La casa dove Giorgio Morandi faceva le vacanze estive aprirà come hub culturale
Primi passi, sull’Appennino bolognese, del percorso finalizzato al recupero della dimora estiva di Morandi, futura sede di residenze artistiche, nonché laboratorio permanente di ricerca multidisciplinare. Un progetto che oltre il restauro della storica dimora privata punta alla riconnessione dei luoghi legati alla memoria dell’artista
Poco più di quarant’anni fa, un piccolo comune dell’Appennino bolognese cambiava il proprio toponimo. Aggiungeva alla storica denominazione il cognome dell’artista che qui aveva a lungo soggiornato, eleggendolo a proprio buen retiro. È dunque solo dal 1985 che Grizzana è diventata Grizzana Morandi. A rinsaldare oggi quello storico legame è il recente annuncio della Fondazione Giorgio Morandi, che nel giorno in cui ricorre l’anniversario della scomparsa dell’artista ha presentato un progetto culturale focalizzato su questo paese. Orientato anche agli artisti emergenti e alle pratiche contemporanee, coltiva l’aspirazione di agire come attivatore di un’intera area territoriale.

Le estati dei Morandi a Grizzana Morandi, nell’Appennino bolognese
Istituita nel 2024, presieduta da Elisabetta Brunelli (con Maria Teresa Cremonini alla vicepresidenza), la fondazione intitolata a uno dei riconosciuti maestri dell’arte italiana del Novecento opera nel campo della divulgazione e promozione dell’opera morandiana. Nel farlo, segue una traiettoria peculiare: combina l’azione di ricerca e analisi critica sulla sua produzione ed esistenza con l’attenzione per il contesto contemporaneo. Una modalità dettata dalla duratura influenza della visione e poetica di Giorgio Morandi, che evidenzia la persistenza del suo lascito anche tra le generazioni a lui successive, incluse quelle attualmente in formazione. Da tale premessa teorica prende le mosse il progetto di riqualificazione di Villa Veggetti a Grizzana Morandi: sarà un centro culturale, di produzione artistica e per residenze d’artista (nonché “base operativa” per la fondazione stessa). Si tratta della dimora eretta dai Morandi nel secondo dopoguerra nel paese appenninico: l’artista e la sua famiglia di origine lo avevano iniziato a frequentare nel 1913. A spingerli a una quarantina di chilometri da Bologna, loro città natale, era la speranza di godere di condizioni più consone alla fragile salute di una delle sorelle del pittore, Anna. Per alcuni anni, i Morandi vennero ospitati nella casa di Grizzana dei Veggetti, già loro vicini di casa a Bologna. Successivamente, da questi acquistarono un terreno sul quale fu costruita la casa di vacanze di loro proprietà, oggi in mano alla Fondazione Morandi.
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Il progetto di recupero e riqualificazione di Villa Veggetti, già casa vacanze di Giorgio Morandi
“Siamo in una fase embrionale del progetto”, spiega ad Artribune l’architetto Federico Poggioli, co-fondatore con l’architetta Caterina Poggioli di Studio Poggioli, realtà multidisciplinare che si occupa di architettura, design e direzione artistica, con sede a Bologna. Insieme a Balance Architettura, è uno dei due studi italiani ammesso alla seconda fase del prestigioso EU Mies Awards 2026, ovvero inserito nella ristretta shortlist con 40 selezionati. Duplice l’incarico affidatogli dalla fondazione, che oltre al restauro dell’immobile – con quattro piani fuori terra, cantine e alcuni dettagli interni di pregio – si è fatta promotrice di un’articolata operazione di restituzione artistica e culturale del sito. “Stiamo studiando la villa, perché vorremmo richiamare il tempo in cui è stata vissuta da Giorgio Morandi. Tutte le varie testimonianze che riusciremo a trovare, tutto quello che è rimasto, tutto quello che è stato poi anche erroneamente coperto sarà riportato alla luce”, dichiara il progettista. Al recupero filologico dello stabile, sorto come abitazione privata, si accompagnerà il suo adattamento ai futuri usi pubblici e collettivi, con relativo adeguamento normativo: “A Villa Veggetti si svolgeranno mostre, residenze d’artista, laboratori, proiezioni e altre iniziative. La casa necessita di un restauro e, soprattutto, di ritrovare una sua identità formale” chiarisce Poggioli.

Dalla dimensione intima della casa a quella aperta alla contaminazione del futuro hub culturale
Tuttavia, più che nei lavori relativi all’immobile, la maggiore ambizione di questo progetto va probabilmente rintracciata nel ruolo che si intende assegnare alla dimora per gli anni a venire. “Il progetto di restauro e architettonico va inteso come il fulcro del piano di divulgazione e attivazione culturale che da Villa Veggetti si estenderà al territorio circostante, un paesaggio che è stato fondamentale per i dipinti e le acqueforti di Morandi” prosegue Poggioli, aggiungendo che “la casa vuole diventare una sede estremamente attiva, in cui poter ripercorrere e riproporre le esperienze che l’artista ha vissuto in un’area che ha così fortemente caratterizzato la sua opere. Pensiamo, per esempio, a valorizzare i percorsi che lui faceva nei paesi circostanti e quindi a riscoprire anche il suo lavoro sulla natura”. Il raggiungimento di questo obiettivo consoliderebbe, rilanciando, lo storico legame tra la figura di Morandi e il paese, nel quale sono attualmente visitabili (secondo specifiche modalità di accesso) la Casa Studio Morandi e i poco distanti Fienili del Camparo (sede del Centro di documentazione intitolato all’artista).
Villa Veggetti come epicentro di una rete culturale diffuso nel segno di Morandi
Il piano (in via di definizione) di intervento per Villa Veggetti è dunque ispirato alla volontà di favorire una rinnovata interpretazione di ambienti un tempo domestici e intimi. “Villa Veggetti non sarà soltanto un luogo di conservazione della memoria, ma il punto di partenza di una piattaforma culturale aperta, multidisciplinare e contemporanea. Uno spazio in cui arte, architettura, design, paesaggio, cinema, musica e ricerca dialogano tra loro, generando nuove letture dell’opera di Morandi del suo tempo. Dalla casa al territorio, un approccio olistico” conclude Poggioli.
Valentina Silvestrini
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