Guida alle mostre da vedere in Toscana per l’estate del 2026
Da Firenze a Capannori, da Siena a Pisa, fino a Pietrasanta, Grosseto e Santa Croce sull’Arno. Tanti gli appuntamenti da non perdersi nell’estate toscana
Molte sono le mostre che guardano alle collezioni, a testimoniare un territorio ricco e intenso. Ma ci sono anche maestri internazionali, come Hans Op de Beeck allo scompiglio o Georg Baselitz e Mark Rothko a Firenze, o collettive dedicati ad artisti mid-career come a Villa Rospigliosi e Piancastagnaio. Non manca la qualità delle proposte nell’estate in Toscana, con il cuore sempre rivolto al Rinascimento, ma lo sguardo proiettato verso il futuro. Ecco le mostre da vedere in Toscana nell’estate 2026!
Firenze – Museo Novecento, Georg Baselitz e Ottone Rosai
170 opere, tra dipinti, opere su carta e sculture, un focus importante sulla grafica, tre piani di mostra: La mostra Avanti! testimonia la vitalità che Georg Baselitz (Deutschbaselitz, Sassonia, 1938 – 2026) ha conservato fino ai suoi ultimi giorni. La antologica, che ha rappresentato un grande ritorno in Italia per il maestro, è stata infatti seguita con grande attenzione e presenza dall’artista stesso insieme a tutto il suo studio. Curata da Sergio Risaliti, anche direttore del museo, con Daniel Blau, figlio di Baselitz e anch’egli artista, la mostra offre l’occasione per ripercorrere in maniera poderosa i temi e l’evoluzione della sua pratica nello svolgimento delle sale, snodandosi nel tempo fino ad incontrarsi all’ultimo piano con la personale dedicata all’italiano Ottone Rosai, artista che Baselitz conobbe nei suoi giorni fiorentini e con il quale condivideva il senso dell’espressione.
Firenze // fino al 13 settembre 2026
Baselitz. Avanti!
MUSEO NOVECENTO – Piazza di Santa Maria Novella, 10
Firenze // fino al 4 ottobre 2026
Ottone Rosai. Poeta innanzitutto
MUSEO NOVECENTO – Piazza di Santa Maria Novella, 10

Firenze – Palazzo Strozzi, Mark Rothko
C’è tempo ancora fino al 23 agosto per visitare a Palazzo Strozzi a Firenze la grande mostra dedicata al pittore americano Mark Rothko, curata dal figlio Christopher con Elena Geuna. Rothko a Firenze si estende inoltre nel Museo di San Marco e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, configurandosi tra le esposizioni più ampie di sempre dedicate al maestro americano, mettendo la sua opera in dialogo con Beato Angelico e Michelangelo, maestri che peraltro aveva ammirato nei suoi viaggi in Italia. Un grande progetto che si snoda attraverso 70 opere – dai primi esperimenti negli Anni Trenta, passando ai Multiforms, fino all’ultimo periodo – e imponenti prestiti internazionali da importanti istituzioni quali il Museum of Modern Art o il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi, tra gli altri. Completa l’offerta Canto Infinito, terza mostra presentata da Palazzo Strozzi nell’ambito della project space inaugurata lo scorso maggio 2025 con l’opera di Giulia Cenci e l’obiettivo di dare voce agli emergenti in dialogo con i maestri. Questa volta con la personale dell’artista scultore francese Jean-Marie Appriou, nato a Brest, in Francia, nel 1986, e le sue poderose installazioni in dialogo costante con l’arte e la letteratura italiana.
Firenze // fino al 23 agosto 2026
Rothko a Firenze
PALAZZO STROZZI – Piazza degli Strozzi

Firenze – Forte Belvedere, Paolo Canevari e Marino Marini
Il Dramma in quattro atti orchestrato da Sergio Risaliti per il Forte Belvedere di Firenze è andato in scena già due volte. A inaugurarlo sono stati infatti Paolo Canevari con God year e Marino Marini con No Heroes. Il primo è presente, al primo piano della Palazzina, con la sua mostra personale che utilizza materiali industriali e stereotipi per affrontare di petto torsioni e preoccupazioni del nostro presente, senza tirarsi indietro rispetto a questioni politiche cogenti, instaurando un dialogo complesso con il secondo e le cinque sculture in bronzo selezionate dal curatore. Completeranno da settembre il progetto gli interventi di Per Barclay e Friedrich Andreoni, attraversando la storia e le generazioni.
Firenze // fino al 16 ottobre 2026
Drama: four acts
FORTE BELVEDERE

