra, in cui la presenza umana – sovente ridotta a simulacro, tra maschere e manichini inespressivi – è ulteriore incognita piegata al sentimento dell’alienazione e al meccanismo sottile dello straniamento. Sul fondo riferimenti colti tra cui Brecht e Nietzsche, lasciando affiorare lacerti dell’inconscio e addentrandosi tra tematiche esistenzialiste. E così gli oggetti, reinventati come inquietanti nature morte, sono posizionate sulla scena per stimolare l’emersione di significati sepolti e l’inabissamento del senso compiuto, razionale, convenzionale. Le immagini che i due artisti realizzeranno nel corso di questa maratona saranno materia viva di un progetto aperto e mobile, destinato a confluire in una mostra in senso stretto: dalle18 alle 21 di venerdì 4 settembre 2026, giorno dell’inaugurazione – di cui vi mostriamo un po’ di scatti – si prosegue il 5 tra le 11 del mattino e le 21, per chiudere domenica 6 settembre, tra le 11 e le 17. Gli esiti del progetto resteranno visibili fino al prossimo 24 ottobre.

Helga Marsala

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Helga Marsala

Helga Marsala

Helga Marsala è critica d’arte, editorialista culturale e curatrice. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo,…

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