Che il Duomo di Milano sia un cantiere permanente è un fatto che i milanesi danno per assodato. E non è per fare polemica: non c’è mai stato un momento, nella sua storia, in cui non sia stato implementato un qualche intervento sulla cattedrale.

L’infinito cantiere del Duomo di Milano
Avviata nel 1386, cioè esattamente 640 anni fa, la costruzione e manutenzione della cattedrale da parte della Veneranda Fabbrica del Duomo non è mai stata tecnicamente conclusa: certo, si contano la doppia consacrazione del 1418 e del 1577 e l’ultima modifica della facciata nel 1932, ma la manutenzione – data dalle dimensioni mastodontiche, dalle oltre 3.400 statue e 135 guglie e dall’usura del marmo “rosa” di Candoglia – è perpetua.
Resta un fatto di grande soddisfazione, però, che adesso, per la prima volta in quasi vent’anni,il profilo del Duomo di Milano si veda per intero: questo perché la struttura ottagonale che racchiude la cupola, detta tiburio, è finalmente libera dal ponteggio che per tanto tempo l’ha coperta alla vista. Quello stesso tiburio alla cui progettazione lavorarono i più grandi architetti e artisti del Quattrocento, tra cui Bramante e Leonardo da Vinci, approdando a una decisione corale.

Il lungo cantiere che ha impegnato la sommità del Duomo
Il cantiere della Veneranda è considerato eterno perché già dall’Ottocento cominciarono i restauri,intensificati nella seconda metà del Novecento: chi ha frequentato Milano tra gli Anni Sessanta e Settanta ricorderà le coperture sulla facciata e la guglia maggiore. Ben più complesso, all’interno della cattedrale, è stato il restauro statico dei piloni del tiburio, cui è seguito quello dell’abside, per poi tornare su facciata e guglia maggiore. Nel 2008 è stato avviato il cantiere sulla sommità, coprendola alla vista: se dal 2017 la parte superiore della cupola era stata liberata (quella con la Madonnina, qui presente dal 1774), l’ultima parte di manutenzione, iniziata l’anno prima, ha richiesto più tempo.

Una grande struttura di restauro si appresta a lasciare il Duomo
Ora restano solo, all’interno della cattedrale, gli otto chilometri di tubi d’acciaio che hanno sorretto i lavori, una struttura all’avanguardia che sarà rimossa idealmente entro l’anno. Il restauro, finalizzato al consolidamento strutturale e alla manutenzione del marmo, è costato complessivamente 20 milioni di euro.
Giulia Giaume
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