Un ex cinema di Milano si trasforma in hotel dedicato all’arte. Storia del Cinema Arti che diventa Soho House

La seconda apertura italiana del gruppo Soho House si concretizzerà a Milano entro la fine del 2028, negli spazi recuperati dell’ex Cinema Arti, in prossimità di San Babila. Al via il cantiere

È prevista per il 2028 l’apertura di Soho House Milan, seconda “House” italiana dopo l’avamposto romano inaugurato nel 2021 nel quartiere San Lorenzo.

Soho House a Milano all’ex Cinema Arti

E anche a Milano, il gruppo di ospitalità fondato nel 1995 da Nick Jones – da subito con l’obiettivo di essere il place to be, con molteplici servizi per i soci, tra ristoranti, spa, spazi di lavoro e sale di proiezione, nella formula mista hotel e club – sceglie di regalare una seconda vita a un edificio storico, l’ex Cinema Arti di cui, proprio in queste settimane, si avviano i lavori di riqualificazione per ricavare gli spazi comuni e le camere dell’hotel.

La storia dell’ex Cinema Arti, dagli Anni Trenta a oggi

Tra San Babila e Corso Indipendenza, in via Pietro Mascagni – al civico 6 – l’ex Cinema Arti è un edificio sviluppato su sei livelli progettato tra il 1933 e il 1937 da Mario Cereghini, in stile razionalista, in calcestruzzo armato e laterizio, con la facciata in klinker, loggiati con colonne in marmo scuro, oblò e una pensilina a sbalzo realizzata da Giorgio Baroni a incorniciare l’ingresso. In origine destinato a ospitare la Casa dell’Opera Nazionale Balilla (per questo il complesso si articola in due volumi: uno destinato originariamente a uffici e ambulatori, l’altro ad auditorium, biblioteca e solarium), dopo la Seconda Guerra mondiale la struttura fu riconvertita per uso culturale dopo un necessario restauro per rimediare ai danni dei bombardamenti, diventando un frequentato cinema-teatro (con una parentesi d’essai negli Anni Sessanta, e un indirizzo verso i film d’animazione per ragazzi nell’ultima fase). Fino al 2006, quando, con la chiusura della sala, l’edificio fu abbandonato, per poi essere acquistato da privati nel 2008, senza che mai si concretizzasse la possibilità di un recupero (unico tentativo, non andato a buon fine, nel 2018, a opera del fondo londinese Trophaeum, dopo la chiusura del centro pugilistico Doria Boxing Team, aperto e chiuso nel frattempo). Sull’edificio vige, dal 2005, anche un vincolo monumentale.

Gli spazi di Soho House Milan: al via il cantiere

Quando Soho House Milan sarà completato, entro la fine del 2028, gli spazi comprenderanno aree club riservate ai soci, oltre 50 camere, una terrazza panoramica con piscina, una palestra e ambienti dedicati al lavoro, alla convivialità e al benessere. Per la riqualificazione degli interni si è scelto di combinare il rispetto per l’architettura preesistente – lo stile razionalista dell’edificio degli Anni Trenta – con l’alto artigianato italiano. E poi ci saranno tante opere d’arte, come avvviene in tutte le House.

E in attesa che il progetto sia completato, Soho House protrae a Milano il programma Cities Without Houses, avviato otto anni fa in città, che offre ai soci un calendario di eventi ed esperienze votati alla creatività.

Livia Montagnoli

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