Due grandi studi di architettura puntano a rivoluzionare Roma nei prossimi 25 anni

Il progetto guidato da IT’S e OMA immagina una capitale policentrica, sostenibile e costruita sul riuso. Tra i collaboratori della proposta vincitrice anche Artribune, coinvolta nei processi di comunicazione, partecipazione ed arte pubblica

È Roma Continua il progetto vincitore del concorso internazionale di idee Vision for Rome, promosso dalla Fondazione Roma REgeneration per individuare nuove strategie per il futuro della Capitale e presentato all’Auditorium della Tecnica di Confindustria durante il secondo ROMA REgeneration FORUM. Il team multidisciplinare guidato dagli studi d’architettura e urban planning IT’S (italiano) e OMA (olandese) ha illustrato una proposta che punta a ripensare Roma nei prossimi venticinque anni attraverso un cambio di paradigma urbanistico, sociale e culturale.

Il progetto “Roma Continua” immagina Roma

Al centro di Roma Continua c’è l’idea di una città intesa come un ecosistema vivente, capace di evolversi attraverso processi di ricalibrazione, riuso e rigenerazione. Il progetto si fonda su cinque principi guida: cura, bellezza, conoscenza, movimento, riuso e innesto, che si traducono in una serie di interventi diffusi. Seguendo un’interpretazione del paesaggio come un’infrastruttura ecologica e sociale generativa, vengono definiti cinque corridoi verdi, ancorati al Tevere e ai suoi affluenti lungo i quali si innestano i “Fori dell’innovazione” a formare un anello continuo che facilita e supporta una rete di mobilita’ dolce: le difficoltà infrastrutturali di Roma, che ha un nucleo storico ultra-denso e una periferia estesa, migrano un sistema di mobilità leggibile e continua.

La cultura al centro di “Roma Continua”

Particolare attenzione viene riservata al tema della conoscenza e della produzione culturale. Cinque poli strategici distribuiti nei quartieri della città dovrebbero mettere in relazione università, startup e imprese, favorendo nuovi modelli di collaborazione e sviluppo economico. Non solo: il progetto propone di alleggerire anche la pressione turistica sul centro storico attraverso nuovi itinerari e destinazioni culturali diffuse, messe in comunicazione da infrastrutture ferroviarie e sistemi di mobilità sostenibile.

Le professionalità coinvolte nel progetto “Roma Continua”

A distinguere Roma Continua è anche la composizione del gruppo di lavoro, che riunisce diverse figure professionali: LGSMA e OKRA dedicate al paesaggio, NET Engineering focalizzata sulla mobilità e Open Impact per l’analisi degli impatti. A loro si aggiungono Artelia Italia per la sostenibilità ambientale del progetto, Costanza Profumo in qualità di management culturale, e Fiamma Montezemolo, Davide Marino, Elena Granata e Margherita Erbani, che accrescono l’attenzione sull’antropologia, l’economia, la consulenza urbanistica e architettonica. Tra i collaboratori del progetto c’è anche Artribune, coinvolta nelle attività di comunicazione, partecipazione e sull’arte pubblica. “Ridefinire Roma come una città in cui la bellezza non sia confinata ai monumenti, ma diventi un valore civico attivo e collettivo, integrato nei paesaggi, nei quartieri e negli spazi pubblici. Una bellezza capace di generare forme inedite di appartenenza culturale, sociale ed ambientale”, ha riassunto Profumo.

Roma come città contemporanea

“Il nostro progetto visionario mette radicalmente in discussione il significato stesso della crescita per una città contemporanea profondamente plasmata dalla storia, dalla cultura e dal potere”, spiega David Gianotten, managing partner di OMA. “Siamo estremamente onorati di aver collaborato con un team globale e interdisciplinare per tradurre competenze diverse in una visione unitaria: una visione che offre un modello per aggiungere nuovi livelli capaci di promuovere sostenibilità sociale, ambientale ed economica, preservando al contempo l’identità, favorendo la trasformazione e incoraggiando l’innovazione. Attraverso il riallineamento di infrastrutture, natura e riuso, puntiamo a creare le condizioni affinché Roma possa continuare a evolversi secondo le proprie dinamiche nei prossimi 25 anni”.

Un modo diverso di vedere Roma

Con questo programma cambia il modo stesso di vedere la città: “Non semplicemente come una città di strade e monumenti, ma come una metropoli paesaggistica modellata da fiumi, valli, terre fertili e sistemi ecologici. La nostra proposta si basa su ciò che già esiste – il paesaggio di Roma come fondamento, con programmi innovativi nei nodi della mobilità intelligente come catalizzatori del cambiamento”, dice Martin Knuijt, partner di OKRA. “Questi interventi sono pensati per creare una città più sana, riconnettendo le aree frammentate e valorizzando le qualità intrinseche della città. Roma Continua non è un progetto definitivo, ma una strategia adattabile a lungo termine, costruita attraverso una stretta collaborazione interdisciplinare”. Anche perché, ha aggiunto Luca Calisi, co-founder di Open Impact, “Roma non è una città che può essere semplicemente ridisegnata. Deve essere letta, ascoltata e accompagnata nella sua capacità di continuare a trasformarsi restando profondamente sé stessa”.

La mobilità come motore di trasformazione urbana e di equality

Quella proposta è “una visione integrata della città, in cui la mobilità non è semplicemente un’infrastruttura, ma un motore di trasformazione urbana. Il nostro contributo si fonda su una profonda comprensione delle fragilità strutturali di Roma e sull’ambizione di ristabilire continuità laddove oggi prevalgono frammentazione, separazione e disuguaglianze nell’accessibilità, partendo dagli assunti del PUMS come base concreta e realistica”, ha precisato Giovanni Acciaro, Mobility Technical Director NET Engineering. “Lavorando sull’idea di un nuovo corridoio anulare del trasporto pubblico, sui cinque Smart Hub come nodi strategici della mobilità e sulle connessioni di quartiere a scala regionale, urbana e locale, il progetto propone un nuovo modo di leggere e modellare la città: più accessibile, più equa e più leggibile. Un approccio che utilizza le infrastrutture della mobilità per migliorare la qualità urbana, ridistribuire le opportunità e costruire una Roma più connessa e inclusiva”. In questo modo rigenerazione urbana è “davvero significativa quando ricuce spazi e comunità, apre l’accesso a opportunità e servizi, e trasforma asset sottoutilizzati in luoghi capaci di generare vita, relazioni e valore pubblico” , come aggiunto da Arianna Brestuglia, urbanista e consulente per progetti di rigenerazione urbana di Open Impact.

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