Firenze – MAD: Murate Art District, Florence Calling
Musica, stile, costume, moda, società, letteratura sono protagoniste della mostra Florence calling che documenta gli Anni Ottanta fiorentini grazie alla curatela di Valentina Gentini e Bruno Casini, per cinque anni manager dei Litfiba. E infatti, naturalmente, i riferimenti alla band non possono mancare, come ai libri di Pier Vittorio Tondelli, l’omaggio all’indimenticato Giancarlo Cauteruccio, Controradio, lo Studio Krypton e così via, celebrando il Rinascimento Rock della città toscana e la sua musica.
Firenze // fino al 20 settembre 2026
Florence Calling
MAD: Murate Art District – Piazza delle Murate

Firenze – Palazzo Medici Riccardi, Far d’una pulce un cavallo
In principio le artiste hanno percorso la Toscana per un ciclo di residenze abitando non solo Firenze ma anche i comuni di Capannori, Cavriglia, Montelupo Fiorentino e Saggiano, in un progetto promosso da Fondazione MUS.E e con alle redini Museo Novecento e MAD Murate Art District. I risultati del loro lavoro durato sei mesi sono oggi esposti alla Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi nella mostra Far d’una pulce un cavallo a cura di Massimiliano Bastardo.
Marta Brambilla espone sculture precarie di bastoni in fertilizzante e isomalto destinati a consumarsi con l’umidità. Anna Costantino isola i motivi decorativi della ceramica tradizionale per trasformarli in un codice alfabetico tridimensionale. L’installazione site-specific di Arianna D’Alterio Bosio intreccia materiali d’archivio locali per indagare la memoria del territorio di Cavriglia. Camilla Dalmazio propone forme ibride in ceramica e un cortometraggio che rileggono la rabdomanzia come ascolto del paesaggio. Ginevra Florita Mazzoni utilizza un camion vela privato di pubblicità per far riflettere sui processi di narrazione territoriale. L’installazione aperta di Irene Lombardi unisce tubi, ceramica e performance per esplorare le reti di relazioni e di convivenza. Infine, Irene Mattarolo disturba le frequenze commerciali radiofoniche tramite field recording, mentre Elisa Pietracito intreccia terra rossa, vetro e foglie per ridefinire il rapporto tra forma e decorazione ceramica.
Firenze // fino al 3 agosto 2026
Far d’una pulce un cavallo
PALAZZO MEDICI RICCARDI – Via Cavour, 3

San Giovanni Valdarno – Casa Masaccio, Skyler Chen
La prima mostra italiana dell’artista taiwanese Skyler Chen (Kaohsiung, 1982) è cura di Marta Papini e si intitola Imitation of Life, come un film di Douglas Kirk o un vecchio album dei REM. “Il tema del passing – il tentativo di aderire a un’identità socialmente accettabile a costo di rinunciare alla propria – è una chiave di lettura importante per comprendere tutto il lavoro di Skyler Chen, che, attingendo dalla propria biografia, nei suoi dipinti esplora l’esperienza di una persona queer proveniente da una cultura fortemente eteronormata e discriminatoria”, spiegano gli organizzatori. Questa imitazione della vita avviene attraverso il confronto con la rilettura dell’arte rinascimentale, croce e delizia del territorio in cui si svolge la mostra, nel luogo dove la cultura bianca ed eterosessuale è nata, mescolando biografia, classicismo, dramma e vita moderna nella pittura dell’artista.
San Giovanni Valdarno // fino al 20 settembre 2026
Skyler Chen – Imitation of Life
CASA MASACCIO – Corso Italia, 83

Santa Croce sull’Arno – Villa Pacchiani, Opere dalla Collezione Pieroni-Stiefelmeier
Che cos’è il contemporaneo lo sanno bene Dora Stiefelmeier e Mario Pieroni che con Zerynthia e RAM – Radio Arte Mobile hanno attraversato un’epoca, comprendendola e partecipandovi attivamente. A Santa Croce sull’Arno negli spazi di Villa Pacchiani sono in mostra oggi le opere della loro collezione, in un progetto a cura di Alessandro Cocchieri, in un progetto che riflette la natura processuale del loro percorso attraverso i lavori di artisti come Carla Accardi, Jimmie Durham, Miroslaw Balka, Vito Acconci, Bizhan Bassiri, Gianfranco Baruchello, tra gli altri. Un progetto che mette in luce il tema della collezione come corpo vivo, ma anche che sottolinea come collezionare possa essere militanza, partecipazione e frutto di una vita insieme.
Santa Croce sull’Arno // fino al 27 settembre 2026
Opere della collezione Pieroni – Stiefelmeier
VILLA PACCHIANI – Piazza Pier Paolo Pasolini

