Il Mattatoio di Roma invaso dall’immaginazione algoritmica di un’artista 

Spazio fisico e architettura digitale si fondono nel Teatro 2 della Pelanda, dove, fino al 2 agosto, la quadrilogia The Abstract Films di Chiara Passa ridisegna i confini della media art attraverso un’esperienza interattiva alimentata dall’AI

Gli spazi monumentali del Teatro 2 del Mattatoio di Roma si trasformano, fino al 2 agosto 2026, in un laboratorio di estetica digitale di livello internazionale. Curata da Paola Lagonigro e Laura Leuzzi, la mostra The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space (2023-2025) segna il ritorno a Roma di Chiara Passa (Roma, 1973) pioniera italiana della media art, attiva sin dalla fine degli Anni Novanta.

Chiara Passa. The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space, 2026, Installation View, Mattatoio. Ph Monkeys Video Lab
Chiara Passa. The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space, 2026, Installation View, Mattatoio. Ph Monkeys Video Lab

Il corto circuito visivo di Chiara Passa al Mattatoio di Roma

L’esposizione mette in scena un cortocircuito visivo di grande impatto: l’incontro tra la materia archeologica industriale della Città Eterna e la fluidità dell’astrazione algoritmica contemporanea.

L’intersezione tra il carattere monumentale dell’architettura e la natura immateriale delle immagini digitali diventa uno degli elementi centrali del percorso. Lo spazio espositivo non si limita a fare da sfondo ma partecipa alla costruzione di una esperienza percettiva, in un ideale richiamo amplificato alle pratiche partecipative degli Anni Sessanta e Settanta e alle ricerche ottiche di Julio Le Parc.

Oltre lo schermo: la scultura del tempo e dello spazio di Chiara Passa a Roma

Il cuore del progetto è una quadrilogia in sequenza di pellicole interattive: Yellow Film, Black & White Film, Red Film e Blue Film. L’artista supera il concetto tradizionale della visione bidimensionale trasformando le figure in movimento in entità scultoree che lo spettatore può abitare e modificare.

L’idea stessa di film viene ripensata come ambiente dinamico, non lineare e anti-narrativo. I fotogrammi non raccontano una storia, ma costruiscono inedite condizioni di attraversamento, invitando a confrontarsi con forme, colori e volumi variabili.

Il tempo dell’opera e il tempo dei visitatori nella visione di Chiara Passa al Teatro 2 del Mattatoio

L’artista sembra aver fatto suo e trasfigurato il motto eracliteo “tutto scorre”. Il tempo dell’opera, infatti, coincide con il tempo di permanenza dei visitatori. Ogni esperienza è dunque potenzialmente diversa dalle altre. Inoltre, ciascuno dei quattro film adotta un registro d’interazione differente, sfruttando l’Intelligenza Artificiale: apparizioni e geometrie solide mutano in base ai movimenti del pubblico. Musica elettronica e campiture astratte inducono la fruizione ad una gestualità che attiva il codice algoritmico delle immagini. Una deriva sensoriale di quel concetto di “spectator-actor” teorizzato Frank Popper, secondo cui l’opera raggiunge il suo pieno compimento soltanto grazie all’intervento dell’osservatore. Il soggetto è parte integrante del processo estetico come avveniva negli Happenings di Kaprow.

Media art e memoria urbana

Con questa mostra, l’ex foro boario di Testaccio si conferma polo cruciale per la sperimentazione artistica della Capitale. La ricerca di Chiara Passa si focalizza da anni sui rapporti tra architettura e realtà virtuale e, con The Abstract Films, dimostra che gli strumenti della programmazione generativa non sono fini a sé stessi. Si tratta invece di lenti di ingrandimento per esplorare nuove percezioni dello spazio antropico.

Per chi desidera approfondire le stratificazioni teoriche e tecnologiche dell’opera, è prevista a settembre la presentazione del catalogo, arricchito dai testi critici del maestro dell’arte digitale croata Darko Fritz.

Francesca de Paolis

Roma // fino al 2 agosto 2026
The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space (2023-2025). Chiara Passa
MATTATOIO Teatro 2 – Piazza Orazio Giustiniani, 4
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Francesca de Paolis

Francesca de Paolis

Francesca de Paolis si è laureata in Filologia Moderna con indirizzo artistico all'Università La Sapienza di Roma proseguendo con un Corso di Formazione Avanzata sulla Curatela Museale e l'Organizzazione di Eventi presso l'Istituto Europeo di Design (IED). Ha insegnato Storia…

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