Ecco le foto del Padiglione Austria alla Biennale di Venezia (quello pieno di performer nude che è vietato fotografare)
Già nei giorni di preview della Biennale di Venezia 2026, il Padiglione Austriaco di Florentina Holzinger attira lunghe code di visitatori. Il motivo è un sapiente utilizzo del nudo femminile, della performance interattiva. Ecco le foto
Dopo quello Russo e quello Israeliano (ma lì ci sono motivi politici prima che artistici), è senza dubbio il padiglione più chiacchierato – e anche il più instagrammato – quello che ospita le performance ideate dall’artista e coreografa Florentina Holzinger nata a Vienna nel 1986.
Il Padiglione Austriaco alla Biennale Arte 2026
La partecipazione austriaca alla Biennale di Venezia 2026 si caratterizza per l’utilizzo del nudo femminile, nello specifico in quattro azioni distinte: allo scoccare di ogni ora, una performer funge da batacchio a una grande campana sospesa; una volta entrati, sulla destra tre donne di età diverse inscenano una deposizione di Cristo al femminile, arrampicandosi su una struttura verticale rotante; sulla sinistra, un’altra performer anche lei integralmente guida una moto d’acqua in circolo, talvolta bagnando gli astanti; il padiglione si conclude con due bagni chimici utilizzabili dal pubblico e collegati a una vasca, dove una donna nuda (ma per fortuna dotata di bombole d’ossigeno) alterna uno statico fluttuare alla riproposizione della Venere dormiente di Giorgione in una teca di pipì.
Un padiglione curioso e divisivo
Insomma, Seaworld Venice, questo il titolo del progetto curato da Nora-Swantje Almes, è sicuramente un padiglione curioso quanto divisivo, che intreccia sacro e blasfemo, critica ecologica (calata anche sulla condizione di Venezia sempre a rischio a causa di un’acqua che è croce e delizia) e riflessione sul corpo che eredita la vena scandalistica tipica dell’Azionismo Viennese. Una novità? No. Un veicolo per attirare il pubblico? A giudicare dalle code per visitarlo sì.
Le foto del Padiglione Austria di Florentina Holzinger
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