Volterra – Kalpa Art Gallery, Indentations of Memory
È in corso da Kalpa, la mostra personale di Janine Thüngen-Reichenbach, artista tedesca residente tra Venezia e Roma. Il percorso espositivo mette in dialogo la forza del bronzo con la delicata leggerezza della carta washi, offrendo una straordinaria sinergia di forme e materiali. L’artista ha vissuto ad Anversa, New York, Mosca e Parigi. Ha lavorato a fianco di Karl Lagerfeld e operato come scenografa e costumista in tutto il mondo. “Si può incidere la memoria del tempo?”, chiedono gli organizzatori. “Nel lavoro di Thüngen-Reichenbach l’eco degli anni che scorrono è impressa per sempre e crea un legame continuo e tangibile tra passato e futuro. Attraverso la pratica multidisciplinare dell’artista, i concetti di movimento e immobilità si fondono in un unico oggetto d’arte, frutto della sua ricerca negli ambiti scientifici che esplorano lo spazio-tempo e il vuoto attraverso le lenti sia della fisica che della filosofia orientale.”
Volterra // fino al 30 agosto 2026
Indentations of Memory. Janine Thüngen-Reichenbach
KALPA ART GALLERY – Via Porta dell’Arco, 22-24

Celle – Fondazione Gori, In stato di fluttuazione
Sviluppandosi negli spazi del Pomario e della Limonaia di Villa Celle, la mostra In stato di fluttuazione nasce in conseguenza alla residenza del progetto COABITAZIONI: Arte, Paesaggio e Comunità. Il tempo delle cose. Persone, suoni, paesaggi, con la direzione artistica di Pietro Gaglianò. Otto artisti e 2 curatori hanno lavorato e vissuto a partire da febbraio negli spazi della Fattoria di Celle, in dialogo con la sua realtà, la collezione e con il paesaggio che la circonda. Nasce in conseguenza a questa esperienza il percorso espositivo che ha coinvolto Nicolò Andreatta, Marta Cornacchia, Silvia Cotugno, Laura Angela Gelsomini, Alessia Lastella, Davide Mariani, Roberto Orlando e Angelica Picco, e i curatori Giulia Giacomelli e Lorenzo Vanda. Parafrasando i Passages di Benjamin il titolo richiama all’idea di una collezione come dispositivo in grado di innescare relazioni e come organismo vivo continuamente trasformabile. Il rapporto e l’osservazione della collezione e con la natura, gli scritti di Adalgisa Lugli, il paesaggio costituiscono da punti di partenza per l’esperienza degli artisti e delle loro opere.
Celle // fino al 26 settembre 2026
In stato di fluttuazione
FONDAZIONE GORI – Via Montalese, 7d
Prato – Centro Pecci, Verita Monselles e Carlo Palli
A cura di Alessandra Acocella, Michele Bertolino, Monica Gallai, il Pecci dedica a Verita Monselles (Buenos Aires, 1929–Firenze, 2004) la prima mostra personale e retrospettiva in Italia, seguendo un filo che valorizza anche le eccellenze che hanno abitato il territorio toscano. Fotografa femminista, Monselles si muove tra la fotografia di documentazione dell’arte e del teatro, l’editoria e l’immagine intesa come rispecchiamento volto ad emancipare il corpo della donna da stereotipi femminili. Il tema della collezione è ripreso anche al Pecci con la mostra Rotte. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli, con items selezionati da un corpus notevole che spazia da Fluxus alla Poesia Visiva.
Prato // fino al 30 agosto 2026
Verita Monselles. Carnale
CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI – Via della Repubblica, 277
Prato// fino al 1 novembre
Rotte. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli
CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI – Via della Repubblica, 277

Prato – Villa Rospigliosi, Promemoria personale (ad uso pubblico)
27 artisti, sotto la curatela di Saretto Cincinelli, animano in dialogo reciproco gli spazi di Villa Rospigliosi, in una mostra che si è svolta in più atti. Il loro profilo è generazionale, mettendo insieme artisti che si sono distinti dagli Anni Novanta ad oggi, con provenienza o adozione toscana e che quindi mantengono un legame fortissimo anche con il territorio. Tra questi Luca Lupi, Francesco Carone, Chiara Bettazzi, Davide Rivalta, Michelangelo Consani, Sandra Tomboloni solo per fare qualche nome della terza tappa all’interno di un progetto espositivo che muta forma, muovendosi attraverso i linguaggi della contemporaneità.
Prato // fino al 30 settembre 2026
Promemoria personale (ad uso pubblico)
VILLA ROSPIGLIOSI – Via Firenze, 83

