I 90 anni del mitico artista italiano Giorgio Griffa. Tutte le mostre per celebrare il compleanno del maestro

Tra i protagonisti più coerenti e radicali della pittura contemporanea dagli Anni Sessanta a oggi, Griffa è al centro di un articolato programma di celebrazioni e acquisizioni che attraversa istituzioni, musei e fondazioni, restituendo la misura di una presenza ancora attiva e necessaria

Ha compiuto novant’anni il 29 marzo 2026 Giorgio Griffa, tra i protagonisti più coerenti e radicali della pittura contemporanea dagli Anni Sessanta a oggi, che ha saputo costruire un percorso solitario e rigoroso, capace di attraversare decenni senza mai cedere alla tentazione della rottura o dell’adesione a una corrente. La sua, infatti, è una ricerca che si rinnova per continuità, per variazioni minime, per ritorni.

Giorgio Griffa, Trittico con sette linee, 1999, acrilico su tela. Ph. Giulio Caresio
Giorgio Griffa, Trittico con sette linee, 1999, acrilico su tela. Ph. Giulio Caresio

Chi è Giorgio Griffa: un artista non classificabile 

Nato a Torino nel 1936, si forma tra pratica precoce e apprendistato informale al Circolo degli Artisti, prima di laurearsi in giurisprudenza e intraprendere parallelamente la professione di avvocato. È all’inizio degli Anni Sessanta, sotto la guida del pittore astratto Filippo Scroppo, che la sua riflessione prende una direzione decisiva: abbandonata progressivamente la figurazione, Griffa approda, alla fine del decennio, a una pittura fatta di segni elementari, ritmi, ripetizioni. Dal 1968, infatti, la sua pratica si fonda su un gesto essenziale: tracce di colore acrilico su tele grezze, non preparate, spesso non intelaiate, fissate direttamente alla parete. Un lavoro che assume come principio il “non finito”, inteso come sospensione del pensiero “a metà frase”. I cicli che ne derivano – dai Segni primari alle Numerazioni, fino alla riflessione sulla sezione aurea – non segnano tappe evolutive, ma coesistono come variazioni di un unico processo in divenire. Pur dialogando con esperienze coeve – dall’Arte Povera al Minimalismo – Griffa resta difficilmente classificabile. Il suo confronto con artisti come Giulio Paolini o Giuseppe Penone non sfocia mai in appartenenza, ma in un terreno comune di interrogazione sullo statuto dell’opera. Una posizione che, nel tempo, gli è valsa un riconoscimento crescente anche internazionale, culminato – tra gli altri momenti – nella riscoperta americana del 2012 a New York.

Giorgio Griffa, Policormo verticale, 1968, 240x360 cm, oil on canvas
Giorgio Griffa, Policormo verticale, 1968, 240×360 cm, oil on canvas

I novant’anni di Giorgio Griffa: tutte le mostre in programma

Oggi, a novant’anni, il suo lavoro è al centro di un articolato programma di celebrazioni e acquisizioni che attraversa istituzioni, musei e fondazioni, restituendo la misura di una presenza ancora attiva e necessaria. Al centro delle iniziative è la mostra Summer 69, ospitata dalla Fondazione Giorgio Griffa a Torino fino al 2 luglio 2026. Si torna indietro all’estate del 1969, quando, negli spazi ancora non aperti della Galleria Sperone, Griffa definisce con chiarezza la propria grammatica pittorica. Le fotografie di Paolo Mussat Sartor, realizzate in quell’occasione, dialogano con le tele di allora, restituendo un tempo sospeso in cui gesto e immagine si sovrappongono. Il percorso, poi, si estende fino al presente, includendo opere realizzate nei primi mesi del 2026: lavori che ribadiscono la natura processuale della sua pittura, fatta di continuità e riattivazioni. Sempre a Torino, due istituzioni consolidano questa attenzione. Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ha inaugurato una sala monografica con opere della collezione permanente e materiali d’archivio, mentre la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino dedicherà a maggio uno spazio analogo, confermando il radicamento dell’artista nel tessuto culturale della città.

Giorgio Griffa, Quaranta tele, 2001, acrilico su 40 tele. Ph Giulio Caresio
Giorgio Griffa, Quaranta tele, 2001, acrilico su 40 tele. Ph Giulio Caresio

L’acquisizione monumentale del MAXXI e la mostra a New York

Il riconoscimento istituzionale si amplia poi a livello nazionale con l’importante acquisizione da parte del MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, che ha integrato nella propria collezione sei opere monumentali di Griffa. Un nucleo che attraversa oltre trent’anni di lavoro, dai Segni primari degli Anni Settanta fino alle complesse articolazioni modulari dei primi Duemila. In queste opere, infatti, la pittura emerge come pensiero in espansione, costruito per accumulo e variazione, mai per frattura. Le celebrazioni si estendono anche oltreoceano. Dal 13 giugno al 12 ottobre 2026, il The Clark Art Institute negli Stati Uniti ospita Giorgio Griffa: Paths in the Forest, una grande mostra monografica con oltre venti opere. Curata da Robert Wiesenberger, l’esposizione mette in dialogo lavori storici e recenti, rafforzando il riconoscimento internazionale di una ricerca che, per decenni, è rimasta volutamente defilata.

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