In una vetrina di Napoli c’è un quadro che indaga il nostro modo di pensare alla guerra
Fino all’8 giugno Edicola480 ospita un’opera di Gabriele La Torre che tramite i soldatini giocattolo ragiona sul nostro rapporto con i conflitti di ieri e di oggi tra paura, spaesamento e ironia
Edicola480 è una vetrina affacciata sulla strada, inserita nel tessuto urbano di Napoli, aperta ai passanti a tutte le ore, che non richiede alcun biglietto, nessun appuntamento, né una decisione consapevole di entrare. Non è una galleria nel senso convenzionale del termine. Questo particolare formato – l’opera racchiusa dietro un vetro, accessibile a chiunque con uno sguardo – trasforma ogni incontro in qualcosa di casuale, quasi cinematografico. È un formato che trova risonanza in I Secondi Soldati di Gabriele La Torre (Palermo, 2003), un dipinto sulle cose che sono sempre lì, sempre visibili, che abbiamo semplicemente imparato a ignorare.

L’opera di Gabriele La Torre in mostra da Edicola480 a Napoli
Il direttore artistico Massimiliano Bastardo porta in mostra un olio su tela del pittore palermitano, la cui composizione risulta immediatamente leggibile e al tempo stesso inquietante: soldatini disposti su uno sfondo arancione fiammeggiante, alcuni in piedi in posizione di combattimento, altri già caduti. A destra, figure raffigurate in verde; a sinistra, altre in un beige pallido — due forze, apparentemente opposte. Eppure, nella parte inferiore della tela, un soldatino verde e uno beige stanno vicini, apparentemente mentre si salutano, facendo crollare la dicotomia tra nemico e alleato in qualcosa di più ambiguo e più umano.
La forza del colore nell’opera di Gabriele La Torre
Ciò che rende il dipinto davvero avvincente è proprio ciò che La Torre omette. Non c’è alcun paesaggio, nessun campo di battaglia identificabile – solo quell’arancione piatto e denso; non raffigura tanto un luogo specifico quanto una condizione: potrebbe essere terra bruciata, potrebbe essere la calda astrazione del fuoco, oppure potrebbe non essere affatto una geografia – uno spazio puramente interiore, il colore di un ricordo che non si riesce a collocare con precisione. Anche la prospettiva rifiuta la coerenza: un soldato è visto di profilo, un’altra figura caduta è vista dall’alto con un’angolazione che stravolge la logica spaziale; vi è un’occupazione simultanea di molteplici punti di vista. La scena non può essere risolta in un unico punto di osservazione, il che è proprio il punto: la guerra, sembra suggerire il dipinto, resiste a qualsiasi lettura stabile e autorevole.
Il significato dell’immagine di Gabriele La Torre a Napoli
I soldatini sono una scelta volutamente carica di significato. Si tratta di oggetti dell’infanzia, prodotti in serie e intercambiabili, concepiti per rendere il conflitto comprensibile e gestibile alle mani dei bambini. La Torre li traspone nella pittura senza addomesticarli ulteriormente; semmai, la superficie pittorica riattiva la loro violenza latente, spogliandoli dell’innocenza che questi oggetti di plastica fingevano di offrire. In un’epoca di guerre incessanti, l’opera si chiede silenziosamente quando inizi la normalizzazione – come la logica del conflitto venga assorbita, miniaturizzata, trasformata in gioco e tramandata. Le figure oscillano tra il gioco e il fantasma, i loro contorni morbidi e instabili, come se potessero dissolversi nuovamente nello sfondo arancione in qualsiasi momento.
Rappresentare la guerra oggi
Mi ritrovo a riflettere su come la guerra sia diventata una sorta di rumore di fondo – qualcosa che esiste, con assoluta certezza, altrove. Sappiamo che sta accadendo, ne vediamo le immagini ogni giorno, eppure ci giunge già filtrata, da una distanza di sicurezza. I Secondi Soldati individua l’origine di quella distanza non nell’età adulta o nei media, ma nell’infanzia stessa – nel giocattolo, nel gioco, nell’innocente simulazione della violenza. I soldati nel dipinto di La Torre sono già entrambe le cose allo stesso tempo: giocattoli e vittime, familiari e irrimediabilmente perduti. Quell’ambiguità non si risolve. Ti rimane dentro, come rimane un’immagine vagamente ricordata, molto tempo dopo essere andato via dalla vetrina.
Kush Jariwala
Napoli // fino all’8 giugno 2026
Gabriele La Torre. I secondi soldati
EDICOLA480, Via San Pasquale, 61
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