A settembre 2026 debutta una nuova biennale sulle montagne dell’Abruzzo. Una open call spiega agli artisti come partecipare alla Biennale del Gran Sasso
Residenze, opere site-specific e pratiche partecipative lungo il Cammino del Gran Sasso: al via la selezione per la prima edizione della Biennale del Gran Sasso in programma nel settembre 2026
Dal paesaggio lunare di Campo Imperatore ai borghi in pietra della Baronia, in Abruzzo, il Gran Sasso si prepara a diventare il palcoscenico di una nuova manifestazione dedicata all’arte contemporanea. Si chiama Biennale del Gran Sasso il progetto culturale che debutterà dall’1 al 20 settembre 2026 tra paesini storici, rifugi e paesaggi montani dell’Appennino.
Promossa da Frequenze dal Gran Sasso, Il Cammino del Gran Sasso e dalla Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre (e con il sostegno di Fondazione CarispAQ), la manifestazione nasce con l’obiettivo di trasformare uno dei territori più suggestivi dell’Italia centrale in un laboratorio diffuso di ricerca artistica e rigenerazione culturale. nasce con l’obiettivo di trasformare uno dei territori più suggestivi dell’Italia centrale in un laboratorio diffuso di ricerca artistica e rigenerazione culturale. Per questo motivo è stata lanciata una open call, aperta fino al 21 giugno 2026, rivolta agli artisti interessati a confrontarsi con il territorio attraverso opere e pratiche partecipative. Ecco come partecipare.

La Biennale del Gran Sasso 2026 in Abruzzo
La prima edizione della Biennale si inserisce nel programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e prende forma lungo il Cammino del Gran Sasso, itinerario ad anello di circa 60 chilometri che collega alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio, da Campo Imperatore ai borghi della Baronia, tra cui Castel del Monte, Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano. In questo contesto, il progetto intende attivare processi di partecipazione e nuove modalità di narrazione del territorio attraverso installazioni, interventi ambientali, opere site-specific e performance.
Aperta la open call per artisti per partecipare alla Biennale del Gran Sasso 2026
La call invita artisti e artiste italiani e internazionali a confrontarsi con il tema della Soglia, concetto scelto dalla commissione artistica come chiave di lettura del paesaggio e delle trasformazioni sociali che attraversano le aree interne. Intesa come luogo di passaggio e di confine, la soglia diventa una metafora per riflettere sui rapporti tra comunità, territorio e contemporaneità. I progetti selezionati saranno sviluppati durante una residenza artistica prevista dall’1 al 17 settembre 2026 e dovranno dialogare direttamente con il contesto naturale e urbano del Gran Sasso, privilegiando approcci sostenibili e processi partecipativi.
Cinque progetti per immaginare il futuro delle aree interne dell’Abruzzo
Saranno selezionati fino a cinque progetti, sotto la supervisione curatoriale di Maurizio Coccia. Gli artisti scelti riceveranno un compenso di 1.500 euro (lordi), un budget di produzione fino a 800 euro, oltre a vitto, alloggio e supporto tecnico durante la residenza. Al centro della Biennale vi è l’idea che la cultura possa diventare uno strumento concreto di rigenerazione territoriale, contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree interne e a costruire nuove forme di relazione tra comunità locali, visitatori e paesaggio.
Open call Biennale del Gran Sasso 2026
Fino al 21 giugno 2026
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