Arte e tecnologia si incontrano nella realtà aumentata dell’artista Lois He

La sua formazione tra regia e storytelling è alla base delle esperienze interattive e immersive a cui si dedica questa artista transmediale che usa la realtà virtuale per raccontare identità ed emozioni umane

La sua formazione è legata al mondo dei film, tra regia e visual storytelling, ma oggi il suo lavoro si muove sul confine tra arte e tecnologia con installazioni interattive, esperienze XR – in realtà virtuale e mista – e sistemi progettati attorno al pubblico, dove lo spettatore diventa parte attiva del racconto. È Lois He, nata Qiuyao He in Cina e ora di base a New York. Negli Stati Uniti ha ridefinito il proprio linguaggio mettendo da parte la linearità cinematografica per abbracciare una dimensione più immersiva e partecipativa.

Lois He alla presentazione del suo progetto "Rising River"
Lois He alla presentazione del suo progetto “Rising River”

Il cuore della ricerca di Lois He

Al centro della sua ricerca c’è l’indagine su come l’ambiente, la percezione e la loro interazione possano plasmare nuove forme narrative. Lois He esplora l’identità personale, e le nostre emozioni, e come queste vengano modellate da agenti esterni: la tecnologia, la società, la cultura. In tutto questo, il cinema non scompare del tutto: rimane la matrice originaria della sua formazione, come una grammatica di base che continua a nutrire le sperimentazioni più recenti. Lois He realizza, infatti, esperienze spaziali che danno forma a narrazioni interattive, facendo un passo più in là rispetto al cinema, con ambienti virtuali che fondono il suo linguaggio a quello dei videogiochi.

Spazio reale e virtuale secondo Lois He

Muovendosi tra la realtà e le sue estensioni, per Lois He lo spazio è un dispositivo narrativo e psicologico. Con Rising River – un’esperienza interattiva in realtà virtuale guidata dall’AI – Lois He ha progettato un viaggio instabile all’interno del sé. I partecipanti salgono a bordo di una piccola barca e attraversano un paesaggio immerso nell’oscurità, incontrando un “sé ombra”. Le interazioni vocali tra le parti si materializzano nell’ambiente, influenzando sia la progressione narrativa sia il mondo circostante. L’opera indaga, così, la tendenza contemporanea a esternalizzare il dialogo interiore attraverso sistemi computazionali, interrogandosi su cosa si guadagni e cosa si perda quando l’introspezione viene guidata o addirittura scritta dall’intelligenza artificiale.

Il lavoro di Lois He tra storia della cultura e nuove tecnologie

L’ispirazione arriva anche dal contatto con la storia dell’arte e della letteratura. Con i progetti The Silent Carnival e The Endless Garden, Lois He ha guardato rispettivamente all’opera di Goethe e di Dalì, sempre ponendo l’accento sull’interattività. Il primo di questi due lavori è stato presentato al Genius Loci Weimar Festival in occasione del 250º anniversario dell’arrivo di Goethe a Weimar, reinterpretando il Faust attraverso una lente contemporanea. The Silent Carnival invita, infatti, il pubblico a scegliere il destino di Gretchen utilizzando un QR code. Ricorrendo a proiezioni su larga scala e sistemi generativi, il progetto intreccia storia, letteratura e responsabilità morale contemporanea. Similmente, The Endless Garden – un’installazione digitale immersiva sviluppata in collaborazione con il Museo Dalí – combina ambienti in projection mapping e sistemi generativi, ponendosi sia come lavoro partecipativo che come estensione site-specific della mostra Alberto Giacometti & Salvador Dalí: Through & Beyond Surrealism, chiusasi lo scorso aprile. I visitatori potevano generare un “Dream Object” attraverso una serie di prompt e ogni oggetto compariva all’interno di un ambiente condiviso, dove interagiva con le creazioni degli altri. Prendeva, così, forma un giardino in continua evoluzione modellato collettivamente e influenzato dall’immaginario surrealista di Dalí.

Come far interagire l’arte e le neuroscienze?

Con i suoi progetti, però, Lois He non guarda solo all’arte e alla letteratura, ma anche alla scienza. Con Neural Harmony, un’installazione interattiva realizzata in collaborazione con il NYU Neuroscience Institute e il Buzsáki Lab, ha messo in dialogo la ricerca neuroscientifica e la sua pratica. Nell’installazione le onde cerebrali di chi vi prende parte vengono mappate con delle strutture linguistiche: i ritmi più lenti corrispondono alle frasi, quelli intermedi alle parole e le oscillazioni più rapide alle lettere. Attraverso questa analogia, l’opera visualizza come le gerarchie temporali organizzino la nostra percezione del mondo. L’opera invita i partecipanti a confrontarsi con una logica non familiare, in cui la comprensione emerge non attraverso la spiegazione, ma tramite interazioni capaci di generare ritmi e pattern differenti.

Il ruolo del soggetto nel lavoro di Lois He

Come dimostrano i lavori già menzionati – anche vincitori di premi e riconoscimenti –, per Lois He è fondamentale la presenza di un soggetto che dia forma alle esperienze. The Morph e The Play sono l’esempio perfetto: si tratta di due performance XR che uniscono motion capture, avatar digitali e interazione del pubblico, esplorando il legame continuo tra spazio fisico e virtuale per capire come l’identità venga costruita e trasformata attraverso forze esterne. Se The Morph si concentra sugli aspetti più fisici, con dei performer che indossano dei sistemi per mappare i loro movimenti su un avatar digitale in tempo reale e il pubblico che interagisce direttamente con il performer, in The Play la relazione tra performer, avatar e pubblico cambia, perché l’intervento del pubblico modella direttamente lo spazio virtuale, riflettendosi sulla condizione fisica del performer. Nell’unione dei due momenti, identità e corpo emergono come processi instabili e condivisi, definiti dall’interazione tra umano e tecnologia.

Vittoria Caprotti

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Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti (Voghera, 1998) è laureata in Storia dell'Arte Medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da giugno 2024 lavora a Casa Testori occupandosi della comunicazione; dell'organizzazione di mostre, eventi e laboratori; dello spazio espositivo La Collezione -…

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