L’artista svizzera che Hermann Hesse considerava molto più di un’illustratrice
Non solo illustrazione, ma anche grafica, cinema, fotografia; fino al 1° novembre la mostra al Museo dedicato al celebre Premio Nobel alla Montagnola, nel Canton Ticino, porta alla luce lo sguardo libero e indipendente di una delle prime artiste multimediali elvetiche
Chi la incontra per la prima volta si trova di fronte a una scoperta totale. Chi invece la conosce sa che è stata a lungo catalogata principalmente come l’illustratrice dei testi del suocero Hermann Hesse. Tra lei, Isa Hesse-Rabinovitch (Svizzera, 1917–2003) e il Premio Nobel esisteva una profonda affinità basata su una stima reciproca che andava ben oltre il legame familiare. Hesse ne riconobbe subito la sensibilità visiva e le affidò l’illustrazione delle copertine e delle pagine di alcuni dei suoi libri più significativi, come Kleine Betrachtungen (Piccole considerazioni, 1942), Berg und See (Montagna e lago, 1943), Der Pfirsichbaum (Il pesco, 1945) e Der Wolf (Il lupo, 1955).

La mostra di Isa Hesse-Rabinovitch dal Museo Hermann Hesse Montagnola
Ma Isa era molto di più che un’illustratrice e lo dimostra la mostra Isa Hesse-Rabinovitch!, aperta fino al 1° novembre presso il Museo Hermann Hesse Montagnola. Un punto esclamativo finale, quello scelto per il titolo dell’esposizione, che vuole essere un modo per imporre un nome rimasto troppo a lungo in secondo piano. “La mostra invita a incontrare una voce artistica indipendente, finora troppo poco considerata, capace di unire media e linguaggi espressivi diversi”, spiega il direttore e curatore del museo Marcel Henry. “Il Canton Ticino ha offerto a questa autrice un luogo ideale di ritiro e concentrazione, ma soprattutto la totale libertà per portare avanti sperimentazioni visive estremamente raffinate”.
La fotografia di Isa Hesse-Rabinovitch in mostra in Svizzera
Un’attitudine che scavalca le regole tradizionali già negli Anni ’50. Inviata in India e in Sud America a produrre fotoreportage per la stampa svizzera, Isa rifiuta la classica fotografia documentaria. Le sue immagini non descrivono i luoghi: usano l’obiettivo come una matita, isolando dettagli minimi, geometrie accidentali e contrasti netti di luce. Invece di registrare la realtà, fonde la precisione del disegno con l’atmosfera del momento.
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Dai reportage al festival del cinema femminile
Verso la fine degli Anni ’60, il passaggio al cinema elimina ogni separazione tra i materiali. Nel cortometraggio Über einen Teppich (Su un tappeto, 1972) compie un esperimento diretto: filma la trama di un arazzo fino a far coincidere l’ordito del tessuto con lo scorrimento della pellicola, traducendo in immagini in movimento proprio un testo che Hesse aveva dedicato a quel manufatto. Questo modo di operare si traduce anche in un impegno preciso: nel 1975 fonda il primo festival di cinema femminile in Svizzera e nell’82 porta al MoMA di New York Sirenen-Eiland (L’isola delle sirene), un’opera realizzata da una troupe interamente femminile. Il culmine di questa ricerca si compie nel 1989 con il lungometraggio Geister und Gäste (Fantasmi & ospiti). Isa si appropria delle rovine annerite di un hotel di lusso sul Lago Maggiore, distrutto da un incendio, e arruola un cast in cui spiccano figure di primo piano della cultura svizzera come l’architetto Mario Botta, la poetessa Jo Mihaly, La Lupa (pseudonimo di Maryli Maura Herz-Marconi), figura di culto della performance svizzera.
La mostra di Isa Hesse-Rabinovitch, l’ultima prima del rinnovamento del museo (e l’occasione per una gita a Lugano)
Visitare la mostra significa non solo scoprire lo spessore autonomo di Isa, ma anche cogliere l’ultima occasione per esplorare il Museo nella sua veste storica. Subito dopo la chiusura dell’esposizione, a novembre, le sale verranno completamente svuotate per un intervento di restyling in vista del 2027, anno in cui ricorrerà il 150° anniversario della nascita di Hermann Hesse. Un motivo perfetto per riscoprire oggi, in un colpo solo, anche un’intesa familiare e intellettuale che ha anticipato il contemporaneo. La visita della mostra e del museo può diventare il pretesto per costruire un doppio itinerario. Scesi dalla collina di Montagnola, infatti, il viaggio prosegue a pochi minuti di distanza, sul lungolago di Lugano. Qui, il MUSEC, Museo delle Culture, negli spazi di Villa Malpensata, offre un contrappunto ravvicinato. La sua programmazione dedicata alla grande fotografia, alle arti orientali e alle ricerche sugli artisti contemporanei dialoga perfettamente con quell’urgenza di esplorazione che ha guidato la vita di Isa Hesse-Rabinovitch. A lei questo accostamento sarebbe piaciuto. Un’ottima occasione per scoprire una città che, oltre la sua nota veste di piazza finanziaria, rivela una profonda spinta di ricerca visiva.
Luisa Taliento
Montagnola (Svizzera) // fino al 1° novembre 2026
Isa Hesse-Rabinovitch!
MUSEO HERMANN HESSE – Torre Camuzzi, Ra Cürta 2
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