Cortona – sedi varie, Cortona On The Move
La 16ª edizione di Cortona On The Move (16 luglio – 1° novembre 2026), intitolata Beautiful Country e diretta da Renata Ferri, propone 33 mostre che indagano l’Italia contemporanea sospesa tra memoria, identità e mutamenti sociali. Il percorso espositivo offre una pluralità di sguardi: dalle committenze collettive sul paesaggio (Peninsula) alle architetture vuote e contemplative di Candida Höfer, fino alle rivisitazioni storiche della Campagna Romana di Sternfeld. Le periferie urbane e i territori marginali sono esplorati attraverso i collage di Botto&Bruno e il dialogo in bianco e nero su Milano di Basilico e Leonardo. La narrazione geopolitica e antropologica spazia tra la critica satirica di Realpolitik, le provocatorie performance napoletane di Kourtney Roy e i rituali identitari isolani documentati da Alys Tomlinson. Non mancano riflessioni sulle emergenze globali, come l’overtourism di Toscano, la crisi climatica di Groundswell e i flussi migratori di Io sono confine, affiancati da installazioni immersive e sperimentali quali le Cosmogonie di Biasiucci e le interazioni digitali di Federica Sasso.
Cortona // fino al 1 novembre 2026
Beautiful Country
SEDI VARIE

Pisa – Palazzo Blu, i fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra ‘800 e ‘900
Palazzo Blu ospita una grande mostra dedicata a Francesco e Luigi Gioli, due protagonisti assoluti dell’arte toscana a cavallo tra il XIX e il XX secolo, capaci di rinnovare profondamente la tradizione visiva del territorio. L’esposizione offre anche un ampio sguardo sulla produzione pittorica pisana di quel periodo. La mostra, curata da Stefano Renzoni (con una sezione di disegni curata da Bianca Cerrina Feroni) raccoglie 105 dipinti dei fratelli Gioli e di altri importanti artisti coevi, affiancati da una preziosa collezione di disegni. L’obiettivo è duplice: da una parte restituire ai due maestri pisani il loro ruolo di primo piano nell’evoluzione dell’arte locale, offrendo una nuova prospettiva sul movimento post-macchiaiolo di cui sono stati esponenti di spicco. Dall’altra, tracciare un panorama ricco e originale dei pittori attivi a Pisa tra Otto e Novecento, evidenziando l’impatto della loro arte sulla cultura della città.
Pisa // fino al 6 settembre 2026
I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra ‘800 e ‘900
PALAZZO BLU – Lungarno Gambacorti, 9

Lucca – Complesso di San Micheletto, Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt
Elisa Bonaparte Baciocchi (1777–1820) e Mimì Pecci Blunt (1885–1971) sono state due grandi protagoniste e, a dispetto degli anni che le separano, hanno condiviso la stessa visione su come valorizzare una dimora storica. Questo il tema sviluppato dall’associazione Napoleone ed Elisa grazie alle ricerche condotte dal 2022 all’interno dell’Archivio “Grönberg – Villa Reale di Marlia”. A cura di Roberta Martinelli, la mostra parte da quindici lettere ritrovate di cui dieci scritte interamente di pugno da Elisa Bonaparte, indirizzate a figure come il fratello Luciano e Madame Campan. Queste preziose lettere inedite diventano così la voce narrante di un percorso espositivo che intreccia indagine storica e passioni di due grandi donne del passato.
Lucca // fino al 16 agosto 2026
Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una Villa
COMPLESSO DI SAN MICHELETTO (Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca) – Via S. Micheletto, 3

Capannori – Accademia dello Scompiglio, Hans Op de Beeck
L’Associazione Culturale Dello Scompiglio ospita Danse Macabre, la mostra personale dell’artista belga Hans Op de Beeck, a cura di Angel Moya Garcia. Due opere principali, l’installazione site-specific che dà il titolo alla mostra e che rappresentaun parco notturno in bianco e nero che conduce a una giostra monocroma grigia a grandezza naturale. Popolata da scheletri e oggetti cristallizzati nel tempo, la giostra diventa una metafora malinconica della condizione umana e un moderno memento mori. Inoltre, il film d’animazione Vanishing Point, un’opera che invita lo spettatore a perdersi in uno stato di contemplazione e atemporalità, esplorando il confine tra il concreto e l’ignoto.
Capannori // fino al 25 ottobre 2026
Hans Op de Beeck. Dance Macabre
TENUTA DELLO SCOMPIGLIO – Via di Vorno

