A Milano c’è una mostra dove il colore affascina perché è mistico e mutevole
Fino al 23 maggio la galleria Christian Stein, con una scelta raffinata e spirituale, presenta i lavori di Jason Martin, grandi tavole in velluto e alluminio cariche di simbolismi, emozioni e riferimenti colti
Come un campo di grano cambia continuamente aspetto durante il giorno, così le opere di Jason Martin (Jersey, 1970). Come il vento spazza le spighe mutandone il colore e l’inclinazione, così il pennello dell’artista che incide lo spesso strato di colore sulla tela crea risultati sorprendentemente inediti, a partire dalle tinte. È questa l’immagine che restituisce al pubblico il curatore Sergio Risaliti, commentando la seconda mostra – successiva al primo progetto del 2023 – dell’artista britannico. Per l’occasione, otto nuove grandi opere riempiono di colore e passione per il dipingere la sala espositiva di Palazzo Cicogna, da Christian Stein a Milano, regalando un’esperienza cromatica intensa, che difficilmente abbandona la retina degli occhi di chi la ammira.

Jason Martin e i suoi profondi cromatismi
Pochi artisti paiono determinati nel loro cursus pittorico come Jason Martin. La sua strada artistica finora si è dimostrata piuttosto rettilinea: un lungo procedere nella pittura caratterizzato da un amore intenso per questo medium. Un amore che si riflette nella profondità che si racchiude in ogni tela, frutto di una lunga meditazione su ogni suo aspetto: dalla texture, al colore. Quest’ultimo, nella sfumatura esatta che l’artista decide di far assumer al prodotto finale, è una peculiarità chiave in ogni opera, colmo di significato anche nel nome in cui la tinta è definita. Tutt’altro che monocromi, i suoi lavori parietali possiedono piuttosto la ricchezza di sfumature che si potrebbe ritrovare nelle melodie del grande Johann Sebastian Bach: un repertorio di arie apparentemente simili, ma in cui tonalità e variazioni sono un proliferare continuo.

Le variazioni pittoriche di Jason Martin da Christian Stein a Milano
Ed è proprio a partire dalle variazioni musicali di Bach che si può approcciare questa nuova sua mostra milanese. È cercando di cogliere le sfumature – pittoriche e semantiche – che è possibile entrare nel merito delle opere che ha dipinto per l’esposizione. Ad animare le superfici è un continuo cambiamento di colore, che si unisce a screpolature, incisioni, solchi e vibrazioni di pennello. La nostra percezione si fa cogliere dal ritmo incalzante di quelle mille variazioni e le segue, rimanendone completamente immersa, quasi stordita. È così che la galleria si trasforma in un ambiente polisensoriale, in cui agli stimoli visivi si aggiungono quelli olfattivi, con l’odore pungente dell’olio ancora fresco che inebria man mano che il tempo scorre.

Le opere di Jason Martin tra colore e mitologia
Le opere di Jason Martin non sono solo colore e superficie. Dietro ciascuna creazione, dietro ciascun colore – ed è il titolo già a suggerirlo – c’è un universo di riflessione e studioprofondo. Estetica, razionalità ed emozione sono gli ingredienti che si fondono a creare orizzonti di significato mitologico e spirituale, condensati, in ultima istanza, nel colore finale e nel relativo nome. Vertex, Virgo, Centauri, Aletheia: rimandi all’Antica Grecia, al fascino del mito della purezza ancestrale delle divinità, fino ai valori fondanti della cultura classica e occidentale nel suo complesso. Fil rouge di tutta la mostra è il fondo emotivo e spirituale alla base di ogni opera. Un’emozione densa come l’impasto cromatico steso sull’alluminio attraverso un’azione pittorica che assume a tratti caratteri performativi. Come una danza propiziatoria volta a stimolare il massimo splendore dei pigmenti.
Emma Sedini
Milano // fino al 23 maggio 2025
Jason Martin. Vertex
CHRISTIAN STEIN – Corso Monforte, 23
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