Se il successo di un luogo d’arte si misurasse solo dai numeri, il verdetto sarebbe implacabile: i nove milioni di visitatori del Louvre o i sette dei Musei Vaticani raccontano di un desiderio di bellezza che però, troppo spesso, scivola in una congestione dell’esperienza.
Piccoli musei d’Italia: nelle case di artisti, progettisti e collezionisti
Proseguiamo, quindi, nella ricerca di luoghi museali alternativi e diversi (qui la prima tappa dedicata ai musei della scrittura), proponendo stavolta una deviazione verso l’intimità, che varca la soglia delle case-museo di artisti, progettisti e visionari: personalità da scoprire che hanno affidato alle mura domestiche il loro testamento estetico più autentico.

Scenografie private e labirinti del collezionismo: da Torino a Varese
Il viaggio inizia a Torino, con il Museo Casa Mollino, pilota, fotografo e architetto, noto per aver progettato in città il Teatro Regio e l’edificio sostenuto da un solo pilastro della Camera di Commercio. In via Napione, Carlo Mollino (1905- 1973) allestì un appartamento mai utilizzato per la vita quotidiana, concepito come scenografia segreta pensata per essere la sua dimora “spirituale” e il suo autoritratto definitivo. Oggi è una casa-museo nel senso più puro: ogni stanza è un capitolo della sua mente. Qui si cammina tra pareti tappezzate da centinaia di farfalle sotto vetro, specchi che moltiplicano i corridoi e un letto a forma di barca che poggia su un tappeto blu mare. Ogni arredo, dalle sedie che sembrano corpi umani agli oggetti che rimandano al simbolismo della civiltà egizia, è stato scelto da Mollino per costruire un universo privato che permette di entrare, letteralmente, dentro il suo genio.
Spostandosi a Varese, si entra nel mondo di Lodovico Pogliaghi (1857-1950), lo scultore che realizzò il portale centrale del Duomo di Milano e curò il restauro del santuario del Sacro Monte. La sua dimora è una sintesi di epoche diverse, un labirinto di stanze dove il gusto eclettico dell’artista esplode in ogni angolo. Nell’atelier, il modello in gesso a grandezza naturale del portale milanese toglie il fiato per le sue dimensioni monumentali e la luce zenitale. È circondato da una collezione sterminata che spazia da preziosi vetri di epoca romana a tessuti antichi, fino a bozzetti del Barocco romano. Qui l’antico e il moderno convivono in un’armonia scenografica che riflette l’aspirazione di Pogliaghi alla bellezza universale, trasformando la visita in un viaggio nel tempo tra archeologia e arte sacra.

La casa come opera d’arte totale a Lido di Spina
La densità storica della dimora di Pogliaghi trova il suo contrappunto a Lido di Spina nella Casa Museo Remo Brindisi (1918-1996), concepita insieme all’architetta e designer Nanda Vigo. Non è una semplice abitazione, ma un manifesto del “citazionismo” e dell’integrazione tra le arti, caratterizzata da un’architettura brutalista e futuristica al tempo stesso. In questo percorso fluido, dove lo spazio interno si avvita attorno a una scala elicoidale, le opere di Picasso, Fontana, Warhol e Modigliani non sono quadri appesi, ma elementi incastonati nel design stesso, tra pareti di mattoni di vetro, superfici specchianti e pavimenti industriali.

Archivi dell’antico e officine della scultura. Tra Toscana e Sardegna
Il percorso prosegue ad Arezzo nel Palazzo del Capitano del Popolo, che fu dimora di Ivan Bruschi (1920 – 1996), il collezionista che nel 1968 ideò la Fiera Antiquaria della città. Nelle stanze del palazzo trecentesco, la sua eredità rivive attraverso oltre diecimila pezzi distribuiti con rigore scientifico. Si cammina tra vasi attici, rari gioielli precolombiani, armi medievali e monete pontificie. Ogni oggetto racconta il gusto personale di un ricercatore instancabile che ha scelto di vivere immerso nelle proprie scoperte. Sempre in Toscana, a Seano, si trova la casa di Quinto Martini (1908-1990), scultore e pittore che ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia. Il suo studio, ricavato in un’antica tinaia, è rimasto una capsula del tempo perfettamente conservata: tra i cavalletti originali e i secchi con la terra ancora pronta per essere modellata, si avverte la fatica e la poesia del gesto creativo. I calchi in gesso polverosi sembrano attendere ancora il tocco dell’artista. L’esperienza si estende poi all’esterno nel Parco Museo, dove trentuno statue di bronzo si fondono con il paesaggio rurale. Le figure di Martini, tra pastori e popolane, popolano gli alberi da frutto creando un dialogo silenzioso con la natura circostante, trasformando la tenuta in un’opera d’arte totale. Infine, a Orani, in Sardegna, si scopre il mondo di Costantino Nivola (1911-1988), grafico, art director, scultore che partì dal piccolo borgo sardo per conquistare New York, diventando amico intimo di Le Corbusier. Il complesso, formato da padiglioni immersi nel verde di un parco urbano, possiede la più importante collezione europea delle sue opere, tra cui quelle famose realizzate con il “sand-casting” una tecnica inventata da lui con l’uso di sabbia e cemento. La casa museo ospita mostre dedicate all’arte contemporanea, eventi pubblici, attività educative e di ricerca.
Luisa Taliento
Museo Casa Mollino – Via Giovanni Francesco Napione, 2 – Torino – Scopri di più
Casa Museo Lodovico Pogliaghi – Viale delle Cappelle, Santa Maria del Monte – Varese – Scopri di più
Casa Museo Remo Brindisi – Via Nicolò Pisano, 51 – Lido di Spina (FE) – Scopri di più
Fondazione Ivan Bruschi – Corso Italia, 14 – Arezzo – Scopri di più
Museo Quinto Martini – Via Pistoiese, 167 – Carmingnano, Seano (PO) – Scopri di più
Museo Costantino Nivola – Via Gorane, 2 – Orani (NU) – Scopri di più
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