Pietrasanta – Arte BVLG, Per eccesso di assenza
Si svolge negli spazi di ARTE BVLG della Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana la mostra “Per eccesso di assenza”, con protagonista Camilla Gurgone (Lucca, 1997) L’esposizione è curata da Matteo Scabeni all’interno del programma “Futuri Emergenti Italiani” del Gruppo BCC Iccrea. La ricerca di Gurgone indaga il ruolo dell’immagine contemporanea e il concetto di tempo. In mostra, stampe termiche effimere, installazioni, sculture e ceramiche poetiche. Gurgone è stata inserita da Forbes Italia nella classifica “100 Under 30” del 2025.
Pietrasanta // fino al 26 luglio 2026
Camilla Gurgone. Per eccesso di assenza
ARTE BVLG – Via del Marzocco, 67 e Via Mazzini, 80

Pietrasanta – Galleria Susanna Orlando, Essere Mare tra gli ossi di seppia
Il richiamo a Montale è immediato, ai suoi Ossi di Seppia in questa mostracurata da Beatrice Audrito e Susanna Orlando che indaga l’atmosfera e il paesaggio della Versilia come sorgente di ispirazione artistica e, al contempo, come imprinting che ha guidato l’attività collezionistica e curatoriale della Orlando nei suoi cinquant’anni di carriera. Il percorso espositivo unisce ai paesaggi della Versilia grandi protagonisti del secolo scorso – tra cui Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Massimo Campigli, Ottone Rosai, Mino Maccari, Arturo Dazzi, Renato Guttuso, Lorenzo Viani e Marino Marini – e voci più contemporanee come Ruggero Savinio, Carlo Mattioli, Aldo Mondino, Piero Gilardi, Giuseppe Biagi e Guido Borgianni. Un dialogo serrato che rispecchia lo sguardo colto e appassionato della promotrice e curatrice di questa mostra.
Pietrasanta // fino al 18 luglio 2026
Essere mare tra gli ossi di seppia
GALLERIA SUSANNA ORLANDO – Via Stagi, 12
Piancastagnaio – Davide Rivalta + Osservatorio: mormorii
Il borgo di Piancastagnaio ospita cinque lupi di Davide Rivalta, una installazione diffusa a cura di Antonella Nicola in collaborazione con Mirco Marino. Le opere di Rivalta non nascono come elementi decorativi, ma come presenze vive inserite direttamente a terra, senza piedistallo, per favorire un incontro diretto con il pubblico e stimolare una riflessione sul legame profondo tra uomo, natura e “selvatico”. La mostra coincide con un periodo di grande visibilità per l’artista bolognese, con progetti a Stoccolma e Riyadh. In concomitanza è possibile visitare anche (fino al 31 agosto) Osservatorio: mormorii negli spazi della Rocca Aldobrandesca con opere di Francesca Banchelli, Francesco Carone, Rä di Martino e Namsal Siedlecki a cura di Mirco Marino in collaborazione con Antonella Nicola.
Piancastagnaio // fino al 31 dicembre 2026
Davide Rivalta. Wild
Piancastagnaio // fino al 31 agosto
Osservatorio: mormorii
ROCCA ALDOBRANDESCA – Piazza Castello

