The Shards: il romanzo di Bret Easton Ellis diventa un thriller firmato Ryan Murphy
L'adattamento del romanzo di Bret Easton Ellis debutta su Disney+ con una serie FX prodotta da Ryan Murphy, che rilegge il bestseller come un thriller psicologico sulla costruzione dell'identità e sulla perdita dell'innocenza
Los Angeles, Anni Ottanta. La gioventù dorata vive tra lusso, feste e privilegi mentre un serial killer semina il terrore nei quartieri più esclusivi della città. È questo lo scenario di The Shards, la nuova serie drama FX disponibile dal 6 agosto 2026 su Disney+ con i primi due episodi. Ma ridurre il progetto, tratto dall’omonimo bestseller Le schegge (edito Einaudi) di Bret Easton Ellis, a un semplice thriller sarebbe un errore. Più che raccontare la caccia a un serial killer, The Shards mette in scena il modo in cui il sospetto finisce per alterare la percezione della realtà. È questa ambiguità, già centrale nel romanzo di Ellis, che Ryan Murphy sceglie di preservare nella trasposizione televisiva.
The Shards, tra mistero e ossessione
Al centro della vicenda c’è Bret, interpretato da un convincente Igby Rigney, probabilmente la vera rivelazione della serie. Il giovane aspirante scrittore vive una doppia esistenza: da un lato è uno degli studenti privilegiati di un esclusivo liceo privato di Los Angeles, dall’altro nasconde la propria omosessualità in un ambiente dominato dalle apparenze e dalle convenzioni sociali. L’arrivo del misterioso Robert Mallory, interpretato da Homer Gere, coincide con una serie di brutali omicidi che trasformano la paranoia in un’ossessione. È proprio questa tensione psicologica a rappresentare il punto di forza della serie. Come nel romanzo, Bret osserva ogni dettaglio, costruisce teorie, interpreta indizi. Lo spettatore viene trascinato nella sua mente fino a dubitare di tutto, compresa l’affidabilità del protagonista stesso. Il mistero, così, smette di essere soltanto un’indagine sul colpevole e diventa anche un’indagine sul narratore: ogni intuizione di Bret appare plausibile, ma mai del tutto certa, alimentando un’ambiguità che accompagna l’intera storia.

Ryan Murphy e Bret Easton Ellis: un incontro sorprendente in The Shards
Ryan Murphy, noto per serie come American Horror Story e Glee, affronta un materiale molto diverso dal suo immaginario più pop. Se il suo stile visivamente sontuoso emerge nella ricostruzione della Los Angeles reaganiana — tra ville lussuose, auto sportive, moda griffata e una colonna sonora che spazia da Blondie ai Fleetwood Mac — il tono rimane sorprendentemente fedele all’universo freddo e disilluso di Ellis. L’incontro tra Murphy ed Ellis, apparentemente improbabile, funziona proprio perché individua un terreno comune: l’interesse per le identità nascoste, per la costruzione del desiderio e per il rapporto tra rappresentazione e realtà. La produzione ha inoltre evidenziato come la figura del serial killer assuma anche un valore simbolico, diventando una metafora dell’epidemia di AIDS che avrebbe segnato quella generazione e l’esperienza di molti artisti coinvolti nel progetto.

The Shards: un cast generazionale per un thriller sull’innocenza perduta
Accanto a Rigney, il cast riunisce giovani volti emergenti come Kaia Gerber, Hayes Warner e Graham Campbell, affiancati da interpreti di esperienza quali Wes Bentley ed Evan Rachel Wood. Una scelta che rafforza il contrasto tra il mondo apparentemente perfetto degli adolescenti e quello, ben più cinico, degli adulti.
Più che un classico mystery, The Shards è un racconto sull’ossessione, sul desiderio e sulla fine dell’innocenza. Murphy non punta a una trasposizione letterale del romanzo, ma ne conserva la tensione fondamentale: quella tra realtà e racconto, tra memoria e finzione. È in questo equilibrio instabile che la serie trova la propria identità, trasformando il thriller in una riflessione sulla costruzione dell’immaginario americano degli Anni Ottanta.
Margherita Bordino
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