“Partecipazione: non solo metodo ma contenuto”. Ecco la mostra di Marinella Senatore a Venezia
A Venezia c’è una mostra di Marinella Senatore (Cava dei Tirreni, 1977) e questa non è una novità; primo perché in Laguna, specialmente sotto Biennale, le mostre non si contano; secondo, perché stiamo parlando di un’artista consolidata che solo in questa primavera ha già inaugurato diverse mostre, tra cui quella alla Gnamc di Roma, dove […]
A Venezia c’è una mostra di Marinella Senatore (Cava dei Tirreni, 1977) e questa non è una novità; primo perché in Laguna, specialmente sotto Biennale, le mostre non si contano; secondo, perché stiamo parlando di un’artista consolidata che solo in questa primavera ha già inaugurato diverse mostre, tra cui quella alla Gnamc di Roma, dove è stata nominata Artista dell’anno 2026, e alla Galleria Mazzoleni di Milano. La novità è che a Venezia l’esposizione non è né in un museo, né in una galleria ma a La Casa di The Human Safety Net, realtà che dal 2017 vive alle Procuratie in Piazza San Marco grazie al sostegno della fondazione istituita da Generali, attiva in 25 Paesi, con una rete di 98 imprese sociali come partner. Circostanza importante da sottolineare perché, come ha riconosciuto la stessa Senatore che lavora sul concetto di comunità e di empowerment delle persone: “non sono molte le fondazioni che lavorano su principi allineati ai miei e The Human Safety Net è un movimento globale che aiuta famiglie e rifugiati a emanciparsi dai contesti di violenza e sofferenza. Grazie a loro, attraverso tre ONG, attive a Varsavia, Mestre e Palermo, ho avuto l’opportunità di interagire con donne vittime di violenza, che vivono in condizione di serio e costante pericolo”.

L’esperienza con le donne vittime di violenza nelle parole di Marinella Senatore
“La collaborazione con The Human Safety Net è stata un’esperienza forte”, ha raccontato l’artista “che mi ha purtroppo fatto capire come il Paese con il più alto e grave tasso di diffusione della violenza di genere sia proprio l’Italia; anche rispetto a realtà apparentemente più difficili come quella polacca o africana. Il patriarcato, unito a un pericoloso mix di vergogna, ipocrisia e omertà, genera un’aggressività preoccupante che sembra, non solo sfuggita al controllo, ma persino ignorata dalle istituzioni. Autorità che, addirittura, si fanno complici nel negare supporto alle madri disoccupate, impossibilitate a emanciparsi perché private del diritto all’asilo nido – concesso solo a chi un impiego lo ha già – e quindi condannate a uno stato di dipendenza perenne, focolaio di abusi e torture. Una degenerazione di natura culturale – aggravata dalla dilagante povertà – che solo attraverso la cultura potrebbe essere arginata ma che invece è aggravata dall’assenza pressoché totale dello Stato dalle scuole, dove manca del tutto un’educazione emotiva, primo passo verso la parità di genere e la non violenza”.
Il progetto partecipato di Marinella Senatore per La Casa di The Human Safety Net a Venezia
Dalla collaborazione con la Onlus è scaturito We rise by lifting each other, progetto corale site specific che, creando spazi di ascolto e immaginazione, è stato concepito in relazione alla mostra permanente interattiva A World of Potential, a cura di Orna Cohen e progettata dallo Studio Migliore+Servetto. L’esposizione, riflettendo appieno la ricerca di Senatore, verte sul concetto di partecipazione, intesa non solo come metodo ma come contenuto. La pratica dell’artista, infatti, intrecciando arte e umanità, si concretizza anche in questo caso in un dispositivo in grado di produrre relazioni ed esperienze condivise dal valore costruttivo per tutti gli attori coinvolti.
Le voci delle persone coinvolte nella mostra di Senatore a Venezia
La mostra, negli spazi di Piazza San Marco, ha preso forma articolandosi in un corpus di opere in cui sono naturalmente confluite le parole e le narrazioni raccolte dall’artista durante i workshop dell’iniziativa. Sulla base degli incontri e ragionando sul potere taumaturgico della cultura, Senatore ha costruito il percorso rielaborando il proprio linguaggio visivo sui concetti di rapporto, comunità e condivisione.
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Gli arazzi come stendardi a La Casa di The Human Safety Net
Così gli arazzi, ricorrenti nella sua pratica che, indistintamente si esprime attingendo anche al patrimonio delle arti applicate e a un lessico popolare, si configurano come stendardi, andando a richiamare una forma di celebrazione collettiva che esce dai palazzi per scendere nelle piazze e coinvolgere le comunità. Le immagini dalla valenza universale, riportate sulle stoffe dalle valenti ricamatrici indiane della Chanakya School of Craft di Mumbai – dove il ricamo è diventato uno strumento di emancipazione femminile e inclusione sociale attraverso la formazione di giovani donne – sono amplificate dalle toccanti parole che le accompagnano. Frasi emerse durante i workshop dell’artista che, in uno slancio di speranza, “traducono la vulnerabilità in possibilità condivisa, aprendo l’io al noi”.
Il nuovo assetto delle luminarie di Senatore alle Procuratie di Piazza San Marco
Parallelamente, le luminarie, da sempre realizzate secondo la tradizione bidimensionale del sud Italia, hanno ceduto il passo a una scenografica struttura, alta 4 metri, che, sul modello dei candelieri barocchi, è ideataper coinvolgere attivamente il pubblico. Sul basamento, in quattro idiomi diversi, sono riportate frasi significative emerse durante gli incontri; mentre la struttura presenta elementi decorativi barocchi, metafora di crescita, interdipendenza e cura; valori ribaditi dalla stessa postura verticale del lavoro e dalla scultura a forma di pesce; che, posta sulla sommità della struttura, evocando gli antichi fuochi d’artificio barocchi, rappresenta una potente metafora di rinascita, attraversamento e, quindi, possibilità di trasformazione.
Senatore, un’artista e attivista che anche a Venezia propone la comunità come fare artistico
Senatore dà così vita a una sorta di cartografia emotiva e sociale, in cui immagine e parola si fondono restituendo la complessità ma soprattutto la ricchezza delle relazioni umane. Concetti che oltre a essere veicolati visivamente dalle opere sono insiti nelle stesse; dal momento che tutte sono realizzate secondo procedimenti etici, anche impegnativi e molto costosi – perché di certo produrre in India è molto più complesso e dispendioso, in termini di risorse, tempo ed energie, che in Europa – attraverso cui l’artista e attivista porta avanti i suoi ideali di uguaglianza ed emancipazione.
Ludovica Palmieri
Venezia // fino al 27 marzo 2027
We rise by lifting each other. Marinella Senatore
LA CASA DI THE HUMAN SAFETY NET – Piazza San Marco, 105
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