Siena – Palazzo delle Papesse, Abitare il Rinascimento
Allestita all’interno di Palazzo delle Papesse — storica residenza del Rinascimento che appartenne a Caterina Piccolomini, sorella del Pontefice Pio II —, l’esposizione racconta l’intensa e ricca stagione dell’arte domestica fiorita a Siena tra il Quattrocento e il Cinquecento. Attraverso una selezione di oltre ottanta pezzi, tra cui spiccano elementi d’arredo come cassoni, spalliere, letti, testate, tessuti pregiati e oggettistica quotidiana, il percorso espositivo vuole fare luce sulla varietà e sulla raffinatezza di una produzione artistica pensata specificamente per abbellire e impreziosire le dimore private dell’epoca.
Siena // fino al 1° novembre 2026
Abitare il rinascimento
PALAZZO DELLE PAPESSE – Via di Città, 126
Siena – Santa Maria della Scala, Valter Boj e Luca Molinari
Presso i Magazzini della Corticella del Santa Maria della Scala si svolge la mostra – Omaggio dedicata alla ceramica di Valter Boj (1959 – 2022) a cura di Carlo Pizzichini. Dalla Sardegna Boj dialoga con Albisola Superiore, costruendo un linguaggio del tutto inedito intorno alla ceramica che mette al centro il colore blu, anzi il cosiddetto Blu Boj in rapporto intenso al bianco, al mare all’orizzonte. La storia del Santa Maria della Scala e delle sue architetture è invece raccontata nella mostra Architetture, progetti, visioni a cura di Luca Molinari Studio, che registra la storia del luogo e le grandi potenzialità per il futuro attraverso disegni, documenti e materiali, in una conversazione aperta con la città.
Siena // fino al 30 luglio 2026
Nel blu dipinto di blu. Omaggio alla ceramica di Valter Boj (1959 – 2022)
COMPLESSO DI SANTA MARIA DELLA SCALA – Piazza del Duomo, 1
Siena // fino al 27 settembre 2026
Architetture, progetti, visioni
COMPLESSO DI SANTA MARIA DELLA SCALA – Piazza del Duomo, 1

Colle di Val d’Elsa – UMoCA, Sotto gli Archi del tempo
Sotto gli Archi del Tempo è il percorso espositivo firmato da Leandro Erlich. L’artista argentino, molto noto nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, porta la sua visione negli spazi dell’UMoCA (Under Museum of Contemporary Art), situato sotto il Ponte di San Francesco. L’evento nasce da un’idea dell’Associazione Arte Continua, che ne cura anche l’organizzazione. Il cuore della mostra si sviluppa attraverso tre installazioni site-specific collocate proprio all’interno delle arcate del ponte. In questo scenario, la sabbia viene utilizzata come materia prima e metaforica per stimolare una riflessione profonda sul trascorrere del tempo, sul valore dei ricordi e sulla vulnerabilità dei nostri beni culturali.
Colle di Val d’Elsa // fino a ottobre 2026
Sotto gli Archi del Tempo. Leandro Erlich
UMoCA – Ponte di San Francesco

San Gimignano – Galleria Continua, Anthony Gormley
Il corpo è da sempre stato al centro della riflessione artistica di Gormley. Lontano dalla ritrattistica e dalla semplice rappresentazione narrativa, il corpo di Gormley indaga l’immedesimazione reciproca che avviene tra l’opera e l’osservatore, diventa un luogo di trasformazione in cui sensazioni ed emozioni si sovrappongono. L’artista intende la corporeità come oggetto da contenere e contenitore stesso, dando vita ad un intenso dialogo tra esterno ed interno. È una ricerca costante sulla condizione interna del corpo e interiore dell’essere umano che coinvolge in ultima analisi la sfera effimera delle emozioni. Nello spazio di Galleria Continua di San Gimignano, il percorso espositivo di What holds us prende vita con la presenza di tre Blockworks, ovvero opere in basalto di grandi dimensioni che attraverso la relazione con l’edificio intendono invertire il ruolo della cariatide, inaugurando un percorso entusiasmante che fino al 13 settembre fa dialogare grande arte e architettura.
San Gimignano // fino al 13 settembre 2026
Anthony Gormley. What holds us
GALLERIA CONTINUA – Via del Castello, 11

Grosseto – Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Design Funzione Arte
Il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma (MAAM) di Grosseto ospita la mostra inaugurale della terza edizione di Design Funzione Arte, ideato dal designer Alessandro Corina. Il progetto espositivo vede Corina in veste di curatore impegnato in una collaborazione con Bosa Ceramiche e il regista Virgilio Villoresi (che ha realizzato un film in stop motion che rappresenta l’anima trasformativa di Design Funzione Arte). La manifestazione offre un’indagine sul legame tra intuizione visiva e perizia artigianale attraverso epoche e registri espressivi differenti. Il percorso creativo che tramuta l’idea astratta in un oggetto concreto, unendo utilità e valore artistico si manifesta creando un ponte temporale millenario, mettendo in comunicazione i reperti archeologici del museo con le tendenze del design moderno (le ceramiche di Elena Salmistraro, Pepa Reverter, Matteo Cibic e Jaime Hayon), per evidenziare come l’umanità abbia da sempre unito bellezza e funzionalità negli oggetti di uso comune.
Grosseto // fino al 30 settembre 2026
Design Funzione Arte
MUSEO ARCHEOLOGICO E D’ARTE DELLA MAREMMA (MAAM) – Piazza Baccarini, 3
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati