Il festival estivo di fotografia più influente d’Europa si tiene ad Arles, in Provenza: mostre diffuse, eventi, workshop

La settimana inaugurale del festival estivo di fotografia “Rencontres de la Photographie” inizia il 6 luglio ma le mostre restano aperte fino al 4 ottobre. Il tema 2026 offre una rilettura dei diversi mondi che compongono l'universo, con un tributo per il centenario di William Klein

Parte il countdown per l’opening week dei Rencontres de la Photographie d’Arles numero 57: Des mondes à relire. Come ogni anno la città francese di origine romana, tra la Camargue e la Provenza, si prepara ad accogliere migliaia di visitatori da tutto il mondo (175mila nel 2025) per uno dei più importanti festival internazionali di fotografia. L’edizione 2026, curata da Christoph Wiesner, esplora le attuali prospettive della fotografia, attesta le capacità di questo mezzo e l’importanza della visione del fotografo, testimone del mondo che lo circonda.

Lunedì 6 luglio si terrà l’inaugurazione ufficiale, ma le mostre resteranno aperte fino al 4 ottobre. La settimana inaugurale è la più ricca di eventi: in aggiunta ai vernissage delle esposizioni ufficiali, con le opere di oltre 60 artisti, e delle centinaia nel circuito Off, il programma comprende workshop, presentazioni di libri, incontri con gli autori, appuntamenti di formazione e premi, come il Louis Roederer Discovery Award, dedicato agli artisti emergenti, all’Espace Monoprix.

Les Rencontres d'Arles 2026, Manifesto
Les Rencontres d’Arles 2026, Manifesto

Il tema dei Rencontres de la Photographie 2026: “Des mondes à relire”

Quest’anno il festival offre una rilettura, non solo geografica, dei diversi mondi che compongono l’universo. Un viaggio tra il Mediterraneo e il continente africano, con un focus sul Ghana, patria di Carlos Idun-Tawiah, che ha progettato il manifesto 2026. I Rencontres d’Arles si sviluppano come un’esplorazione ampia del potere della fotografia di rivelare, mettere in discussione e riconnettere le diverse realtà, riunendo importanti figure storiche, artisti contemporanei, voci emergenti e progetti, in un viaggio attraverso geografie, ricordi e forme di vita.

Dall’Africa al Mediterraneo, dagli archivi alle pratiche sperimentali, le mostre riflettono su ciò che plasma le identità, ciò che sopravvive attraverso le immagini e ciò che ancora tiene uniti gli esseri viventi. Non si tratta solo di una semplice panoramica della fotografia contemporanea: Arles 2026 propone una mappa sensibile del mondo. Storie politiche, narrazioni personali, ricordi post-coloniali, esperienze urbane, vita animale, mondi botanici e nuovi linguaggi visivi si incontrano tutti nei luoghi emblematici della città, da quelli storici e istituzionali, come le cappelle del XII secolo e le antiche rovine romane, fino a spazi riconvertiti, come l’Abbazia di Montmajour e le ex aree industriali delle Papeteries Étienne, con percorsi tematici, installazioni site-specific e serate speciali, come le proiezioni all’aperto nell’antico teatro romano e la Nuit de l’Année dell’11 luglio alle Papeteries Étienne. In arrivo ad Arles anche ospiti inaspettati come il regista Park Chan-wook e l’attrice Charlotte Gainsbourg, presenti al festival con le loro fotografie.

Gli appuntamenti migliori dei Rencontres de la Photographie 2026

Uno dei principali fil rouge di questa edizione esamina l’Africa attraverso storie di liberazione, cultura visiva e reinterpretazione contemporanea: tra le mostre e gli autori più significativi, Ghana!, Paul Kodjo e Sammy Baloji. Il Mediterraneo appare qui come uno spazio di memoria, incroci, linee di frattura e reinvenzione, attraverso le opere di autori come Katia Kameli, Anne-Lise Broyer, Bruno Boudjelal.
Arles 2026 rende poi omaggio alle principali voci fotografiche che con il loro lavoro hanno rivoluzionato la cultura visiva, come William Klein, in occasione del centenario della nascita, ma anche Martine Barrat, Harry Gruyaert, Ming Smith.
Anche quest’anno il festival dà grande visibilità alle nuove generazioni di fotografi. Oltre al premio Louis Roederer Foundation, tra i nuovi nomi da non perdere ci sono Jordan Beal, Souleymane Bachir Diaw, Amira Lamti, Mallory Lowe Mpoka, Magali Paulin, Phan Quang, Charlotte Yonga, Camille-Renée Devid, Hu Weiyi. Una parte importante del festival è quindi dedicata al mondo vivente: dalle vedute di quello animale (Clergue, Parr, Lartigue, Salgado) alle esplorazioni vegetali, in particolare al Jardin d’été con Flower Power, fino alla geologia e alla materia organica. Tra le mostre più interessanti, oltre a quelle già citate, ci sono Animal Model, Edward Steichen’s Nature / Lisa Oppenheim, Meghann Riepenhoff, Lara Tabet & Yasmine Chemali.

Il circuito Off e i percorsi fuori dalla città

Off è uno dei più grandi circuiti fuori dal programma ufficiale, con una guida dedicata, per scoprire nuovi talenti, ma anche location insolite. Tra le mostre imperdibili 2026 ci sono Come Together, The Transit of Venus, Christian Lacroix. Dessins, gribouillages et graffitis, Alain Keler: rétrospective, Park Chan-wook, Rinko Kawauchi & Tokuko Ushioda, Stan Douglas.
Infine, il festival va oltre il programma ufficiale all’interno delle mura antiche: da sempre ci sono esposizioni collegate, in altre località nei dintorni, da Aix-en-Provence a Marsiglia, fino a Montpellier.

Mariacristina Righi

Rencontres de la Photographie d’Arles. Des mondes à relire
Dal 6 luglio al 4 ottobre
Sedi diffuse, Arles

www.rencontres-arles.com

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