I Musei di Verona hanno un nuovo direttore. “Questa città può diventare un laboratorio culturale”, dice Lorenzo Balbi
Dal 2017 alla guida del MamBO di Bologna, lo storico dell’arte e curatore torinese si appresta ad arrivare per la prima volta a Verona, alla direzione di uno dei sistemi museali più articolati d’Italia. L’incarico da settembre 2026, per rilanciare il circuito sul piano internazionale e farne un luogo di produzione e partecipazione culturale
Entrerà in carica a partire da settembre 2026, alla guida dei Musei di Verona, Lorenzo Balbi, appena nominato Direttore del circuito museale civico che comprende l’Arena di Verona, la Casa di Giulietta, il Museo Archeologico al Teatro Romano, il Museo Civico di Storia naturale, il Museo degli Affreschi di G. B. Cavalcaselle, il Museo di Castelvecchio, il Museo Lapidario Maffeiano e la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Il profilo di Balbi, da quasi dieci anni alla direzione del MAMbo di Bologna, è risultato il più coerente con gli obiettivi strategici della Direzione Musei, che punta a rilanciare il sistema museale veronese, rafforzando il ruolo degli istituti che riunisce come luoghi di produzione culturale, partecipazione civica e dialogo internazionale.
Il futuro dei Musei di Verona con Lorenzo Balbi
Per questo, la selezione avviata dal Comune richiedeva ai candidati solida esperienza in ruoli di alta responsabilità in ambito museale o culturale, maturata in contesti pubblici o privati, unitamente a una buona conoscenza delle normative nazionali ed europee sui beni culturali e delle procedure amministrative della pubblica amministrazione. Sul piano gestionale, Balbi sarà chiamato a guidare un sistema museale articolato in più sedi, coordinandone le attività in modo integrato e garantendo un’offerta culturale qualificata, capace di attrarre sia i residenti sia i flussi turistici, con attenzione a distribuirli in modo equilibrato tra i diversi istituti. Avrà inoltre il compito di sviluppare partnership con istituzioni culturali di rilevanza internazionale, favorendo scambi, mostre congiunte e progetti scientifici di alto profilo. Non ultimo, per garantire la sostenibilità economica dei Musei civici, il nuovo direttore sarà chiamato a costruire e mantenere rapporti strategici con fondazioni, imprese, enti pubblici e con la comunità locale, promuovendo forme innovative di finanziamento e partenariato. Ma a Balbi si chiede anche di guidare il processo di riforma della governance museale, per conferire ai musei civici maggiore autonomia gestionale e decisionale, con un coinvolgimento più strutturato dei soggetti privati.
Lorenzo Balbi alla direzione dei Musei di Verona. Il profilo e la carriera
“Accolgo questo incarico con grande onore” spiega Balbi “e con un forte senso di responsabilità. Desidero ringraziare il Sindaco Damiano Tommasi, la commissione, il Comune di Verona per la fiducia accordatami. La possibilità di dirigere un sistema museale così ricco, complesso e stratificato rappresenta per me una sfida importante e un’opportunità straordinaria di mettere a disposizione l’esperienza maturata negli anni tra Torino e Bologna, in dialogo con istituzioni, artisti, artiste, curatori, curatrici e comunità diverse”.
Nato a Rivoli (Torino) nel 1982, Balbi guida dal 2017 il MAMbo (a lui si deve l’idea del Nuovo Forno del Pane, nato nel 2022), ma a Bologna è anche responsabile dell’Area Arte Moderna e Contemporanea del Settore Musei Civici. In precedenza, dal 2006 al 2017, è stato curatore della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, e dal 2002 è presidente di AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. Dal 2018 è anche direttore artistico di ART CITY Bologna, in occasione di Arte Fiera.
Si attende per giugno 2026 l’inaugurazione della mostra su Giorgio Morandi che ha curato per il MAP – Museum of Art Pudong di Shanghai: la più ampia retrospettiva mai realizzata all’estero dedicata all’artista bolognese. Ma sono molteplice le mostre monografiche che ha curato nel corso della sua carriera, concentrandosi sul lavoro di grandi artisti contemporanei, da Tino Sehgal a Romeo Castellucci, Lynda Benglis, Emilio Isgrò, Susan Philipsz.
Partecipazione, produzione culturale e apertura internazionale. L’indirizzo di Balbi
A indirizzare il suo nuovo mandato, per la prima volta a Verona, le sue prime parole dopo la nomina: “Credo profondamente nel ruolo dei musei pubblici come luoghi aperti, accessibili e partecipati: non solo custodi del patrimonio, ma spazi vivi di produzione culturale, ricerca, formazione e confronto civile. I Musei di Verona possiedono un patrimonio unico e un potenziale enorme, sia sul piano nazionale sia internazionale. Sarà fondamentale valorizzarne le identità specifiche, costruendo al tempo stesso una visione integrata capace di dialogare con la città contemporanea e con i suoi pubblici. Verona ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio culturale di riferimento, capace di coniugare tutela, innovazione e apertura internazionale”.
Balbi succede a Francesca Rossi, che ha guidato i Musei di Verona dal 2017 al 2025, quando è stata avviata la selezione per la nuova direzione.
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